Quella portoghese è una scuola di allenatori che negli ultimi vent’anni si è imposta a livello internazionale rispetto ai decenni precedenti. I tecnici lusitani, spinti dai grandi risultati di alcuni connazionali, hanno cominciato a viaggiare in tutta Europa (e non solo), portando il loro calcio e il loro modo di approcciare la vita.

Nessuno come Mourinho

Fernando Santos vince EURO 2016

Tradizione lusitana per il Mengao

Jardim, il più bravo a valorizzare la rosa

Carlos Queiroz e Artur Jorge

Ogni allenatore, però, fa storia a sé, sia per metodologia che per tipologia di gioco offerto. Ulteriore dimostrazione che il Portogallo è un laboratorio in continuo sviluppo, in cui i tecnici trovano la propria strada, per poi andare a spiegarla altrove.

Nessuno come Mourinho

Impossibile non partire da chi, metaforicamente parlando, ha messo il Portogallo sulle mappe d’Europa quando si parla di allenatori. Josè Mourinho da Setubal è uno degli allenatori più vincenti di sempre, avendo raccolto 25 trofei tra Porto, Chelsea, Inter, Real Madrid e Manchester United.

Il capolavoro dello Special One restano le due Champions League vinte con Porto (2004) e Inter (2010, con tanto di Triplete), ma il portoghese è anche l’unico tecnico ad aver vinto un trofeo internazionale al Manchester United (l’Europa League) dopo l’addio di Sir Alex Ferguson.

Si deve principalmente a lui la crescita esponenziale del Chelsea dell'era Abramovich e pur non avendo mai vinto la Champions al Real Madrid, Mou con i Blancos si è aggiudicato una Liga contro il Barcellona di Guardiola raggiungendo per la prima volta nella storia del campionato spagnolo i 100 punti.

Fernando Santos vince EURO 2016

L’altro grande vincente portoghese degli ultimi anni è certamente Fernando Santos. Uno che nei club non ha mai combinato moltissimo, ma che da quando si è seduto sulla panchina della nazionale (2014) ha trasformato il volto del Portogallo.

Sotto la sua guida sono arrivati i primi due trofei internazionali dei lusitani, che nel 2016 hanno vinto gli Europei in Francia, battendo nella finalissima i padroni di casa, e che nel 2019 hanno anche portato a casa la prima edizione della Nations League imponendosi sull’Olanda.

Fernando Santos con CR7 a bordo campo

Se ora il Portogallo fa paura, molto lo si deve a Cristiano Ronaldo e ai suoi colleghi, ma anche alla mano di Fernando Santos.

Tradizione lusitana per il Mengao

Non si può però dimenticare qualcuno che prima ha vinto molto in Portogallo e poi ha deciso di continuare…in Sudamerica. Jorge Jesus è stato a lungo allenatore del Benfica, che ha portato a tre campionati portoghesi e a due finali consecutive (entrambe perse) di Europa League.

Il suo nome è però sinonimo di trionfo anche al Flamengo, considerando quanto bene ha fatto con la squadra di Rio de Janeiro. Nella stagione e mezza passata al Maracanà, Jorge Jesus ha fatto in tempo a portare in bacheca al Mengão il campionato brasiliano, la Copa Libertadores dopo 38 anni di digiuno e la Recopa Sudamericana.

Ironia della sorte, sulla panchina che è stata di Jorge Jesus siede ora un suo connazionale: Paulo Sousa. L’ex centrocampista della Juventus ha fatto parecchio scandalo, lasciando il suo posto da commissario tecnico della Polonia per accettare la proposta del Flamengo.

Paulo Sousa

Tra i portoghesi, Paulo Sousa si conferma uno di quelli con la maggior tendenza a…girare il mondo, considerando che tra le sue esperienze ci sono la Premier League, il campionato ungherese, quello israeliano, quello svizzero, l'Italia con la Fiorentina con la quale ha messo in difficoltà da sfavorito per le Serie A quote più di una grande, la Chinese Super League, la Ligue 1 e poi il ruolo da selezionatore polacco.

I risultati però non riflettono così tante richieste: il suo successo maggiore resta al momento il campionato svizzero vinto con il Basilea nel 2015.

Jardim, il più bravo a valorizzare la rosa

Assai più ricco il palmares di un altro ex Serie A come Paulo Fonseca. Se alla Roma per il tecnico portoghese le cose non sono andate benissimo, non si può dire altrettanto della sua esperienza allo Shakhtar Donetsk. In Ucraina Fonseca ha fatto per tre stagioni consecutive il double campionato e coppa nazionale, portando anche la squadra alla fase a eliminazione diretta della Champions League.

Degna di nota anche l’esperienza al Braga, una sola stagione terminata con il quarto posto in campionato e soprattutto con la vittoria della Taça de Portugal, il secondo titolo della storia del club. 

Chi non ha del tutto rispettato le attese è André Villas-Boas, che invece da giovanissimo sembrava destinato a una carriera spettacolare. Il tecnico comincia come assistente prima di Bobby Robson e poi di Josè Mourinho e poi nel 2010 si prende il Porto, trascinandolo alla vittoria del campionato portoghese, della coppa nazionale, della Supercoppa e dell’Europa League. Questa annata clamorosa gli vale il soprannome di “Special Two” e proprio come Mou Villas-Boas accetta la panchina del Chelsea.

A Londra fallisce sia con i Blues che con il Tottenham, per poi tornare a vincere allo Zenit San Pietroburgo. Le esperienze in Cina e al Marsiglia, però, sono da dimenticare e il portoghese sembra un po’ fuori dal giro delle panchine che contano.

Un po’ come Leonardo Jardim, che pure nella stagione 2016/17 è protagonista della splendida cavalcata, non prevista dalle quote calcio, del Monaco di un giovanissimo Kylian Mbappè. Sotto la guida dell’allenatore portoghese il club del Principato non solo strappa la Ligue 1 al Paris Saint-Germain degli sceicchi, ma per poco non raggiunge la finale di Champions League, eliminato dalla Juventus in semifinale.

Le stagioni successive però sono state complicate e dopo il suo addio ai biancorossi Jardim ha accettato una lucrativa offerta dai sauditi dell’Al-Hilal.

Carlos Queiroz e Artur Jorge

Non si può chiudere una carrellata sui tecnici portoghesi senza menzionare due allenatori che hanno a modo loro scritto la storia del pallone lusitano: Carlos Queiroz e Artur Jorge. Il Professore è celebre per aver guidato per una stagione il Real Madrid e per essere stato a lungo il vice di Sir Alex Ferguson, ma in patria è ricordato anche per essere stato il CT dell’Under-20 che nel 1989 e nel 1991 vince i mondiali di categoria con in rosa elementi destinati a diventare leggende come Luís Figo, Rui Costa, Fernando Couto, João Vieira Pinto, Jorge Costa e Vítor Baía.

Carlos Queiroz!

Il trionfo con cui ha scritto la storia Artur Jorge è invece quello del 1987 del Porto in Coppa dei Campioni. Per lui poi c’è stata la guida della nazionale, ma anche quella del PSG e di squadre in campionati non di primissimo piano. In pratica, un riassunto ante-litteram…di quello che avrebbero fatto i suoi successori!
 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. 

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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