Le premesse della stagione del calcio europeo riservano sempre risultati strampalati ed inaspettati, che hanno spesso un impatto minimo su quello che i mesi successivi avranno in serbo per i tifosi.

ATV Irdning – Everton: 0-22 (2018) - I tifosi dell’Everton non si sono fatti mancare emozioni forti nel periodo pre-stagionale durante gli ultimi 10 anni: nell’agosto 2010 infatti, la squadra ha ospitato l’omonima squadra cilena proveniente da Vina del Mar presso lo stadio di casa, Goodison Park, vincendo 2 a 0, mentre due anni dopo, Tony Hibbert è andato a rete contro l’AEK Atene, scatenando un’invasione di campo programmata dai fedelissimi di Gwladys Street.

Nulla però può essere paragonato a quanto è avvenuto lo scorso luglio: durante una caldissima giornata nell’entroterra austriaco, Marco Silva si è seduto sulla anchina dell’Everton per la prima volta e dire che il suo debutto è stato indimenticabile è dire poco. La vittima sacrificale è stata l’ATV Irdning, militante nella quinta categoria del calcio austriaco, affossata con il punteggio finale di 22 a 0.

Le squadre sono rientrate in campo dopo l’intervallo sul 10 a 0, ma la scena più memorabile nella ripresa è stata quella del portiere della squadra austriaca che ha lasciato entrare un pallone in rete senza nemmeno provare a parare. C’è chi sostiene che stesse aspettando la bandierina del fuorigioco, ma rimane il fatto che la conclusione dell’azione è stata senz’altro comica.
L’Everton iniziò poi bene la stagione in Premier, rimanendo al sesto posto fino a ottobre, ma una serie negativa tra dicembre e febbraio spezzò le speranze europee della squadra.

Bayern Munich 20-2 Rottach Egern (2018) - Un solo mese dopo la partita tra Everton e ATV Irdning, i campioni tedeschi del Bayern non hanno voluto essere da meno. Grazie ai 20 goal, i bavaresi hanno portato a termine la prima amichevole in doppia cifra dal 2013, quando avevano battuto 13 a 0 la squadra del Qatar Al Sailiya.

In questa partita, gli utenti dei siti di scommesse sportive non sono stati gli unici ad andare a rete e siamo sicuri che i semiprofessionisti austriaci che sono riusciti a segnare contro il Bayern racconteranno le proprie imprese ad ogni occasione utile.

 

Sebbene nessuno sappia se i giocatori abbiano avuto o meno la faccia tosta di portarsi a casa il pallone della partita, partendo dal presupposto che ce ne fossero abbastanza a disposizione, Kingsley Coman e Robert Lewandowski completarono le proprie triplette prima dell’intervallo, mentre Sandro Wagner e Maximilian Franzke si unirono alla festa nel secondo tempo. Thomas Muller e James Rodriguez segnarono due goal ciascuno, con un totale di ben 10 marcatori diversi per la squadra della Bavaria.

Ciononostante, l’invincibilità del Bayern non è stata scontata: gli avversari sono riusciti infatti a segnare ben due goal nella prima metà della partita, impresa che nemmeno alcune squadre di Bundesliga, quotate dalle scommesse calcio come possibili sorprese del campionato tedesco, sono riuscite a portare a termine nella stagione passata.

Manchester City 9-6 Chelsea (2013) - Sebbene questo risultato sia quello aggregato dopo le due partite amichevoli del pre-stagione 2013/2014 in territorio americano, l’aggiunta di questo incontro alla lista viene giustificata dal fatto che le due squadre fossero le principali contendenti alla lotta per il titolo di Premier League della stagione seguente.

Potendo scendere in campo mostrando tutte le proprie abilità e senza alcuna posta in palio, Chelsea e City andarono a rete ben sette volte nella partita disputata a St. Louis: i Blues aprirono le danze andando in vantaggio di tre goal, ma il City sorprese le scommesse live con una rimonta impressionante, chiudendo la partita sul 4 a 3.

Il giorno dopo la stessa sfida andò in scena nella grande mela e stavolta fu il City a rompere gli indugi, grazie alla rete di Gareth Barry dopo soli tre minuti. Dopo essere andato sotto di due goal, il Chelsea rivoluzionò la rosa in campo e riuscì a dimezzare il gap contro i rivali. James Milner (City) e Ramires (Chelsea) portarono poi il risultato sul 3 a 2 prima della rete di Samir Nasri che ripristinò il vantaggio di due goal. A nulla valse lo sforzo di Juan Mata: la prodezza di Edin Dzeko da 22 metri fu il colpo di grazia per il Chelsea, sconfitto 5 a 3.

Dallas Tornado 2-2 Saigon XI (1967) - Quando si dice “la coppia che scoppia”: questa amichevole si disputò appena un mese prima dell’Offensiva del Têt, punto di svolta della guerra in Vietnam. Come parte dei tour mondiale per la stagione 1967/1968 dei Dallas Tornado, la squadra texana fu impegnata in 45 amichevoli di beneficenza in 26 Paesi, toccando tutti i continenti e addirittura sfidando la nazionale giapponese. Il programma fu indubbiamente tosto, ma l’esperienza più intensa furono sicuramente i due scontri disputati a Saigon, terminati in pareggio per un punteggio finale di 3 a 3 contro la squadra vietnamita.

Per quanto tesa fosse l’atmosfera, queste partite sono servite come distrazione nel mezzo della guerra.

Le leggendarie partite dell’International Champions Cup - Gli sforzi delle squadre europee per generare interesse nei continenti del Nord America e dell’Asia non sono nulla di nuovo, ma l’International Champions Cup (ICC) sta diventando sempre meno una competizione amichevole vista l’esposizione in palio e molte delle partite si sono trasformate in scontri memorabili in cui la motivazione è alle stelle.

Il Real Madrid conquista l’oriente - Parte I (2015) - Il 2015 ha visto la prima edizione veramente globale dell’ICC, in cui le migliori squadre europee si sono affrontate in Australia e Cina (oltre che negli Stati Uniti). Sebbene il PSG abbia vinto la competizione nel Nord America, fu il Real Madrid a mettere a segno una “doppietta orientale”, sollevando la coppa nei due nuovi territori visitati.

Il primo ad arrivare fu il trionfo in Australia: nonostante la sconfitta ai rigori contro la Roma, in finale i blancos riuscirono ad avere la meglio del Manchester City vincendo 4 a 1. I goal segnati nel primo tempo da Benzema, Ronaldo e Pepe avevano infatti già archiviato la pratica prima dell’intervallo e ai giocatori del City non rimase che fare da spettatori in campo.

Il Real Madrid conquista l’oriente - Parte II (2015) - Il fantasma dei rigori continuava però ad aleggiare sulla squadra della capitale spagnola: solo sei giorni dopo, il Real pareggiò 0 a 0 contro il Milan, riuscendo a spuntarla per 10 a 9 ai rigori dopo una trafila al cardiopalma che nessuna delle due squadre meritava di perdere. L’errore di Toni Kroos non ebbe molta importanza, in quanto entrambe le squadre realizzarono 4 rigori su 5.

Dopo altri cinque rigori a testa messi in rete, venne il turno dei portieri: se Kiko Casilla non ebbe nessun problema a beffare il giovanissimo ed emozionato Donnarumma, non si può certo dire il contrario. Fu così che il Real alzò il secondo trofeo in meno di una settimana.

 

L’Australia esce a testa alta (2016) - L’A-League viene vista da molti come un resort pensionistico per i giocatori la cui carriera è ormai agli sgoccioli. Ciononostante, il Melbourne Victory ha saputo sfruttare alla grande il vantaggio di giocare in casa nell’unico match disputato nell’ICC, sconfiggendo la Juventus, squadra favorita dalle scommesse sportive per la vittoria del campionato italiano 2019/2020.

Nessun’altra “competizione” avrebbe potuto far scendere in campo queste due formazioni e sebbene la Juventus fosse affaticata dal viaggio, riuscì comunque ad andare in vantaggio al 60’. Il Melbourne pareggiò i conti all’83’ grazie al goal di Jai Ingham, portando la partita ai rigori poi persi da una Vecchia Signora visibilmente stremata, ma comunque capace di vincere l’edizione australiana dell’ICC.

Addio amichevoli? - Dalle quinte categorie austriache, al campionato nazionale australiano, è chiaro che le squadre locali siano sempre aperte alla possibilità di sfidare le principali squadre dei massimi campionati europei.

Dato l’aumento esponenziale dell’interesse verso questo tipo di competizioni su scala globale, per quanto a lungo ancora l’ICC e simili verranno considerate delle semplici “esibizioni”? D’altronde, il calendario invernale del vecchio continente è già fitto abbastanza...
 

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