"Nazionale B" (da non confondersi con "B Italia", in rappresentanza dei giovani della cadetteria), "Nazionale Under 23", "Nazionale Olimpica", "Nazionale Sperimentale": non ci si è mai messi d'accordo sulla reale dicitura relativa a quegli "Azzurri di riserva", utilizzati per gettare nella mischia talenti in erba e, a volte, per onorare competizioni di secondo piano. Come, di fatto sono state le Olimpiadi per il calcio per le nazioni in cui il caro e vecchio football è considerato una religione.

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È stato così, ad esempio nei Giochi del 1984 e 1988, a Los Angeles e Seoul, in cui Enzo Bearzot e Francesco Rocca si presentarono con una formazione alternativa - composta, come da regolamento internazionale per le selezioni europee e sudamericane, da giocatori che non avevano preso parte a una fase finale del Mondiale -, ma comunque, potenzialmente, davvero competitiva in un paese ricco e sempre più in ascesa, intriso di campioni com'era nella sua Serie A, all'epoca il campionato più ambito del mondo.

LA BATOSTA CONTRO LO ZAMBIA

Tuttavia, questo non impedì di iscrivere nella storia figuracce epocali, dello stesso lignaggio del disastro Corea del Nord ai Mondiali 1966: proprio a Seul, nel 1988, nell'altra Corea (del Sud), a Kwanju, gli Azzurri "bis" incapparono nel girone di qualificazione - dopo la vittoria per 5-2 contro il Guatemala - in una tremenda batosta contro lo sconosciuto Zambia, composto essenzialmente da dilettanti e da semiprofessionisti.

Tripletta di Kaluska Bwalya e gol di Johnson Bwalya, entrambi salvatisi dalla tragedia aerea (avvenuta al largo delle acque del Gabon) che nel 1993 cancellò la quasi totalità della formazione dei "Chipolopolo", diretti in Senegal per un match di qualificazione a Usa 1994: il primo, all'Anderlecht, aveva deciso di raggiungere Dakar dall'Europa, il secondo non era rientrato tra i convocati.

Eppure la nazionale italiana, quel giorno, era di assoluto livello: Tacconi, Tassotti, De Agostini, Iachini, Ferrara, Cravero, Mauro, Colombo, Carnevale (nel video alcuni gol del bomber di Latina), Galia, Virdis... Una sconfitta che generò un fiume di polemiche, accuse di scarso impegno da parte di calciatori miliardari ed iniziative a metà strada tra demagogia e sensazionalismo: il leader dei Radicali Marco Pannella, ad esempio, versò un assegno di 4 mila dollari (l'equivalente di due mesi, in quel momento, del suo stipendio da parlamentare) all'ambasciatore dello Zambia come "premio partita".

 

Nel torneo olimpico, l'Italia "B" trovò il modo di salvare la faccia piazzandosi quarta (esattamente come ai Giochi del 1984) perdendo la finale per il bronzo contro la Germania Ovest. Dalle Olimpiadi 1992, per la prima volta, venne introdotta la regola degli Under-23: tutte le squadre avrebbero dovuto essere composte da giocatori di età uguale o inferiore a 23 anni. La base di queste Nazionali è perciò formata dai calciatori che militano nella Nazionale Under-21, sancendo di fatto la fine della Nazionale B.

IL RUOLO DELLA NAZIONALE B

Della quale si ricordano anche altre partite storiche, dalla sua prima in assoluto (una vittoria per 5-1 sul Lussemburgo, in un'amichevole di Esch-sur-Alzette del 17 aprile 1927). Nel febbraio 1976, a Essen, contro la Germania Ovest B, gli Azzurri si imposero per 1-0, con gol di un certo Paolo Pulici; la selezione era guidata da Azeglio Vicini. Fino al 1979 vennero disputati altri 7 incontri. Già dal match seguente, il 19 gennaio 1977, a Udine, contro la Lega Irlandese, la panchina venne affidata a Enzo Bearzot. L'incontro fu di preparazione al match che, pochi giorni dopo, la nazionale A avrebbe disputato col Belgio, a Roma.

La B affrontò anche due rappresentative maggiori: due volte la Svizzera, il 13 aprile 1977, a Basilea, e l'8 novembre 1978 a Ferrara, e l'Unione Sovietica, il 23 febbraio 1979, a Bologna. L'ultimo incontro, ancora contro la Germania Ovest B, si tenne a Genova, il 19 dicembre 1979. La partita terminò 1-2, per gli ospiti: il gol azzurro venne siglato da Alessandro "Spillo" Altobelli. Il bilancio della "Nazionale B"? 70 partite disputate, 44 vittorie, 12 pareggi e 14 sconfitte con un complessivo di 174 gol fatti e 74 subiti. 

La Nazionale Sperimentale ritornò in auge, in qualche modo, nel biennio 2016-2017, per volontà del commissario tecnico Gian Piero Ventura. Partite da scommesse virtuali non riconosciute ufficialmente e ridefinite "stage" per valutare i talenti in erba della Serie A. Come la vittoria per 8-0 al "Castellani" di Empoli (il 31 maggio 2017) su San Marino, in cui l'Italia è scesa in campo con la seguente formazione Scuffet, Conti A. (70' Biraghi), Caldara, G.M. Ferrari, D'Ambrosio, Baselli (46' Pellegrini), Gagliardini (46' Cataldi), Berardi (46' Politano), Petagna (46' Falcinelli), Lapadula, Federico Chiesa (63' Caprari).

Progetto tecnico, quello degli stage, che però non portò lontano la "Nazionale A" eliminata dalla Svezia, nello spareggio di novembre, per l'accesso ai Mondiali di Russia...

*La foto di apertura dell'articolo è di Luca Bruno (AP Photo).

Sull'autore
Di
Stefano Fonsato

Stefano collabora da anni come giornalista freelance per il portale web di Eurosport Italia, per il quotidiano La Stampa e con la casa editrice NuiNui per la quale è stato coautore dei libri "I 100 momenti magici del calcio" e "I 100 momenti magici delle Olimpiadi".

E' amante delle storie, dei reportage e del giornalismo documentaristico, ma il suo "pallino" resta, su tutti, il calcio d'Oltremanica.

 

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