“Il nostro obiettivo è quello di promuovere lo sviluppo dei talenti dei vivai” quante volte nell’ultimo decennio abbiamo sentito pronunciare queste parole in Italia. Ma poi i fatti? Non sempre le parole si sono trasformate in realtà ed anzi gli ultimi dieci anni hanno rappresentato uno dei periodi più bui per il calcio italiano, culminato con la mancata qualificazione della nazionale a Russia 2018.

 

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Ci sono, però, realtà nostrane che da sempre sono andate controcorrente, una fra tutte la Fiorentina che da anni fa dello sviluppo del proprio vivaio una delle politiche chiave della propria gestione.

Nel vivaio della Fiorentina, il radicamento territoriale è forte;: circa l’80% dei 288 tesserati viola dai Pulcini alla Primavera sono toscani. Lo scouting è strutturato di modo che il club rappresenti il centro di approdo dei migliori giocatori della regione. In un'intervista del 2011 il D.S. dell'epoca Corvino ne parlava così: «Il nostro lavoro parte da una selezione per capire se in casa abbiamo risorse tecniche da valorizzare. Poi vediamo dietro l'angolo, e se non ce ne sono dietro l'angolo guardiamo alla regione, e così via».

Un ruolo, quello di punto di riferimento regionale, conteso in parte con l’Empoli, altro club notoriamente dedito alla cura del vivaio, ma che la Fiorentina ha fatto suo in una dimensione chiaramente più competitiva.

Partendo da questa analisi e gettando un occhio alle ultime convocazioni del C.T. azzurro Roberto Mancini, ci accorgiamo del gran numero di calciatori provenienti dalla Fiorentina nella relative liste: oltre ai vari Gollini, Piccini, Mancini, D’Ambrosio, tra tutti spiccano alcune delle punte di diamante del calcio italiano ovvero Bernardeschi, Zaniolo e Chiesa.

Ciascuno degli azzurri di formazione viola ha vissuto a Firenze quasi tutto il proprio percorso giovanile – si va dai sei anni di Zaniolo fino ai dieci di Bernardeschi. Inutile sottolineare come questo aspetto rivesta un significato centrale per un club di medio livello, a maggior ragione se l’attenzione rivolta al settore giovanile è stata complementare, nell’ultimo biennio, a un lavoro altrettanto certosino sul ringiovanimento della prima squadra – tanto che nella scorsa stagione soprattutto, la rosa gigliata si è distinta per avere l’età media più bassa tra i cinque maggiori campionati europei. 

Proviamo a mettere in campo con il 4-3-3 questo undici tutto canterano, evidenziando le intuizioni positive dei responsabili del club toscano, ma anche un errore nelle scelte che rasenta la follia calcistica!

Tra i pali Pierluigi Gollini (’95), portato alla Fiorentina da Corvino, nel marzo del 2012 passa al Manchester Utd, suscitando le ire del D.S. viola; efficace anche alla prima esperienza in Champions, oggi è diventato uno dei punti fermi dell’Atalanta delle meraviglie di Gasperini ed uno dei portieri della nazionale maggiore.

Terzino destro Cristiano Piccini (’92), dopo tutta la trafila delle giovanili viola, viene ceduto nel 2015 a titolo definitivo per 1,5 milioni di euro al Betis Siviglia. Successivamente, dopo una stagione allo Sporting Lisbona, torna in Liga: è acquistato, infatti, dal Valencia per 10 milioni di euro, firmando un contratto quadriennale con clausola da 80 milioni.

Nella coppia di difensori centrali, la prima scelta la spendiamo per Gianluca Mancini (’96), anche lui dopo tutta la trafila nel settore giovanile viola, viene ceduto nel 2016 al Perugia. Atalanta e Roma le tappe successive che lo stanno consacrando come uno degli interpreti più interessanti del ruolo, anche in fase di costruzione.

L'altro centrale è Luca Ranieri (’99), una delle poche pianticelle viola ad essere ancora sotto contratto a Firenze; dopo essere stato uno dei protagonisti al Mondiale under 20, nell'estate del 2019 viene aggregato alla prima squadra della Fiorentina, sotto la guida di Vincenzo Montella, esordendo in serie A il 1° settembre 2019; a gennaio è stato mandato in prestito in serie B ad Ascoli per proseguire il suo percorso di crescita.

Terzino sinistro Danilo D’Ambrosio (’88), dopo alcuni anni nelle giovanili viola, nell’estate del 2008 viene ceduto in comproprietà alla Juve Stabia; da lì in poi un continuo crescendo, passando per Torino e fino all’Inter ed alla nazionale azzurra. In alternativa nel ruolo Lorenzo Venuti (’95), che, dopo una serie di esperienze in prestito, è attualmente in rosa con la Fiorentina.

A centrocampo in cabina di regia Jacopo Petriccione (’95), l’ex capitano della primavera viola, è oggi il volante del Lecce che dopo la promozione in A, sta guidando con fosforo anche nella massima serie agli ordini di mister Liverani, uno che di registi se ne intendo davvero.

Interno di destra Niccolò Zaniolo (’99) astro nascente del panorama nostrano, colonna della Roma e sicuro protagonista degli Europei nel 2021. La Fiorentina, dopo sei anni di giovanili in maglia viola, l'ha svincolato.

Interno di sinistra l’altro golden boy ovvero Gaetano Castrovilli (’97), uno dei pochi giovani mandato in prestito e fatto rientrare alla base dalla società gigliata: il centrocampista a giugno 2021 farà sicuramente parte dell'Italia, favorita per le quote calcio nelle partite di Roma del girone A!

In attacco sulla fascia destra Federico Bernardeschi (’94). Da possibile nuovo Antognoni, per sempre a Firenze ad un altro Baggio, ovvero talento purissimo in viola, campione (forse) in altre piazze.

Al centro c’è l’imbarazzo della scelta, ma la scelta ricade su Kouma Babacar (’93) attuale centravanti del Lecce; dopo una vita in viola, da crack giovanile e da bomba pronta ad esplodere dopo gli esordi, la viola ha deciso di puntare su altriattaccanti.

Completa lo Starting Eleven dei campioncini cresciuti ai "campini" naturalmente Federico Chiesa, straordinario esterno offensivo; il figlio d'arte è valutato 60 milioni di euro dal sito specializzato transfermarkt!

*La foto di apertura dell'articolo è di Antonio Calanni (AP Photo).

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