Esiste una sola formula per arrivare al successo? In Spagna sicuramente no, e a dimostrarlo sono state due filosofie diametralmente opposte come quelle di Barcellona e Atletico Madrid. Da una parte il gioco e il possesso palla proposto dai blaugrana, una filosofia lanciata da Rijkaard e portata poi in cima al mondo da Pep Guardiola. Dall’altra il Cholismo, termine coniato proprio per il lavoro straordinario di Simeone sulla panchina dell’Atletico.

 

Le radici di queste due filosofie sono differenti, il Barcellona ha avuto a disposizione per 15-20 anni tanti talenti straordinari intorno ai quali costruire una perfetta manovra offensiva. L’esaltazione della classe di Ronaldinho è stata la base del 4-3-3 di Rijkaard nei primi anni del 2000. Cambiando alcuni concetti, Pep Guardiola ha cercato di portare avanti la stessa idea per valorizzare ancor di più il genio di Leo Messi.

 

Si sacrifica l’equilibrio per cercare di avere il maggior numero di occasioni da gol possibili, proprio per sfruttare il talento dell’argentino. Recuperare palla nella metà campo avversaria, sfruttare l’enorme tecnica della rosa e trovare la soluzione migliore per attivare il genio della Pulce. Circondando poi Messi di altri talenti in grado di fare la differenza e di vincere le partite quando gli avversari focalizzavano tutte le loro attenzioni sul numero dieci.

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Dai Henry ed Eto’o a Villa e Sanchez, da Neymar a Suarez passando per Antoine Griezmann, passato proprio dall’Atletico al Barcellona. Un attacco stellare per sfruttare le enormi attenzioni che ogni avversario deve concedere a Messi, fulcro del gioco dei blaugrana anche quando a centrocampo c’erano i fenomeni della Cantera Xavi e Iniesta.

Con gli addii dei due cervelli in mezzo al campo, la centralità di Messi nel gioco del Barcellona è addirittura aumentata. L’idea di gioco però non è cambiata, dominare la partita e giocare regolarmente nella metà campo avversaria per sfruttare il maggior talento. 

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Il Cholismo - Potere ai poveri. C’è un modo per battere chi è più ricco, più forte e più “bello” di te? La strada per il successo anche senza gli enormi mezzi di una super-potenza come il Barcellona l’ha trovata Diego Pablo Simeone. L’allenatore argentino è arrivato all’Atletico Madrid in un momento di profonda crisi per i Colchoneros, e in qualche anno ha portato i biancorossi a vincere la Liga e sfiorare in due occasioni la Champions League.

Ci sono due cose che possono accomunare le filosofie di Barcellona e Atletico Madrid. Dare il via al progetto grazie ai prodotti del settore giovanile e valorizzare fino all’estremo i propri punti di forza. Se per il Barça il punto di forza è il talento offensivo, per l’Atletico è la cattiveria e la solidità difensiva grazie a un reparto arretrato di primissimo livello. Poco spazio per lo spettacolo, si bada alla sostanza e al risultato, che è l’unica cosa che conta nel Cholismo.

Non importa come, si deve vincere. Soffrendo, lottando, usando anche le maniere forti quando c’è la possibilità. A Madrid Simeone ha saputo esaltare giocatori che sembravano destinati a una carriera “normale”. Da Godin a Filipe Luis, da Diego Costa ad Arda Turan, passando per i canterani Saul e Koke. Valorizzare il materiale umano a disposizione e tirar fuori da ogni giocatore il meglio in ogni singola occasione.

Difendere la propria area di rigore e sfruttare poi gli spazi con il caro vecchio contropiede e catalizzare il gioco sul calciatore di maggior talento della rosa. Dalle valanghe di gol segnati da Falcao con la maglia dell’Atletico alle stagioni straordinarie di Griezmann, il Cholo ha sempre saputo individuare il leader giusto per la sua fase offensiva. Una strategia che ha portato l’Atletico Madrid a mettere in discussione la “diarchia” esercitata in Liga da Barcellona e Real Madrid.

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I Colchoneros sono diventati una realtà a livello mondiale, vincendo due edizioni dell’Europa League e arrivando due volte a un passo dalla conquista della Champions. Il tutto in soli dieci anni partendo dai bassifondi della classifica in Liga. Quest’anno si è andati verso un cambio di filosofia, maggior possesso palla e più qualità con l’arrivo di Joao Felix, il nuovo fulcro del gioco dei Colchoneros dopo la partenza di Griezmann destinazione Barcellona.

*La foto di apertura dell'articolo è di Manu Fernandez (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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