Mbappé, Icardi, Neymar: esiste di meglio al mondo? Il dibattito è aperto, ma con un tridente così completo e forte, il Psg può davvero vincere (finalmente) la Champions. Dopo anni di investimenti pazzeschi, lo sceicco Al Thani vuole portarsi a casa la Coppa e la sua squadra ha tutto per farcela.

Attacchi a confronto - A proposito di tridente, c'è chi preferisce quello del Liverpool campione d'Europa, con Salah, Firmino e Mané, o quello del City con Bernardo Silva, Aguero (Gabriel Jesus) e Sterling o del Barcellona (Messi, Suarez e Griezmann, non male...) e altri ancora (Juve compresa, se Sarri  continuerà a far giocare insieme Dybala, Higuain e CR7), ma l'attacco del Psg è assolutamente straordinario.

La velocità supersonica di Mbappé, i suoi dribbling modello Ronaldo il Fenomeno (miscela spaziale di tecnica, sprint e potenza), uniti con il fiuto del gol di Icardi e la fantasia unica di Neymar: un mix da sogno.

La nuova solidità tattica - Attenzione: quest'anno l'allenatore Tuchel è stato bravo, nonostante critiche e polemiche estive, a costruire una vera Squadra (s maiuscola) intorno ai tre fuoriclasse d'attacco, capaci di trasformare in semplice alternativa un mostro come Di Maria. Quello è il segreto: il Psg non è più un dream team per esteti e collezionisti di figurine, ma una corazzata in grado di battere chiunque. Perché il duttile 4-3-3 funziona, basta ricordare il 3-0 rifilato al Real Madrid nel girone di Champions, nonostante l'assenza di Neymar allora ancora fermo ai box.

Difesa affidabile con Keylor Navas in porta, terzini che spingono come Meunier e Bernat, centrali super (Thiago Silva e Kimpembe); poi Marquinhos diventato irrinunciabile perno di centrocampo, essenziale per l'equilibrio della squadra (e se il Psg avesse centrato il colpo Allan nel gennaio scorso, sarebbe stato ancora più forte), Verratti a inventare calcio, Gueye a fare tutto in una mediana che sa costruire, coprire, colpire.

E poi i tre davanti, esaltati da quel Neymar che merita un discorso a parte. Le alternative si chiamano Draxler, Sarabia, Paredes, Choupo-Moting, Ander Herrera, Di Maria, Cavani. Una rosa completa per l'assalto all'Europa. Negli ottavi dovranno vedersela con il Borussia Dortmund: per le scommesse calcio i favoriti sono loro, i parigini.

Neymar, dicevamo. Sono convinto che il Psg non sia arrivato in fondo alla Champions, gli anni scorsi, solo per gli infortuni che – sempre nel momento decisivo della competizione – hanno bloccato nelle ultime due stagioni il fenomeno brasiliano. A parte Messi, nessuno è in grado di divertire il pubblico più di lui su un campo di calcio. Un funambolo imprendibile, assoluto protagonista del triplete del Barcellona di Luis Enrique nel 2015.

Mentre la Pulce sonnecchiava, fu Neymar a trascinare la squadra nella più incredibile rimonta della storia della Champions: ko 4-0 a Parigi proprio contro il Psg, il Barca vinse 6-1 al ritorno con il fuoriclasse brasiliano immarcabile e decisivo (due reti in 3', 88' e 91' che hanno mandato in delirio gli amanti delle scommesse live, più l'assist per il gol della qualificazione di Sergi Roberto al 95'), molto più del suo compagno e amico argentino.

Roba epica ma che sembra dimenticata, a giudicare da come viene trattato Neymar dalla critica. Anche quando regala partite da urlo, si fatica a leggere bei voti nelle sue pagelle. Perfino in Brasile - nonostante l'ammirazione di un certo Pelè nei suoi confronti - non è più amato come a inizio carriera, anzi. Di sicuro nella valutazione dei giornalisti pesa l'etichetta di simulatore che ormai si porta dietro da anni: lui, il più picchiato tra gli attaccanti, paga qualche sceneggiata di troppo.

I voti... rivedibili - E allora un 8 si trasforma in 6: al San Paolo, nel novembre 2018 (girone di Champions, 1-1), diede spettacolo con le sue giocate uniche (è tra i pochi a inventare ancora nuovi dribbling): si faceva dare la palla dal portiere e creava pericoli da solo perché la squadra intorno a lui non girava come avrebbe dovuto. Una prestazione maiuscola, infarcita di guizzi, idee e iniziative, e il giorno dopo il voto sui principali quotidiani fu 6.

La sufficienza, come se fosse stata una prova anonima e non un recital di altissimo livello. Ma è solo un esempio, questo è il destino di Neymar. Il ragazzo però non si arrenderà, consapevole che una vittoria in Champions potrebbe aprirgli perfino le porte a quel Pallone d'Oro che a livello tecnico meriterebbe.

Intanto ha ripreso a dare spettacolo, nel campionato francese e nelle Coppe. Se il solito infortunio non lo fermerà, questo può essere davvero l'anno di Neymar e del suo formidabile Psg. Segui il cammino in Champions del PSG anche con le scommesse sportive di 888sport!

* La foto di apertura dell'articolo è di Thibault Camus (AP Photo).

Sull'autore
Di
Giulio

Giulio è nato giornalista sportivo, anche se di professione lo fa “solo” da 30 anni. Dal 1997 è l'esperto di calciomercato del quotidiano La Repubblica.

Dal '90 segue (senza annoiarsi mai) le vicende della Lazio: collabora anche con Radiosei e dirige il sito Sololalazio.it. Calcio e giornalismo sono le sue grandi passioni. L'unico rimpianto che lo tormenta è aver smesso di dare spettacolo sui campi di calcetto.

 

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