Sono 17 le partecipazioni della Roma alla Coppa UEFA / Europa League dal 1971, anno della sua istituzione, fino alla stagione in corso, in cui i giallorossi hanno appena ottenuto il pass per i sedicesimi di finale. Nel computo, abbiamo preso in considerazione anche il preliminare disputato nel 2011-12 sotto la gestione di Luis Enrique, con la clamorosa e ricca di polemiche eliminazione subita da parte degli slovacchi dello Slovan Bratislava.

 

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Abbiamo scelto, tra le 128 partite disputate, le 5 più belle o quelle che, comunque, sono rimaste negli occhi e nel cuore dei tifosi giallorossi. Per farlo, ci siamo serviti di un ospite d’eccezione, l’ex attaccante della Roma e della Nazionale italiana, Ruggiero Rizzitelli, che a un paio delle sfide top ha preso parte e ce l’ha raccontate dal suo punto di vista, in esclusiva per il blog di 888sport.it.

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Roma-Broendby 2-1 1990-91, Semifinale - La Coppa Uefa 1990/91 ha visto la Roma di Ottavio Bianchi protagonista di una cavalcata trionfale, con l’eliminazione in successione di avversarie del calibro di Benfica, Valencia, Bordeaux e Anderlecht; in semifinale, il sorteggio ha riservato ai giallorossi la formazione danese del Broendby e la partita d’andata termina 0-0.

“Mi ricordo chiaramente tutti i particolari di quella partita – racconta Rizzitelli -. Dopo lo 0-0 dell’andata in Danimarca, a Roma si parlava già di una finale acquisita, di un risultato che avremmo ottenuto in scioltezza. Invece non fu semplice, perché il Broendby era un’ottima squadra e noi non avevamo preso l’impegno con lo spirito giusto. Dopo i primi quindici minuti, vidi chiaramente che i miei compagni avevano preso sottogamba l’avversario e, per svegliarli, iniziai a urlare in campo. 

Ma non bastò: dovevo fare qualcosa per far capire agli altri che dovevamo vincere quella partita e guadagnarci la finale. Mi si è gonfiata la vena, come amo dire, e mi sono messo a rincorrere tutti i giocatori avversari: ho fatto un brutto fallo a centrocampo per il quale ho quasi rischiato di essere espulso; ma da quel momento, il pubblico e i miei compagni hanno capito che non si poteva continuare così. Da quel fallaccio, le cose sono cambiate e siamo andati a vincere la partita”.

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Proprio Rizzitelli porta in vantaggio la Roma al 33’, ma al 67’ il Broendby pareggia grazie a uno sfortunato autogol di Sebino Nela. A tre minuti dal termine, con i danesi virtualmente qualificati per la regola dei gol segnati in trasferta, Rudi Voeller regala alla Roma il biglietto per la doppia finale di Coppa Uefa.

Gent-Roma 1-7 2009-10, 3° Preliminare - Un precedente beneaugurante per la Roma contro i prossimi avversari in Europa League è quello della stagione 2009-10: la squadra giallorossa, allenata da Spalletti, vince l’andata del 3° turno preliminare in casa per 3-1, rendendo la sfida del ritorno poco più che una formalità.

Il 9 agosto 2009, in Belgio, la Roma si impone con un roboante 7-1 per le scommesse sportive, grazie ai 3 gol di Totti, alla doppietta di De Rossi e alle reti di Menez e Okaka. Il 7-1 a Gent rappresenta la più larga vittoria in trasferta della Roma nella competizione.

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Roma-Dunav Ruse 2-0 1975-76, 1° turno - La Roma di Nils Liedholm in panchina, di Pierino Prati e Picchio De Sisti, ha conquistato un sorprendente terzo posto in campionato nel 1975 e si è qualificata, per la prima volta, alla Coppa Uefa.

La vittoria contro i bulgari del Dunav Ruse per 2-0 davanti a 70mila spettatori, ottenuta grazie ai gol firmati da Stefano Pellegrini e Carlo Petrini non è stata una partita particolarmente spettacolare: “La Roma vince senza entusiasmare” titola, infatti, La Stampa. Ma merita di essere menzionata nelle top 5 proprio perché rappresenta l’esordio assoluto!

Roma-Inter 1-0 1990-91, Finale - Archiviata la pratica Broendby, la Roma si trova di fronte l’Inter nella doppia sfida di finale; i nerazzurri hanno avuto la meglio in semifinale sullo Sporting Lisbona, pareggiando 0-0 in Portogallo e vincendo il ritorno in casa per 2-0 grazie ai gol di Matthaeus e Klinsmann.

In quegli anni la finale si disputa con la formula della doppia sfida in casa di ciascuna delle due squadre: l’andata a San Siro si conclude con il successo dell’Inter per 2-0, con un contestato rigore di Matthaeus e il raddoppio di Berti.

Per il ritorno, l’Olimpico è vestito a festa e la Roma disputa una grande partita: i giallorossi vincono una partita che rimane memorabile anche per le scommesse calcio, ma non basta per conquistare la Coppa Uefa, come ricorda, con un misto di orgoglio e rammarico, Ruggiero Rizzitelli.

“La finale è storia. La sfortuna ha voluto che io, dopo pochi minuti dal calcio d’inizio, prendessi il palo e, perciò, non siamo riusciti a sbloccarla subito. L’Inter, forte del successo conseguito all’andata, si è difesa per tutti i novanta minuti; sono riuscito a segnare un gol solamente a cinque minuti dalla fine e, purtroppo, non è bastato.

Pochi minuti dopo la rete del vantaggio, un colpo di testa è uscito fuori di un soffio sulla traversa: avrebbe portato la sfida ai supplementari e, secondo me, se la partita fosse proseguita oltre i novanta minuti, avremmo davvero potuto portare a casa la Coppa Uefa. Peccato”.

Roma-Broendby 3-1 1995-96, Ottavi di finale - Una delle più belle rimonte giallorosse, sicuramente la più spettacolare ottenuta nelle diciassette partecipazioni alla Coppa Uefa. Il 21 novembre 1995, dopo aver superato gli svizzeri del Neuchatel Xamax e i belgi dell’Eendracht Aalst nei primi due turni, la Roma perde l’andata degli ottavi di finale in Danimarca contro il Broendby che vuole vendicare l’eliminazione subita nelle semifinali del 1990-91; i gialloblù si impongono per 2-1 e la squadra di Carlo Mazzone ha bisogno di vincere al ritorno con due reti di scarto per passare ai quarti di finale.

Tutto sembra andare per il verso giusto, con i gol del diciannovenne Totti, con la maglia numero 11 (sic!) e di Balbo che portano la Roma sul 2-0. Ma, a sei minuti dal termine, Peter Moeller gela lo Stadio Olimpico mettendo alle spalle di Giovanni Cervone la rete del 2-1 che porterebbe la doppia sfida ai supplementari. Ci pensa però Amedeo Carboni, servito da Totti con un colpo di tacco all’88mo, a infilare col destro il pallone in porta per il 3-1 che regala la qualificazione ai giallorossi.

Purtroppo, la Roma non riuscirà a ripetere l’impresa di completare la rimonta nel turno successivo contro lo Slavia Praga.
 

*La foto di apertura dell'articolo è di Yves Logghe (AP Photo); la seconda di Giulio Broglio (AP Photo).

Sull'autore
Di
Emanuele Giulianelli

Scrittore e giornalista freelance, collabora regolarmente con il Corriere della Sera, con La Gazzetta dello Sport, con Extra Time, Rivista Undici, Guerin Sportivo e con varie testate internazionali come Four Four Two, Panenka e Tribal Football. Scrive per B-Magazine, la rivista ufficiale della Lega Serie B.

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