Se vi chiedessero cos’hanno in comune Eusebio e Cristiano Ronaldo, la risposta sarebbe piuttosto semplice: la professione, la nazionalità, e la certificata fama di campioni affermati. Ma se vi chiedessero i tratti comuni del signor Dudu Georgescu da Bucarest, e Dorin Mateuț da Vad la risposta sarebbe più complicata. Ma c’è una cosa che accomuna questi quattro calciatori: la Scarpa d’Oro.

Il Premio fu istituito nel 1967 dalla European Sport Media, un’associazione editoriale che comprendeva - in origine - le testate giornalistiche della Gazzetta dello Sport (Italia), Don Balon (Spagna), World Soccer (Regno Unito), Kicker (Germania), Onze Mondial (Francia), Bola (Portogallo), Foot Magazine (Belgio), Voetbal international (Olanda), Sport (Svizzera).

Con il passare del tempo, alcune di queste testate sono uscite dal Gruppo ESM, mentre altre sono entrate a farne parte come Express (Russia), Fanatik (Turchia), Tipsbladet (Danimarca) e Soccer Weekly of China, unica testata sportiva extraeuropea.

I primi vincitori - Il primo vincitore della Scarpa d’Oro fu il portoghese Eusebio, grazie ai suoi 42 gol stagionali. Era il 1968, il campione lusitano - dopo aver perso la finale della Coppa dei Campioni al cospetto del Manchester United di George Best, trovò una consolatoria soddisfazione personale.

Da Helsinki a La Valletta un gol vale un punto, il percorso per arrivare alla Scarpa d’Oro è una corsia preferenziale per coloro che giocano in campionati “minori”, mentre i grandi attaccanti - tranne rare eccezioni - faticano a tenere il passo; il bulgaro Petăr Žekov è il primo degli illustri sconosciuti: gioca nel CSKA Sofia, è una meteora del calcio internazionale, è lui che - con un intervento da codice penale - fa fuori Pelè dai Mondiali inglesi del 1966.

Il degno erede di Eusebio arriva nel 1970: segna 38 gol, trascina la Germania fino alla semifinale dei Mondiali contro l’Italia: si chiama Gerd Müller, gioca con il Bayern Monaco, a tutt’oggi è considerato il centravanti tedesco più forte della storia. Vincerà ancora nel 1972, mentre il premio del 1971 finisce nelle mani di un centravanti jugoslavo, Josip Skoblar, un attaccante giramondo che vince per tre anni consecutivi il titolo dei cannonieri con la maglia dell’Olympique Marsiglia.

L’argentino Héctor Yazalde è il primo attaccante extraeuropeo a vincere la Scarpa d’Oro con la maglia dello Sporting Lisbona. Nel 1975 il premio vola in Romania, lo vince Dudu Georgescu che spende gran parte della sua carriera nella Dinamo Bucarest, la squadra dei servizi segreti rumeni. Vincerà ancora nel 1977, stabilendo il record di gol (47) che durerà per trentotto anni prima di essere battuto da Cristiano Ronaldo con stagioni da 50 gol che hanno dominato le scommesse calcio

L’epopea dei bomber di periferia continua con Sōtīrīs Kaïafas, attaccante cipriota che si impone nel 1976, e con il centravanti bulgaro Georgi Slavkov. Ogni tanto, in testa alla classifica dei marcatori europei finisce qualche attaccante più conosciuto come l’austriaco Krankl (1978), l’olandese Wim Kieft (1982) e il belga Vandenbergh (1980). Il portoghese Gomes vince due volte la Scarpa d’Oro con il Porto (1983-1985), il giovane olandese Marco Van Basten presenta il suo regale biglietto da visita nel 1986.

Ma i bomber a cinque stelle raramente riescono a imporsi, perché giocano in campionati tatticamente ostici, nei quali è molto difficile trovare la via del gol. All’inizio degli anni novanta ci riesce - in Spagna - il messicano Hugo Sanchez, mentre emergono il bulgaro Hristo Stoičkov e il macedone Darko Pančev: diverranno famosi in seguito.
 

Il nuovo sistema di punteggio - Il trofeo - così contemplato - perde prestigio fino alla temporanea estinzione: in cinque edizioni - dal 1992 al 1996 - non viene assegnato, serve una riforma per restituire credibilità, arriva nel 1997 quando viene introdotto un nuovo sistema di punteggio basato sul coefficiente UEFA; i gol realizzati nei primi cinque campionati europei valgono due punti, quelli realizzati nei campionati piazzati tra la sesta e la ventiduesima posizione valgono 1,5 punti, un punto per tutti gli altri campionati.

La decisione rappresenta una svolta significativa, a questo punto i bomber che militano nei campionati più prestigiosi riescono a farsi largo - gli equilibri si ribaltano - e negli anni duemila ci sono solo protagonisti dei tornei d’élite: Thierry Henry, Diego Forlan, Luca Toni, Francesco Totti.

Nell’ultimo decennio i vincitori sono arrivati quasi esclusivamente dalla Lega spagnola, fatta eccezione per il 2014 quando l’uruguaiano Luis Suarez (allora al Liverpool) finì a pari merito con Cristiano Ronaldo. Segui il campionato spagnolo anche con le scommesse live di 888sport!

Alla fine, i bomber di razza hanno lasciato il segno, nonostante fossero penalizzati dal regolamento iniziale. Tra i plurivincitori ci sono Messi (6 edizioni), tra i favorito con il suo Barcellona per le scommesse sportive relative alla Champions 2020, Cristiano Ronaldo (4), Eusebio, Gomes, Jardel, Henry, Forlan, Suarez (2).

Con loro, anche il signor Dudu Georgescu da Bucarest può vantare due Scarpe d’Oro nella bacheca di casa. E’ lui il bomber di categoria - l’attaccante del campionato periferico - il simbolo di un tempo che non c’è più, spazzato via dai campioni più noti!

*La foto di apertura dell'articolo è di Manu Fernandez (AP Photo).

Sull'autore
Di
simone pieretti

Giornalista, scrittore, innamorato di futbol. Scrive per trasmettere emozioni e alimentare sogni. Il calcio è una scienza imperfetta: è arte, è musica, è poesia. E' un viaggio nel tempo che ci fa tornare bambini ogni qual volta diamo un calcio a un pallone.

 

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