Il blog di 888sport ha selezionato 10 figli d’arte del calcio mondiale, giocatori che hanno scelto di seguire le orme di padri più o meno illustri. Vediamoli.

Justin Kluivert (Olanda – Roma) 
Se Patrick non ha bisogno di presentazioni, illustre attaccante classe '76 tra i migliori della sua generazione (a parte la sfortunata parentesi nel Milan), Justin predilige giocare come esterno offensivo, ma all’occorrenza sa districarsi anche nel ruolo paterno.

Marcus Thuram (Francia – Borussia MG) 
Un altro attaccante, figlio però del roccioso difensore Liliam, campione del mondo e d’Europa con la Francia. Marcus ha la nazionalità francese, ma è nato a Parma nel 1997, quando il padre giocava con la strepitosa squadra gialloblù.

Ianis Hagi (Romania – Genk) 
Il padre Gheorghe era soprannominato il Maradona dei Carpazi: Ianis, indicato dall'UEFA come uno dei 50 giovani più promettenti per la stagione in corso, ha ereditato da lui la maglia numero 10 in nazionale. Ed è già un ottimo inizio.

Kasper Schmeichel (Danimarca – Leicester)
Fare il portiere è il mestiere di famiglia. Papà Peter ha trionfato in lungo e in largo con il Manchester United di Alex Ferguson e si è laureato campione d’Europa con la Danimarca nel 1992. Kasper ha compiuto solamente un’impresa, ma di quelle che valgono un’intera carriera: la Premier League vinta nel 2016 con il Leicester di Claudio Ranieri.

Nicolò Zaniolo (Italia – Roma) 
Igor ha avuto una lunga e prolifica carriera bomber di provincia ed è stato uno dei principali artefici della promozione in A del Messina del 2004; suo figlio Nicolò ha bruciato le tappe e a 19 anni è uno dei talenti più ricercati dalle big del calcio europeo. Ma la Roma se lo tiene stretto e Mancini punta molto su di lui per Euro 2020 che vedono l'Italia favorita del Gruppo A per le scommesse calcio.

Timothy Tarpeh Weah (USA – Lilla)
Ha la nazionalità statunitense ed è un attaccante come il padre George, Pallone d’Oro e FIFA World Player nel 1995, attuale Presidente della Liberia. Come caratteristiche in campo, Timothy ricorda molto l’ex pantera rossonera.

Chiesa festeggia un gol a San Siro!

Federico Chiesa (Italia – Fiorentina)
Il padre Enrico è stato un prolifico centravanti nella massima serie e in nazionale tra gli anni novanta e il primo decennio dei duemila. Federico a 22 anni ha già 17 partite con la maglia azzurra ed è considerato uno dei più importanti prospetti del calcio europeo.

Erling Braut Haaland (Norvegia – Salisburgo)
Una media di più di un gol a partita nel massimo campionato austriaco, vicecapocannoniere della Champions League dietro Lewandowski con 8 reti in 6 presenze: non male per un attaccante di 19 anni come Haaland. La Juventus è pronta a fare follie la prossima estate per il norvegese, figlio di quell’Alf-Inge, roccioso difensore con una discreta carriera in Premier League, in campo contro l’Italia di Sacchi a USA ‘94.

Thiago Alcantara (Spagna – Bayern Monaco) e Rafinha (Brasile – Celta Vigo)
Due fratelli, entrambi calciatori ad altissimo livello, figli di un padre campione del mondo: una storia che non capita tutti i giorni. È successo a Mazinho, ex terzino di Lecce e Fiorentina oltre che della nazionale verdeoro: il figlio maggiore, Thiago, centrocampista del Bayern tra i favoriti per la Champions 2020 per le scommesse sportive, oltretutto è nato proprio in Salento ed è in possesso della nazionalità italiana (anche se indossa la maglia della Spagna).

Rafinha, spagnolo come Thiago, ha optato per la nazionale brasiliana, seguendo le orme paterne.

Giovanni Simeone (Argentina – Cagliari)
Del padre Diego Pablo, attuale tecnico dell’Atletico Madrid ed ex centrocampista di fama mondiale scoperto da Romeo Anconetani e portato a Pisa nel 1990, Giovanni ha raccolto il soprannome. In tutto il mondo, infatti, l’attaccante del Cagliari, ex Fiorentina, è conosciuto come Cholito, dal paterno Cholo, che in lingua azteca significa “incrocio di razze”.

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*La foto di apertura dell'articolo è di Martin Meissner (AP Photo); quella centrale di Luca Bruno (AP Photo).

Sull'autore
Di
Emanuele Giulianelli

Scrittore e giornalista freelance, collabora regolarmente con il Corriere della Sera, con La Gazzetta dello Sport, con Extra Time, Rivista Undici, Guerin Sportivo e con varie testate internazionali come Four Four Two, Panenka e Tribal Football. Scrive per B-Magazine, la rivista ufficiale della Lega Serie B.

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