A volte ritornano, soprattutto se fanno benissimo. Il calcio è pieno di ritorni di fiamma, non solo per calciatori e allenatori. Anche i dirigenti magari lasciano una società, salvo poi farsi rivedere dopo poco tempo o dopo decenni.

 

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A Ramón Rodríguez Verdejo sono bastati 719 giorni per riabbracciare il Siviglia, il suo grande amore. Giusto il tempo di una esperienza alla Roma che non ha certo regalato allo spagnolo classe 1969 le soddisfazioni che sperava. Alcune operazioni di mercato non hanno funzionato, le critiche nella Capitale sono state impietose e dopo neanche due anni le strade del DS andaluso e dei giallorossi si sono separate.

E se casa è dove c’è il cuore, per Monchi la strada portava di nuovo dritto al Sanchez Pizjuan.


Che storia con il Siviglia - Nasce così il Monchi 2.0, con il non semplice obiettivo di fare meglio della prima…edizione. Complicato, perché tutte e cinque le Europa League del Siviglia, record nella storia della competizione anche considerando quando si chiamava Coppa UEFA, portano la sua firma. Diciotto anni da direttore sportivo, a cui vanno aggiunti undici da calciatore, anzi da portiere.

Tra porta e scrivania, una vita intera dedicata al club biancorosso. Tanti successi, calciatori fenomenali scoperti e poi rivenduti a peso d’oro (Dani Alves, Julio Baptista, Rakitic) e una cantera che ha fatto invidia al mondo (Sergio Ramos, Reyes, Jesus Navas). Questa la ricetta del successo di quel Siviglia, che quando nel marzo 2017 Monchi ha annunciato il suo addio gli ha riservato una festa di commiato degna di un re.


Neanche due anni dopo, Re Mida è tornato. Marzo 2019, il club ufficializza il rientro alla base del DS. Ed è subito rivoluzione per affrontare al meglio La Liga, perché le squadre di Monchi difficilmente restano simili a se stesse per troppo tempo. La prima scelta è stata quella del tecnico. Non potendo contare sul suo fedelissimo Emery, ancora sotto contratto con l’Arsenal, Monchi ha optato per Julen Lopetegui.

L’ex CT della Spagna, scottato dall’esperienza al Real durata pochi mesi, ha scommesso sul Siviglia per ridare slancio alla sua carriera: ricordiamo che nell’estate 2018, quando si è accordato con i Blancos, è stato licenziato dalla nazionale iberica a pochi giorni dal match inaugurale a Sochi contro il Portogallo... 

Siviglia 2.0 - Monchi ha ribaltato totalmente una squadra che nelle due stagioni di sua assenza dal Sanchez Pizjuan è arrivata settima e sesta, non offrendo quasi mai neanche le prestazioni importanti nelle coppe europee a cui i tifosi erano ormai abituati. Sono arrivati 17 giocatori, di fronte ai 27 che hanno lasciato Siviglia. I due colpi più costosi del Monchi 2.0 sono entrambi provenienti dalla Ligue 1.

Ci sono voluti 25 milioni al Monaco e altrettanti al Bordeaux per assicurarsi le prestazioni di Rony Lopes e Jules Koundé, rispettivamente ala destra e difensore centrale. Altri 20 milioni sono stati spesi nel mercato invernale per En-Nesyri, acquistato dal Leganes. Sempre a gennaio è arrivato anche Suso, in prestito di 18 mesi dal Milan, a dimostrazione che non c’è sessione di mercato in cui Monchi non sia attivissimo. Tra acquisti e riscatti, il Siviglia ha speso 158 milioni in stagione.


Bilancia in passivo, perché dalle cessioni sono arrivati soltanto 101 milioni. Il colpo grosso Monchi lo ha fatto cedendo al Monaco Ben Yedder, che il club del Principato ha valutato 40 milioni di euro. Anche le cessioni di Sarabia (Paris Saint-Germain per 18 milioni), Promes (15,7 milioni versati dall’Ajax) e Muriel (all’Atalanta per 15 milioni) hanno aiutato le casse del club. Molti calciatori sono partiti in prestito, come Arana, passato all’Atalanta e poi girato in Brasile a gennaio.

Sempre a gennaio è rimasto in Lombardia Kjaer, mentre Suso faceva il percorso inverso da Milanello. Poi ci sono dei casi molto particolari, quelli di Dabbur e di Chicharito Hernandez. L’israeliano è stato acquistato in estate per 17 milioni dal Salisburgo, ma non ha praticamente mai visto il campo e a gennaio è stato ceduto all’Hoffenheim per 10 milioni.

Discorso simile per il messicano, prelevato dal West Ham a circa 8 milioni, ma che a inizio 2020 ha preferito accettare le offerte dei Los Angeles Galaxy, che dovevano sostituire Ibra, portando addirittura un milione di euro di plusvalenza...


Insomma, un classico turbinio di mercato in puro stile Monchi. Ma cosa dicono i risultati stagionali di questa nuova avventura del DS nella sua Siviglia? Come procede La Liga? i biancorossi si giocano il quarto posto con l’Atletico Madrid. La squadra segna poco ma subisce altrettanto raramente. In Copa del Rey è arrivata la delusione più cocente.

Dopo aver eliminato avversari non irresistibili come il Bergantiños e l’Escobedo, al terzo turno il Siviglia ha battuto il Levante, ma nella tornata successiva si è arreso al Mirandés, decimo in Segunda Division, che però ha avuto la meglio anche sul Villarreal e sul Celta Vigo.

Meglio, ma non c’è da sorprendersi, il rendimento in Europa League. Nella competizione “di casa” la squadra di Lopetegui si è qualificata facilmente alla fase ad eliminazione diretta, vincendo le prime cinque partite del girone (piuttosto semplice, con Qarabag, Dudelange e APOEL Nicosia), perdendo poi solo l’ultimo e ininfluente match contro i ciprioti.

Al prossimo turno il primo avversario di un certo livello, il Cluj che ha eliminato la Lazio. È dunque presto per valutare la prima stagione della seconda esperienza a Siviglia di Monchi. In caso di qualificazione alla Champions o di prestazioni importanti in Europa League, sarà il caso di dire che Re Mida non ha perso il tocco.

*La foto di apertura dell'articolo è di Andrew Medichini (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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