l valore complessivo dei suoi giocatori è arrivato a sfiorare i 10 miliardi di euro (9,63 per l'esattezza): la Premier League è diventata indiscutibilmente il campionato più ricco al mondo. Lo "strappo" rispetto agli altri tornei è arrivato circa 15 anni fa ed è ovvio che, oggi, ci si chieda quale impatto possa avere la Brexit a lungo termine.

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Detto questo, l'incredibile giro di soldi non esula da fallimenti catastrofici dai quali, per molte squadre è stato difficile riprendersi, con cadute rovinose non solo in Championship ma anche, consecutivamente, nelle categorie inferiori.

Nella Premier di oggi, ad esempio, l'arrivo di Carlo Ancelotti all'Everton ha posto fine all'emorragia di risultati che ha caratterizzato la gestione tecnica di Marco Silva, nonostante l'enorme quantitativo di denaro liquido investito nella campagna acquisti estiva, che - tra i vari esempi - ha visto il tesseramento per 40 milioni dell'attaccante della Juventus Moise Kean, il quale non si è ancora ambientato in Premier con prestazioni e realizzazioni "a singhiozzo", per usare un eufemismo.

Ma quali sono state le peggiori 5 disfatte degli ultimi 15 anni nel calcio inglese che hanno sconvolto anche le scommesse sportive? Ecco la nostra selezione:

SOUTHAMPTON 2004-2005 - Oggi i Saints rappresentano il club con maggiore oculatezza e lungimiranza economica, che scova talenti e li rivende a peso d'oro favorendo l'autosostentamento economico. Qualche esempio? Virgil van Dijk, Sadio Mané, Gareth Bale, Dusan Tadic, Luke Shaw, Dejan Lovre, Alex Oxlade-Chamberlain, Adam Lallava, Victor Wanyama...

Giocatori che hanno portato nelle casse del club biancorosso circa 500 milioni di euro. Tuttavia, l'ultimo posto e la conseguente retrocessione dalla Premier League al termine della stagione 2004-2005 agli ordini di mister Harry Redknapp portò a un'onda lunga di conseguenze disastrose, negli anni successivi. Culminate, con l'ulteriore salto all'indietro, in League One (la terza serie) al termine dell'annata 2008-2009. Il club, all'epoca, fu sanzionato con 10 punti di penalizzazione.

La rinascita del Southampton porta una data ben precisa: 8 luglio 2009, in cui viene formalizzata l’acquisizione della società da parte del miliardario svizzero Markus Liebherr, scomparso l'anno successivo a seguito di un infarto e sostituito dalla figlia Katharina che, a sua volta, nel 2017, passò di mano alla Chinese Lander Sports Investment company della famiglia Gao per una cifra record di 210 milioni di sterline. Ebbene, dall'estate 2009, il ritorno in Premier con due promozioni consecutive e, negli anni successivi, la partecipazione all'Europa League. 

PORTSMOUTH 2009-10 - La storia recente dei Pompeys è quella più "all'italiana" di tutte: una società di provincia che investe e sperpera soldi che non ha, tocca picchi elevatissimi (vincendo anche qualcosa di importante) per poi frantumarsi come un vaso di terracotta precipitato a terra e pagare per anni le gravissime conseguenze derivanti da quelle scelte scellerate.

Si pensi che il Portsmouth, durante la stagione 2009-2010 passò alla storia per essere la prima società ad entrare in amministrazione controllata del calcio inglese. Nel 2008, l'incredibile trionfo in FA Cup contro il Cardiff. Nella stessa estate, il Charity Shield sfiorato dopo la sconfitta ai calci di rigore contro il Manchester United di sir Alex Ferguson.

Una squadra mostruosa, in quegli anni per gli standard storici dei Pompeys il portiere David James, i difensori Glen Johnson, Sol Campbell, Younes Kaboul, Armand Traoré (passato anche dalla Juventus); i centrocampisti Sulley Muntari, Papa Bouba Diop, Niko Kranjčar e Jermaine Pennant. E che dire degli attaccanti Nwankwo Kanu, Milan Baros, David Nugent e Peter Crouch in tutto il loro splendore?

A Fratton Park, nell'edizione 2008-2009 di Europa League, i Pompeys erano in vantaggio per 2-0 contro il Milan di Carlo Ancelotti, tra le squadre più forti al mondo e che riuscì a pareggiare in extremis grazie a Ronaldinho e Filippo Inzaghi, con le scommesse live bloccate nel recupero! 

"Oggi, a Fratton Park, giochiamo contro l'Accringron Stanley...", lamentano in loop i tifosi dei Pompeys, che dopo il crack debitorio spintosi sino a 78 milioni di sterline del 2010 (in cui comunque la squadra arrivò nuovamente in finale di FA Cup, persa 1-0 contro il Chelsea) videro la propria squadra del cuore precipitare, nel giro di pochi anni, sino alla quarta divisione (la League Two). Oggi i Pompeys, con maggiore attenzione alle casse, lottano senza troppe fortune un posto playoff in League One. 

BOLTON 2011-2012 - Era a cavallo tra agosto e settembre della stagione corrente quando il Bolton Wanderers (squadra gloriosa in cui ha militato gente come Cahill, Anelka, Djouf, Djorkaeff...) è stato salvato da un fondo finanziario a poche ore dal default, dopo una svendita totale della rosa in estate che ha portato a costruire una squadra di ragazzini allo sbaraglio.

Tutto questo a causa di una montagna di debiti, che hanno portato alla penalizzazione di 12 punti (fatto più unico che raro nel calcio inglese), una retrocessione praticamente segnata in quarta serie e già a un record negativo: il Bolton, a inizio stagione, è diventato la prima squadra nel professionismo del calcio d'Albione ad aver subito 5 o più gol per quattro partite consecutive.

Quale fu il punto di partenza di questo veloce e inesorabile declino? Il dolorosissimo terzultimo posto della stagione 2011-2012 e un conto salatissimo da pagare in relazione agli introiti decisamente inferiori nelle "minor leagues". Oggi, si diceva, i Wanderers sono destinati a un futuro prossimo in quarta divisione.

NEWCASTLE UNITED 2015-2016 - Com'è possibile retrocedere dopo aver speso la bellezza di 100 milioni di sterline sul mercato? Andatelo a chiedere a Steve McClaren, il manager che costruì in estate la rosa delle Magpies, scialacquando il budget messo a disposizione dall'allora patron Mike Ashley, proprietario della catena di abbigliamento sportivo Sports Direct, ma evidentemente acerbo per gli investimenti nel mondo del calcio.

Dal PSV Eindhoven arrivò il centrocampista Georginio Wijnaldum (oggi al Liverpool), dall'Anderlecht Aleksandar Mitrovic (attaccante) e Chancel Mbemba (difensore), dall'Olympique Masrsiglia il trequartista francese Florian Thauvin. A gennaio, poi, ecco i centrocampista Henri Saivet e Jonjo Shelvey (rispettivamente dal Bordeaux e dello Swansea), l'ala Andros Townsend dal Tottenham, più il prestito dalla Roma di Seydou Doumbia.

Tutto inutile e retrocessione sancita anche dalle scommesse calcio. McClaren fu sostituito a marzo da Rafa Benitez che, però, non riuscì a raddrizzare la situazione se non l'anno successivo con l'immediato ritorno in Premier dalla Championship.

STOKE CITY 2017-2018 - Storia davvero simile a quella riguardante il Newcastle United di cui sopra. Al Britannia Stadium, i tifosi si erano ormai fatti, come si suol dire "la bocca buona" con gente in squadra del calibro di Kurt Zouma, Glen Johnson, Charlie Adam, Darren Fletcher, Stephen Ireand, Mame Diouf, Peter Crouch, Bojan Krkic, Eric Maxim Choupo-Moting, Xherdan Shaqiri...

La stagione cominciata con Mark Hughes e proseguita con Paul Lambert alla guida tecnica, si concluse con l'inutile vittoria per 2-1 a Swansea e con la salvezza del Southampton (in cui, nel frattempo, era andato ad allenare lo stesso Hughes). Con quei nomi in rosa, il tonfo in Championship fu pesantissimi e, ancora oggi, i Potters navigano tra difficoltà di bassa classifica e conti da sistemare.

* La foto di apertura dell'articolo è di Tom Hevezi (AP Photo).

Sull'autore
Di
Stefano Fonsato

Stefano collabora da anni come giornalista freelance per il portale web di Eurosport Italia, per il quotidiano La Stampa e con la casa editrice NuiNui per la quale è stato coautore dei libri "I 100 momenti magici del calcio" e "I 100 momenti magici delle Olimpiadi".

E' amante delle storie, dei reportage e del giornalismo documentaristico, ma il suo "pallino" resta, su tutti, il calcio d'Oltremanica.

 

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