Si fa presto a dire “fenomeno”. Così come accade spesso, soprattutto nel calcio di oggi, di pagare cifre spropositate per ragazzi che a volte non sono neanche maggiorenni. Il Real Madrid ha speso oltre cento milioni di euro per tre talenti brasiliani (Vinicius, Rodrygo e Reinier), uno dei quali è stato già costretto a fare le valigie direzione Dortmund perché non c’erano slot per gli extracomunitari disponibili.

E a proposito di Borussia Dortmund, i tedeschi hanno speso quasi 30 milioni per l’inglese Jude Bellingham, che a 17 anni è costato molto di più di tanti colleghi più blasonati. Nessuno però batte João Félix, che poco prima di compiere vent’anni ha visto l’Atletico Madrid sborsare i 120 milioni della sua clausola rescissoria per strapparlo al Benfica.

Si fa anche presto però a dire che cose del genere prima non succedevano. E invece basterebbe guardare al 1999, proprio l’anno di nascita del portoghese, quando il Real Madrid paga 35 milioni di euro, all’epoca una cifra assai importante, all’Arsenal per acquistare Nicolas Anelka. Ed è impossibile non notare più di qualche similitudine tra i due casi. Così come parecchie differenze. Di uguale c’è… la destinazione, perché entrambi sono finiti a Madrid. E anche una storia abbastanza travagliata per quello che riguarda gli anni precedenti all’acquisto.

Tutto nasce da una valutazione sbagliata

Anelka nasce nelle giovanili del Paris Saint-Germain, ma l’occhio attento di Arsene Wenger ne coglie il talento. Quello che non fanno i parigini, che lo lasciano andare per appena 500mila sterline. L’alsaziano decide di dare una possibilità a quel centravanti che sembra trasformare ogni pallone in oro ed i Gunners passano alla cassa, nel vero senso del termine.

João Félix invece è addirittura protagonista di un tradimento: la squadra che lo cresce è il Porto, al punto che il classe 1999 passa ben sette anni nelle giovanili dei Dragoes. Che però non ci credono molto, al punto che lo lasciano andare ritenendo la sua costituzione troppo leggera per il calcio moderno. Un errore che fa la fortuna del Benfica.

Joao Felix con la maglia dell'Atletico!

Di simile ci sono anche le aspettative, che finiscono sulle spalle di due ragazzi appena ventenni. Anelka arriva al Real Madrid di Del Bosque, che punta di nuovo alla Champions League dopo quella vinta due anni prima da Heynckes. Paradossalmente, è proprio in Europa che il francese darà il suo meglio a Madrid, segnando gol decisivi per la conquista della nona Champions, tra cui una rete in finale contro il Valencia.

Di mezzo però ci sono parecchie bizze comportamentali, che a Madrid non apprezzano, al punto che viene multato dopo aver saltato gli allenamenti perché i compagni non festeggiavano i suoi gol. Anche João Félix ha addosso un peso non indifferente, quello di dover sostituire Antoine Griezmann.

I soldi ricevuti dall’Atletico per il Piccolo Diavolo finiscono…direttamente al Benfica, così come la maglia numero 7 e il posto da titolare accanto a Diego Costa nello scacchiere tattico di Simeone vanno subito al portoghese. Per entrambi, però, una prima stagione a Madrid in cui si poteva fare meglio. Anelka mette a referto 7 reti in 31 partite, João Félix ne gioca 36 e va a segno 9 volte.

Nicolas giramondo

A questo punto, le strade dei due divergono. Anelka lascia il Real, tornando al Paris Saint-Germain per 20 milioni di euro, dando il via al suo personalissimo giro del mondo che lo porterà di nuovo in Inghilterra (Liverpool e Manchester City, ma anche Bolton, Chelsea e West Bromwich), in Turchia (Fenerbahce), in Cina (Shanghai Shenhua), Italia (Juventus), Brasile (Atletico Mineiro) e India (Mumbai City), il tutto rigorosamente lasciando ovunque polemiche e casi da gestire. João Félix invece è rimasto all’Atletico, pronto a mettersi alla prova.

 

E la grande differenza tra i due forse è proprio qui, nella testa. Il portoghese sembra essere molto piĂą in grado di gestirsi rispetto al transalpino, nonostante uno stipendio che definire da favola è poco. Per lui 13 milioni di euro lordi (quindi circa 7 netti), un’enormitĂ  rispetto a quello di Anelka al Real. Il francese guadagnava circa 10 miliardi di lire lordi, vale a dire 2,7 milioni di euro netti, che comunque per l’epoca erano corrispettivi importanti.

Ma ad aver cambiato Anelka è stata la fama ad una giovanissima età. L’ex centravanti ha spiegato più volte di essere sempre stato un ragazzo timido, ma che una volta che si è fatto la fama di bad boy non si è mai curato di smentire le storie che circolavano su di lui. Anzi, si è pian piano trasformato in quello che i giornali descrivevano. Un contrasto evidente con Joao Felix, che invece si vede poco in giro e preferisce (come molti della sua generazione) giocare ai videogiochi.

Felix pupillo di CR7

Un’altra grande differenza l’hanno però fatta i compagni, nel club e in nazionale. Anelka a Madrid si è trovato malissimo, anche perché aveva preso il posto di Raul facendo infuriare il clan degli spagnoli. E proprio una discussione con il tecnico e con i compagni lo ha portato a vedersi sospendere lo stipendio per 45 giorni, finendo nel contempo anche fuori rosa. Joao Felix sembra invece essersi integrato bene sia all’Atletico che nel Portogallo, dove studia da Cristiano Ronaldo, che pare avere una predilezione per il suo giovane connazionale.

Del resto, lo juventino è sempre stato l’idolo del Colchonero e se il classe 1999 riuscirà a prendere anche solo una minima parte dell’etica del lavoro del cinque volte Pallone d’Oro, quello dell’Atletico sarà stato un investimento importante, ma giustificato. Non si può certamente dire lo stesso dei soldi spesi dal Real Madrid, che sarà anche rientrato di parte della cifra spesa, ma che aveva puntato sul giocatore sbagliato.

Ma in fondo questo lo sa anche Anelka. Che, tanto per mettere in chiaro le cose, ha intitolato il docu-film a lui dedicato “L’incompreso”, come a dire che in fondo…non è stata colpa sua.

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Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo sono di J.F. Diorio e Manu Fernandez.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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