Non è prerogativa esclusiva di Serie A, B o del calcio internazionale assistere alle grandi sfide calcistiche, quelle per le quali l'attesa e il fervore possono durare un anno intero. Di "derby calienti" la C è letteralmente colma e, qui di seguito, proponiamo una selezione delle sfide tra realtà separate da un fiume, da una manciata di chilometri da "cugini che si guardano in cagnesco", sempre restando tuttavia nel recinto della parabola sportiva. Sono sfide che riempiono ancora gli stadi e che fanno ancora divertire!

GIRONE A - PRO VERCELLI NOVARA

Separate dal fiume Sesia lungo il Piemonte Orientale, Vercelli e Novara hanno parecchi aspetti in comune: anzitutto Silvio Piola, che dà il nome agli stadi di entrambi i club, il cannoniere più prolifico della storia del calcio italiano, cresciuto tra le Bianche Casacche, squadra della sua città e congedatosi dal calcio dopo numerose stagioni all'ombra di San Gaudenzio, passando per Lazio e Juventus, oltreché campione del mondo con l'Italia nel 1938 con tanto di doppietta nella finale di Parigi contro l'Ungheria, vinta 4-2.

Entrambe le città sono circondate dalle risaie, le cui spighe producono i chicchi del riso più apprezzato al mondo per qualità e prelibatezza. Sono separate dal fiume Sesia, si diceva: Vercelli a ovest, Novara a est. A separare i due capoluoghi, appena 22 chilometri. Ma ci sono anche alcune differenze basilari: Vercelli rappresenta la storia del calcio italiano anche nel palmarès, con la bellezza di 7 scudetti, conquistati dai "Leoni" dalla Pro tra il 1908 e il 1922. Novara - 104mila residenti - ha più del doppio degli abitanti di Vercelli.

I primi "guardano in direzione Milano" e rimproverano agli eusebiani uno stile di vita, a loro dire, eccessivamente contadino. Ma le caratteristiche di questi due "biasimi", in questo senso, sono perfettamente vicendevoli. Le due città (in cui a zanzare e umidità si dà del tu ogni giorno) fanno parte del "Quadrilatero" storico del calcio piemontese (e, ai tempi, italiano) che vede come altri due vertici Alessandria (sempre in Serie C girone A) e Casale (oggi in D).

Il caso ha voluto che l'emergenza Covid-19 bloccasse il campionato proprio alla vigilia del duello di ritorno tra Bianchi e Azzurri, che si sarebbe dovuto giocare al "Piola" vercellese. Nella sfida di andata, curiosità, la Pro - allenata da Alberto Gilardino - si impose 1-0 con un gol giunto dopo appena 9 secondi di gioco grazie a un colpo di testa vincente di Gianmario Comi, figlio peraltro di Antonio Comi, ex giocatore e attuale direttore generale del Torino. Nell'attuale girone A di Serie C, un altro derby da tenere in seria considerazione è naturalmente quello tra Como e Lecco.

GIRONE B - L'EMILIA E LA ROMAGNA

Il derby Modena-Reggiana è anche denominato Derby del Secchia, dall'omonimo fiume che segna il confine tra la provincia di Modena e quella di Reggio Emilia. Anche questa storica rivalità è molto sentita dalle due tifoserie e dalle due città in qualsiasi ambito (le province sono confinanti e le città estremamente vicine). Le due tifoserie sono riuscite a riempire i rispettivi impianti anche l'anno scorso quando entrambi i club erano impegnati a togliersi dalle secche post fallimento della Serie D, categoria che certo non rappresenta al meglio la storicità di Modena e Reggiana (oggi Reggio Audace, che freme storicamente anche per il confronto col Parma).

Furono i granata ad aggiudicarsi - per 1-0 - il match disputato in trasferta al "Braglia" con rete dell'esperto attaccante Stefano Scappini.

D'accordo, di mezzo c'è anche il Ravenna, ma il derby più caldo della Romagna nel girone B dell'attuale Serie C, ci sentiamo di riservarlo a Cesena-Rimini. I primi si attribuiscono l'invenzione della piadina, i riminesi sostengono di farla più buona rimproverando ai cugini dell'entroterra l'eccessivo spessore nella consistenza. Una diatriba sfociata anche sugli strisconi da stadio.  Lo scorso 20 ottobre finì 1-1 allo stadio "Romeo Neri": botta e risposta Karlo Butic (su rigore)-Scott Arlotti.

GIRONE C - REGGINA-CATANZARO

C'è il Bari (un pesce fuor d'acqua a queste latitudini calcistiche) e le altre realtà pugliesi, c'è lo scontro caldissimo con l'Avellino, che proprio derby non è. C'è Avellino-Casertana e Cavese-Paganese per la Campania. Ma c'è, soprattutto, Reggina-Catanzaro, "U Classicu", come viene chiamato da quelle parti.

Formalmente il "Derby della Calabria" è quello che oppone i giallorossi al Cosenza (oggi in Serie B), ma altrettanto uniche sono le suggestioni che fornisce il confronto il capoluogo di regione e la città affacciata sullo Stretto. Per le scommesse e quote per il calcio già disputate le due "bollenti" partite stagionali, entrambe vinte 1-0 dalla Reggina schiacciasassi, primissima nel raggruppamento meridionale e destinata al ritorno in Serie B in attesa delle disposizioni della FIGC.

Una curiosità storica, tutta a favore del Catanzaro: i giallorossi vantano infatti la vittoria con maggiori reti di scarto: 5-0 in casa, il 29 marzo del 1953 nel campionato di Quarta serie.

*L'immagine di apertura dell'articolo è di Ivan Benedetto, fotografo ufficiale della Pro Vercelli. 

Sull'autore
Di
Stefano Fonsato

Stefano collabora da anni come giornalista freelance per il portale web di Eurosport Italia, per il quotidiano La Stampa e con la casa editrice NuiNui per la quale è stato coautore dei libri "I 100 momenti magici del calcio" e "I 100 momenti magici delle Olimpiadi".

E' amante delle storie, dei reportage e del giornalismo documentaristico, ma il suo "pallino" resta, su tutti, il calcio d'Oltremanica.

 

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