Un calcio da fermo, una traiettoria beffarda e il portiere che non arriva a raggiungere il pallone. Succede spesso, ma non partendo da calcio d’angolo. Quando la sfera viene calciata dalla bandierina del corner e finisce in rete, solitamente è delirio. Basterebbe ripensare a un paio di settimane fa, nella semifinale della Supercoppa di Spagna tra Real Madrid e Valencia.

Dopo un quarto d’ora di gioco, Toni Kroos vede il portiere dei Pipistrelli fuori dai pali e si inventa l’impossibile, o quasi, anche per le scommesse calcio. Destro fatato a rientrare ed è gol. Anzi, volendo essere davvero precisi, quello del tedesco è il classico gol...olimpico!!!

Perché si chiama gol olimpico - Una definizione che affonda le sue radici a quasi un centinaio di anni fa. All’epoca i mondiali non ci sono ancora, quindi chi vuole godersi le migliori nazionali deve sperare nel torneo a cinque cerchi. L’albo d’oro delle Olimpiadi del 1924 a Parigi (e anche di quella dopo) dice Uruguay. ma il gol che passa alla storia è argentino e arriva qualche mese dopo, durante un’amichevole.

Cesareo Onzari, ala dell’Albiceleste, dà alla sua nazionale la vittoria contro i campioni in carica proprio segnando direttamente da calcio d’angolo. Una rete anche abbastanza contestata, considerando che la possibilità di marcare da corner era stata sdoganata dalla FIFA appena qualche mese prima. Ma il gol è valido e, visto che gli uruguaiani sono campioni olimpici, quello di Onzari diventa, appunto, il “gol olimpico”.


Roberto Carlos re dei calci piazzati - Da quel momento in poi, è stato un fiorire di tentativi di imitazione, più o meno riusciti. I migliori nella…particolare disciplina sono certamente i sudamericani. I brasiliani, poi, si divertono davvero tanto a segnare dalla bandierina. Lo fa Ronaldinho, ma lo fa soprattutto Roberto Carlos, che ovviamente non si smentisce.

E a differenza dei colleghi, che solitamente mandano la palla in porta calciando a rientrare di interno, nel 2011 decide che il gol olimpico (video) si può fare anche quando il piede buono suggerirebbe di calciare a uscire. Match tra Corinthians e Portuguesa, solita rincorsa, bolide d’esterno sinistro rasoterra, palla in rete e tutti, giustamente, ad applaudire. 

 


Anche in Colombia quella del gol olimpico è un’arte. E c’è addirittura chi può vantarsi di aver segnato da corner a Lev Yashin, l’unico portiere in grado di vincere il Pallone d’Oro. Ma c’è anche di più. Marcos Coll iscrive il suo nome nei libri di storia non solo perché riesce a ingannare uno dei migliori estremi difensori di tutti i tempi, ma perché lo fa durante l’edizione 1962 della Coppa del Mondo. E ancora oggi, il colombiano è l’unico che può vantare un gol olimpico…ai Mondiali.

Ma visto che il DNA del gol olimpico è argentino, impossibile non pensare a Diego Armando Maradona. El Pibe de Oro impreziosisce una delle sue migliori partite in Serie A, quella della tripletta contro la Lazio nel campionato 1984/85, con una perla da corner che beffa il portiere biancoceleste e persino il difensore che previdentemente si era messo sul palo. 


A proposito di sudamericani e di campionato italiano, non si può non menzionare al riguardo El Chino Recoba. Il suo sinistro fatato gli ha permesso di realizzare un buon numero di gol olimpici. La maggior parte delle reti da corner è arrivata in Uruguay, ma l’ex interista è riuscito anche a creare un capolavoro in Serie A. Nel match dei nerazzurri contro l’Empoli nel 2007, l’uruguaiano decide di provare una delle specialità della casa.

E quindi i toscani, dopo essere già stati vittime della balistica del Chino nel 2002, con un gol da centrocampo che è leggenda, fanno anche da cavia per la rete da calcio d’angolo del pupillo di Moratti.


In Serie A, insomma, il gol olimpico non è poi una rarità. Basterebbe pensare che nel febbraio 2018 ne arrivano due in una sola partita e anche a distanza di pochi minuti. Durante Fiorentina-Bologna, prima il centrocampista viola Veretout costringe Mirante a finire in porta con tutto il pallone. Poi, tre giri di lancette più tardi, è il rossoblu Pulgar a ripetere, incredibilmente per le scommesse sportive l’opera d’arte dall’altra parte del campo. Insomma, non certo qualcosa che si vede tutti i giorni. Anche perché il re del gol olimpico in Italia, ormai, ha smesso da parecchi anni.


Ebbene sì. Altro che Maradona, ma quale Recoba. Il maestro dei gol segnati da calcio d’angolo è  un marchigiano passato alla storia per un piedino fatato e per le reti da corner. Massimo Palanca negli anni Settanta e Ottanta era il terrore dei portieri quando si avvicinava alla bandierina.

Per lui, che indossava uno scarpino numero 37 fatto su misura, addirittura tredici gol da calcio d’angolo con il suo sinistro magico. Difficile che lo possano dimenticare i tifosi della Roma, che nel 1979 vedono i giallorossi soccombere in casa contro il Catanzaro grazie a una tripletta dell’attaccante di Loreto. La prima rete, neanche a dirlo, arriva da calcio d’angolo. Un gol olimpico…all’Olimpico.

Qualcosa di più unico che raro. A meno che Luis Alberto, che negli ultimi anni ci ha provato spesso, prima o poi non riesca a entrare nel club…

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*La foto di apertura dell'articolo è di Thanassis Stavrakis (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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