Dopo l'approfondimento sullo straordinario Alcione Calcio, concentriamoci sul campionato di Serie D, un torneo molto particolare, ricco di contraddizioni: pochi introiti e tantissime spese, a partire dalle trasferte.

L'esempio del Lanusei

Il budget per una Serie d da vertice

I costi esorbitanti per le trasferte

L'esempio del Lanusei

Due esempi, su tutti: il girone A, che unisce le sorti di club piemontesi, liguri e toscane; ed il raggruppamento G, formato da società laziali, campane e sarde.

Proprio dalla Sardegna arriva la testimonianza del direttore Paolo Guidetti, oggi a Lanusei dopo circa 30 anni di comprovata esperienza e successi: negli anni '90, l'impresa che lo vide protagonista della scalata del Borgosesia dalla Prima Categoria alla Serie C2 girone A, poi - nella stessa - categoria - il Meda, gli anni nella prestigiosa Pro Vercelli, il Legnano riportato dall'Eccellenza alla Serie D e, oggi, il club ogliastrino biancorossoverde.

Il Novara ai tempi del Diablo in attacco!

Guidetti è stato assoldato dal presidente Daniele Arras a novembre con la squadra al penultimo posto, dopo la sbornia dell'anno scorso, che l'ha vista sfiorare, da outsider per le scommesse sportive, una clamorosa promozione in Serie C, in un duello con il "gigante" Avellino e che avrebbe avuto del miracoloso se si pensa che Lanusei conta all'incirca appena 5mila abitanti.

Guidetti ha saputo riportare serenità all'ambiente e la squadra a centro classifica, al momento dell'interruzione del campionato: "La Serie D - racconta - è una categoria dalle mille sfumature. A Lanusei abbiamo voluto intraprendere la linea verde: siamo tra le squadre con la media età più bassa e per noi questo è un orgoglio". Ma non manca nel correre in soccorso al cronista quando si tratta di riflettere sugli standard da seguire per un club che mira a vincere il campionato.

​​​​​​​Il budget per una Serie d da vertice

Insomma, quanto costa attrezzarsi per la promozione tra i professionisti? "Come sappiamo - prosegue Guidetti -, nel calcio ci sono un'infinità di variabili. Per fortuna, mi vorrebbe da dire. Quanto spende una squadra costruita dichiaratamente per vincere il campionato? In media, la gestione societaria, che comprende tutto, dagli stipendi di giocatore e staff tecnico e costi vivi, prevede l'investimento di un milione circa. Tuttavia, se ci sono gli incastri giusti e s'indovina la stagione, si può spendere molto meno".

Un giocatore del Varese all'Olimpico!

Il secondo caso si manifesta essenzialmente nei piccoli club, in cui la pressione è minore. Ma in D ci sono anche piazze in cui la pressione è piuttosto alta: Novara, Varese, prima ancora Foggia, Palermo, Lucchese, Prato, Mantova... Gli esempi, insomma, sono tanti. "Chiaramente - aggiunge Guidetti - se si è bravi, i costi possono risultare molto più contenuti nel caso in cui, come obiettivo, si hanno la salvezza o la metà di classifica".

Parlando di singoli, è corretto dire che un "bomber di categoria" con grande mercato, arrivi a guadagnare intorno ai 3mila euro al mese nelle squadre costruite per vincere il campionato? "Sì, occhio e croce le cifre sono quelle". Ma non esistono, si diceva, solamente i compensi di giocatori e staff tecnico.

I costi esorbitanti per le trasferte

Ci sono viaggi e i ritiri per la trasferta: "Lanusei è un posto abbastanza isolato: nella nostra fattispecie, è un po' come se fossimo sempre in ritiro. La società mette a disposizione una foresteria che contiene 18 giocatori. Poi ci sono gli alloggi. Gestire queste cose significa togliere tre o quattro stipendi in rosa. Noi preferiamo non fare follie sul mercato ma garantire un'esperienza confortevole per i nostri tesserati.

Un'amichevole dell'Alcione contro il Milan

Le società sarde, poi, prendono l'aereo una volta ogni due settimane: le trasferte, comprensive di spostamenti e alberghi, arrivano a costare, in media, 8-9mila euro ciascuna. Sì, ci sono anche gli aiuti della regione Sardegna ma, voglio dire, siamo dilettanti solo a livello di dicitura. Per il resto, la vita è quella dei professionisti".

E i ritiri estivi? "Sono pochi i club, a queste latitudini calcistiche, che ancora li fanno, per come erano intesi una volta, lontani da casa e in una struttura alberghiera attrezzata". Una politica che si sta allargando a macchia d'olio anche in Serie C: "Il motivo, come sempre, sono i costi - chiosa Guidetti -: 50-60 euro a giocatore per 10-15 giorni si traducono in una spesa di circa 30mila euro. Decisamente troppo per la maggior parte dei club di tutta la quarta divisione".

*La foto di apertura dell'articolo è di Antonio Calanni (AP Photo). Prima pubblicazione 2 maggio 2020.

Sull'autore
Di
Stefano Fonsato

Stefano collabora da anni come giornalista freelance per il portale web di Eurosport Italia, per il quotidiano La Stampa e con la casa editrice NuiNui per la quale è stato coautore dei libri "I 100 momenti magici del calcio" e "I 100 momenti magici delle Olimpiadi".

E' amante delle storie, dei reportage e del giornalismo documentaristico, ma il suo "pallino" resta, su tutti, il calcio d'Oltremanica.

 

Articoli Correlati

I TRE LEONI

CRIPTOCALCIO

LA GERMANIA

PRESTITO CON OBBLIGO

87 MILIONI PER MAGUIRE