Il basket europeo ha creato alcuni dei migliori campioni di sempre: Dirk Nowitzki, Tony Parker e i fratelli Gasol che dopo aver conquistato l’Europa sono partiti per prendere d’assalto l’NBA.

Ancora oggi, l’Europa continua a sfornare stelle del basket del calibro degli emergenti Kristaps Porzingis, Giannis Antetokounmpo e l’ultimo arrivato Luka Doncic, quotato a 3,25 su 888sport per il titolo NBA di Rookie of the Year.

Nonostante i talenti strabilianti e gli allenatori eccezionali, la qualità di gioco in Europa rimane sempre inferiore rispetto a quella statunitense.

In questo articolo, scopriremo perché l’abisso tra Eurolega e NBA resta più profondo che mai.

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L’onnipresente calcio

In Europa, il calcio interessa tutto e tutti. Dagli spettatori della domenica alle scuole di calcio che forgiano campioni sin dalla tenera età, lo spazio dedicato agli altri sport è ben poco. Appena un bambino dimostra una qualsiasi propensione per lo sport, è probabile che il talent-scout di calcio ci abbia già messo gli occhi sopra, decidendo così il suo futuro sportivo.

Il calcio scorre nel sangue degli europei, domina i giornali, le conversazioni e le aspirazioni di generazioni di bambini che sognano di emulare le star della televisione.

È un colosso culturale che rimane immobile e che è stato ben descritto dal leggendario allenatore del Liverpool, Bill Shankly: “Alcuni credono che il calcio sia questione di vita o di morte. Quella attitudine mi delude. Vi posso assicurare che è molto, molto più importante.”

Il calcio utilizza risorse finanziarie, energia emotiva e talento fisico, lasciando ben poco da investire nella pallacanestro.

Mentre, gli Stati Uniti si sono da sempre concentrati su tre o quattro sport principali: il baseball, l’hockey su ghiaccio, il football americano e il basket. Quindi, invece di crescere con un pallone tra i piedi come la maggior parte degli europei, gli statunitensi crescono con una palla tra le mani e il sogno dell’NBA in testa. Nessuno sport è più importante degli altri, come succede in Europa, e per questo il basket ha più spazio per crescere negli Stati Uniti.

Anche se società di calcio famose come il Real Madrid, quotata a 5 per vincere l’Eurolega questa stagione, secondo 888sport, il Bayern Monaco e Fenerbahçe si dedichino, all'interno delle polisportive, anche alla pallacanestro, gli investimenti in questo settore non si avvicinano minimamente a quelli calcistici.

Stati Uniti: la culla del basket moderno

Nato da due immigrati scozzesi in Canada, James Naismith, inventò il basket nell’America del Nord, rendendola così la patria di questo sport. Nato nel college di Springfield nel 1891, questo colosso sportivo americano è stato da sempre inseguito dal cugino europeo.

L’Eurolega, chiamata originariamente FIBA European Champions Cup, fu infatti fondata nel 1958, ovvero 67 anni dopo che Dr. Naismith introdusse il gioco ai suoi studenti. La qualità del basket europeo potrebbe non essere all’altezza dell’NBA, tuttavia rappresenta l’unico sfidante presente nel resto del mondo.

D’altro canto, dipende dagli investimenti, come tutto nello sport. Il denaro che circola nell’NBA non ha rivali nelle altre leghe, e solo l’NBA ha la capacità di attrarre o respingere talenti di un certo calibro. Il Nord America richiede un basket d’élite, mentre l’Europa si accontenta.

La fuga dei talenti all’NBA

Gli allenamenti dell’Eurolega mantengono un livello molto alto: gli allenatori rinnovano costantemente il gioco e i diversi stili, concentrandosi su movimenti di palla rapidi e taglienti per stracciare gli avversari e portarsi a casa canestri facili. Molte di queste giocate finiscono all’NBA, come anche i giocatori straordinari.

C’è qualcosa di magnetico che attira i migliori giocatori europei verso l’Atlantico. Anche se sei uno dei migliori in Eurolega, non raggiungerai mai il livello di fama dei calciatori top, ma se giochi in NBA, potresti raggiungere quel successo stellare che sfortunatamente in Europa viene dedicato solo al calcio.

Ciò vale anche al contrario. Un calciatore statunitense potrebbe sognare di giocare in Europa, ovvero un posto in cui la domanda per giocatori di qualità è infinita e dove è possibile fare fortuna con le squadre migliori. Come il Nord America è la patria del basket, l’Europa è quella del calcio.

Il problema del basket europeo è di riuscire a trattenere i talenti, ma la fortuna promessa dall’NBA non ha paragoni. Anche se ci sono delle eccezioni che confermano la regola, ovvero Nikos Galis, Theodoros Papaloukas e infine Sergio Llull che ha recentemente rifiutato più volte l’NBA per restare al Real Madrid.

La competizione infinita dell’NBA

Pur essendo una nazione così capitalista, gli sport americani dimostrano una struttura socialista che istiga costantemente la competizione e quindi genera interesse. In parole povere, se le squadre che si trovano ai piedi della classifica riusciranno ad accaparrarsi dei giocatori di prima scelta, avranno l’opportunità di avere successo e quindi confermare il loro posto di cacciatori nella catena alimentare del basket. Avere un talento generazionale in squadra potrebbe trasformare un team debole, in vincente.

Mentre, nel basket dell’Eurolega se fai schifo, fai schifo. Per una squadra di NBA il sogno di scalare le classifiche e portarsi a casa il titolo è una possibilità reale che crea un gran seguito. Tuttavia, per esempio in Europa, le possibilità che il Budućnost VOLI riesca a prevalere sul Real Madrid sono molto scarse.

NBA vs Eurolega

Negli anni, queste due organizzazioni si sono scontrate in più competizioni, la prima delle quali vide i campioni dell’NBA, Washington Bullets e i Maccabi "Elite" Tel Aviv scontrarsi nel 1978. Gli israeliani ebbero la meglio.
Da allora, le squadre dell’NBA hanno dominato le competizioni, grazie a vittorie spettacolari e prestazioni qualitative che hanno evidenziato l’abisso che c’è tra le due leghe, sebbene gli statunitensi abbiano considerato tali partite come delle amichevoli pre-stagione. Degli ultimi otto incontri, gli europei ne hanno vinti tre. Probabilmente il gap qualitativo si sta chiudendo, o piuttosto, potrebbe essere che le squadre di NBA non stiano prendendo così seriamente queste partite.

Ragioni per esultare

La situazione non è poi così nera per il basket dell’Eurolega. È chiaro che l’NBA sia anni luce avanti in termini di entrate e talento, ma ciò non vuol dire che la pallacanestro europea sia allo stremo, anzi.

L’Eurolega continua a rafforzarsi e sembra avere un futuro roseo: oggi è seguita in 213 Paesi in tutto il mondo, 245 milioni di persone alla settimana ne guardano le partite in Cina ed è trasmessa su NBA TV in America ed in Canada. Gli stadi europei sono pieni di fan accaniti e chiunque abbia mai assistito a una partita di Eurolega saprà bene che l’atmosfera è uguale se non migliore di quella di tanti altri sport nel mondo.

La maggiore esposizione mediatica e gli investimenti in Eurolega aumentano le speranze di non far scappare i talenti della pallacanestro europea in USA; inoltre ora le squadre sono in grado di offrire contratti multimilionari ai giocatori. Per esempio, il giocatore Alexey Shved, della squadra russa BC Khimki, quotata a 11, secondo 888sport, per finire tra le prime tre di questa sessione di Eurolega, guadagna 4 milioni di dollari all’anno.

Negli ultimi anni, una nuova tendenza ha preso piede, ovvero quella di far saltare un anno di lavoro non pagato ai giocatori universitari per farli giocare da professionisti all’estero. Cina, Australia ed ora l’Europa sono le destinazioni preferite in cui questi giovani possono cominciare a capire cosa vuol dire “fare gli adulti” e giocare ad un livello professionistico, mentre cominciano ad essere pagati un anno prima dei loro colleghi.

Se questo trend continua, l’Europa continuerà ad avere spettatori e quindi ricevere investimenti. Ciò potrebbe dunque evitare questa fuga di talenti dall’Europa riducendo così il distacco tra NBA e Eurolega, anche se ad oggi nulla è cambiato.

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