C’è chi nella vita trova l’America e chi invece…trova la Germania. Un paese che se non esistesse bisognerebbe inventarlo, almeno per quello che riguarda Andrea Barzagli. L’ex difensore, classe 1981 e attualmente collaboratore tecnico della Juventus, è uno dei calciatori più vincenti della sua generazione.

Oltre gli otto incredibili scudetti in maglia bianconera (un record condiviso solo con il suo alter-ego in campo, Giorgio Chiellini), tutte le altre soddisfazioni il toscano se l’è tolte in terra teutonica. E dire che un centrale come lui, che ha fatto scuola e che ora insegna movimenti e schemi a un certo De Ligt, era nato come centrocampista.

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Barzagli, nato a Fiesole, sfugge ai radar della Fiorentina, forse proprio perché da ragazzo gioca in un ruolo non suo. O almeno, non in quello in cui si consacrerà. Dopo due anni tra dilettanti e C2 con la Rondinella, passa alla Pistoiese, per l’esordio in Serie B. L’incontro con Bepi Pillon, tecnico degli arancioni, è fondamentale per la carriera di Barzagli. È lui che nel 2000 lo trasforma in un difensore, notandone il senso della posizione, l’anticipo, la forza fisica e la duttilità.

Della sua esperienza in mediana, però, non dimenticherà mai la capacità di costruire il gioco. Un qualcosa che in futuro gli sarà molto utile. Nel frattempo, torna per metà stagione alla Rondinella, per poi passare in C1, all’Ascoli. Ottiene una promozione e, già che c’è, viene acquistato per metà dal Piacenza. 

L'INCONTRO CON DELNERI E LA UNDER 21

All’inizio della stagione 2003/04 l’altra metà del suo cartellino la prende il Chievo. Con la maglia dei Mussi Volanti, Barzagli fa il suo esordio in Serie A. Gli basta un solo anno, corredato da 29 presenze e 3 reti, per fare un altro balzo in avanti. Guidolin lo vuole a Palermo e Zamparini per lui spende 1,5 milioni di euro. Ma prima ci sono un paio di impegni importanti. Il primo, neanche a dirlo, è in Germania.

La nazionale Under-21 va a giocarsi l’Europeo e Claudio Gentile non può fare a meno del perno della sua squadra. Assieme a De Rossi, Amelia, Zaccardo e Gilardino si prende la prima grande soddisfazione della sua carriera, quando gli azzurri battono la Serbia-Montenegro per 3-0 a Bochum, portando a casa il torneo. Con la vittoria continentale, l’estate diventa anche più lunga: l’Italia si gioca anche le Olimpiadi di Atene 2004, dove viene eliminata dall’Argentina di Bielsa, che schiera Tevez, Mascherano, Saviola e Burdisso, ma conquista comunque la medaglia di bronzo.


Una volta arrivato al Renzo Barbera, la strada è in discesa. Barzagli resta in Sicilia quattro stagioni, indossando anche la fascia da capitano nell’ultima annata. Per lui arrivano anche l’esordio in Coppa UEFA, grazie allo splendido sesto posto della stagione 2004/05 e la prima chiamata in nazionale. A Lippi quel centrale così elegante piace. E in realtà al viareggino piace parecchio un po’ tutto il Palermo, al punto che quando c’è da mettere a punto la rosa per il mondiale 2006 ci sono ben quattro calciatori rosanero: Barzagli, Zaccardo, Barone e Grosso.

Il resto, come si suol dire, è storia. Barzagli parte da quarto centrale, ma l’infortunio di Nesta gli fa scalare una posizione. Quando Materazzi vede rosso contro l’Australia, tocca a lui entrare per Toni e giocare da titolare il quarto di finale contro l’Ucraina di Shevchenko. A 25 anni, il toscano è campione del mondo. Potrebbe essere l’apice di una carriera, ma in fondo…è solo l’inizio.

LA CARRIERA DA CAMPIONE DEL MONDO


E il seguito, come sempre, Barzagli lo scrive proprio in Germania. Nel 2008 accetta l’offerta di 14 milioni di euro del Wolfsburg, che decide di portare in Bassa Sassonia a disposizione di Felix Magath sia il difensore toscano che il suo compagno di club e di nazionale Zaccardo. E i due scrivono la storia, perché in quella stagione i biancoverdi conquistano uno storico Meisterschale, vincendo la Bundesliga con due punti di vantaggio sul Bayern Monaco, grazie alle reti di Dzeko e Grafite, ma anche agli appena 41 gol subiti.

Zaccardo torna subito in Italia, mentre Barzagli rimane in Germania fino al gennaio 2011, quando accetta un’offerta che non si può rifiutare. In Serie A lo chiama il suo ex allenatore ai tempi del Chievo, Gigi Delneri. Solo che stavolta il tecnico guida la Juventus. A 30 anni da compiere sembra una scommessa, anche se poco costosa (appena trecentomila euro, secondo i numeri pubblicati dal sito specializzato transfermarkt). Sarà l’inizio di un decennio da sogno.


Con la maglia bianconera, Barzagli diventa uno dei calciatori più vincenti della storia del calcio italiano. Otto scudetti, incredibili per le scommesse calcio Serie A, tutti o quasi da protagonista. Quando nell’estate 2011 arriva Antonio Conte, che decide di accantonare il suo 4-2-4 e passare alla difesa a tre, nasce una leggenda. Assieme a Bonucci e Chiellini, il toscano forma la BBC, il trio imbattibile dei trionfi juventini. Forse Barzagli è il meno mediatico dei tre, ma di certo è imprescindibile e per certi versi è il più completo. Lo è per Conte, ma anche per Allegri, che lo schiera titolare, anche da quarto a destra, nelle due finali di Champions.

E quando il gioco si fa duro, il toscano c’è sempre, persino quando la carta di identità comincia a segnare un’età che per un difensore dovrebbe significare l’addio. L’ultimo bacio al campo arriva al termine della stagione 2018/19, con l’ottavo pazzesco scudetto. Ma le strade di Barzagli e della Juventus non si dividono, perché un campione del genere è un patrimonio per la società e per tutto il calcio italiano.

Dunque, spazio nei ranghi societari, come collaboratore tecnico, fino al momento delle dimissioni. Del resto, chi meglio di lui può insegnare alle nuove generazioni come si diventa dei difensori moderni e a tutto tondo? Anche se, in fondo, di Barzagli ce n’è uno…

*La foto di apertura dell'articolo è di Andrew Medichini (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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