Il fuorigioco, come si suol dire, non è un’opinione ma un dato di fatto. Le variazioni alla regola sono state tantissime, ma un concetto resta comune: di un centimetro o di un metro, chi è in offside deve essere punito. Non c’è un criterio di soggettività e soprattutto, con l’avvento della VAR, non c’è più margine di errore sulla posizione.

Si può discutere sull’interferenza o no di un calciatore all’interno dell’azione incriminata, ma non sul fatto che sia in fuorigioco o no. Sugli schermi vengono tracciate linee, rivisti fotogrammi e il responso è definitivo, nonostante certe lentezze nella ricerca della prospettiva migliore.

Un bel cambiamento rispetto ai tempi in cui i guardalinee dovevano verificare in diretta se ci fosse “luce” tra attaccante o difensore e soprattutto non si poteva tornare indietro sulle decisioni, non essendoci l'ausilio del video. I vecchi gol in fuorigioco, per quanto contestati, rimanevano validi. Quelli di oggi vengono annullati (il che naturalmente non cancella comunque le polemiche).

Al... Var Morata

Il caso di scuola del 2020 è naturalmente quello di Alvaro Morata, che nella partita della Juventus contro il Barcellona, dopo simili delusioni contro Crotone e Verona, ha segnato tre volte. O almeno avrebbe, se non fosse che tutte e tre le reti sono state annullate per fuorigioco, con l’ultima in cui, tanto per non farsi mancare nulla, c’era anche un fallo di mano susseguente all’offside. 

Righello alla mano, come avrebbero fatto negli anni Ottanta Viola e Boniperti, tutto giusto. Lo spagnolo è sempre qualche centimetro avanti al suo marcatore, anche se il secondo gol annullato qualche dubbio all’inizio lo crea. Il centravanti bianconero è infatti evidentemente indietro con il corpo rispetto all’avversario, ma gli sfugge in fuorigioco… un tallone. Quanto basta, perché la regola parla di parti del corpo con cui è possibile segnare, quindi anche l’estremità posteriore del piede può finire in offside. 

I "primati" del Sassuolo

Un record, quello del centravanti della Juventus, che sembra imbattibile e forse lo è, ma in Champions League. Già all’inizio della stagione 2020/2021, la Serie A aveva infatti offerto una tripletta… annullata. Ciccio Caputo, attaccante del Sassuolo si vede annullare ben tre marcature alla seconda giornata contro lo Spezia. E anche in questo caso, il motivo è sempre lo stesso: posizione irregolare. Evidentemente però la squadra neroverde, che in ogni caso sul neutro di Cesena vince comunque 1-4, ha uno strano…abbonamento, perché nella stagione precedente è stata protagonista di un’altra storia molto simile.

Contro il Napoli, prima dello spettacolare 0-2 clamoroso per le scommesse online datato 1 novembre 2020, infatti i gol annullati per offside alla squadra di De Zerbi, formano addirittura un bel poker e costano la sconfitta (2-0) agli emiliani. Prima Djuricic, poi il solito Caputo, che evidentemente ha un conto in sospeso con la categoria dei guardalinee, e poi Berardi (per due volte) si vedono strozzata in gola la gioia della marcatura. Una tristezza per chi ama le emozioni che il calcio sa donare, certo, ma le regole sono regole.

E ci si chiede, assieme a questa evoluzione, cosa ne sarebbe stato di bomber del passato che vivevano in pratica sul filo del fuorigioco. Pippo Inzaghi, hanno chiosato in molti, avrebbe segnato la metà dei gol. Così come Montella, Trezeguet e chissà quanti altri, che avevano fatto della capacità di prendere in controtempo la difesa avversaria un proprio punto di forza.

Vero, ma quante reti questi cecchini dell’area di rigore si sono visti annullare per un fuorigioco che, rivisto al VAR, sarebbe risultato inesistente? E soprattutto, come sarebbe cambiata la storia del pallone se alcuni gol annullati fossero stati convalidati, o viceversa? Anche senza scomodare Turone e il celebre gol di quasi quarant’anni fa che ha deciso un campionato, si può pensare al match che ha creato la leggenda di Mourinho.

In Manchester United-Porto del 2004, i Red Devils stanno vincendo 1-0 (e passerebbero il turno), quando Scholes raddoppia, ma il guardalinee non è d’accordo. Peccato che si sbagli, al replay l’inglese è nettamente in gioco. E alla fine il Porto si qualifica (e vincerà la Champions) pareggiando all’ultimo minuto. Con la VAR, sarebbe stata un’altra storia. E le regole sarebbero state rispettate, con buona pace di qualsiasi polemica. 

Insomma, le cose che la tecnologia nel calcio sembra aver risolto arrivano tutte da valutazioni incontestabili. La Goal Line Technology ha finalmente risolto l’annoso problema dei gol fantasma, mentre la VAR ha eliminato la possibilità di segnare in fuorigioco o a seguito di un offside. Ma persino questo non va bene a tutti.

Sulla scia del match tra Juventus e Barcellona, è nata una polemica sui centimetri e sulla possibilità di una certa tolleranza da parte di chi deve valutare davanti allo schermo. E ci si è messo anche il presidente della UEFA Ceferin, esprimendo dubbi sul fatto che un fuorigioco di un centimetro debba effettivamente essere sanzionato. Un centimetro però nel calcio può cambiare molte cose. Un pallone entrato o non entrato di un centimetro rappresenta la differenza tra una vittoria o una sconfitta.

E anche un centimetro dentro o fuori area significa rigore o calcio di punizione. Dunque, la divisione è fatta: rigidità contro permissività. Ma se le regole sono regole…

*L'immagine di apertura dell'articolo è di Antonio Calanni (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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