Tradizionalmente, il campionato cadetto è un serbatoio dal quale le grandi del calcio italiano attingono i talenti del futuro, un pozzo dei desideri dal quale tirare su acqua sempre fresca per le rose della Serie A e per la Nazionale. Quasi tutti i grandi del calcio italiano si sono misurati, spesso a inizio carriera, con il campionato di Serie B, prima di calcare i più grandi palcoscenici del football mondiale..

 

Abbiamo chiesto a Nicola Binda, giornalista della Gazzetta dello Sport, firma autorevole ed esperta sulla nostra Serie B, di elencarci i migliori cinque giovani visti all’opera finora nel campionato cadetto, quelli che diventeranno in prospettiva i nuovi Totti, Pirlo, Baresi e Del Piero; a noi del blog il compito di parlavi di ciascuno di loro.

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Emanuel Vignato

19 anni (Chievo Verona) - “Voglio giocare in una squadra forte”, ha dichiarato apertamente a inizio dicembre il giovane trequartista nativo di Negrar, lo stesso paese di un certo Damiano Tommasi: e ne ha tutte le ragioni del mondo! Se per molti i termini talento o promessa possono essere abusati e sprecati, a Vignato siamo certi che entrambi calzino a pennello.

Classe cristallina, ha già messo in fila 12 presenze in Serie A, sempre con la maglia del Chievo con cui ha fatto tutta la trafila dalle giovanili fino alla prima squadra, condite dal gol messo a segno contro la Lazio nell’anno della retrocessione tra i cadetti, che ha sconvolto il mercato delle scommesse calcio. E proprio in Serie B, Vignato si sta dimostrando come uno dei giocatori di maggiore qualità dell’intero campionato. Il ritorno in Serie A è più vicino di quanto possiamo immaginare per lui: a gennaio, Mihajlovic è pronto ad accoglierlo nel suo Bologna.

Christian D'Urso

22 anni (Cittadella) - È nato a Rieti, ma è cresciuto calcisticamente nella Roma: proprio per il marchio di fabbrica giallorosso, forse, viene paragonato a centrocampisti veloci e che fanno dell’abilità negli inserimenti il loro punto di forza come Simone Perrotta e Lorenzo Pellegrini. Dopo lo scudetto Primavera conquistato con la Roma di Alberto De Rossi, nel 2016 passa in prestito al Latina, in Serie B, dove colleziona 15 presenze prima di trasferirsi, ancora in prestito al Carpi a gennaio.

L’anno scorso è stato ceduto, nuovamente a titolo temporaneo, ai greci dell’Apollon Smyrnis con cui ha disputato un’intera stagione da titolare nel massimo campionato ellenico, concluso, però, con la retrocessione. Tornato alla base, si è messo a disposizione di Fonseca nel ritiro estivo della Roma, prima di essere ceduto a titolo definitivo al Cittadella. D’Urso è il trequartista della formazione veneta, in piena zona playoff, e ha già messo a segno due reti.

Giovanni Crociata

22 anni (Crotone) - Sono già quattro i gol realizzati dal centrocampista palermitano in forza al Crotone, l’ultimo dei quali è risultato decisivo nel successo contro il Livorno alla diciassettesima di campionato e ha permesso ai pitagorici di agganciare il Chievo Verona e l’Entella al sesto posto, a un punto da Cittadella, Frosinone e Perugia.

Cresciuto nelle giovanili del Milan, viene portato da Brocchi a Brescia nel 2016 e, dopo un fugace ritorno in rossonero, viene ceduto al Crotone col quale disputa un campionato di Serie A (segnando anche una rete). A gennaio 2019 passa in prestito al Carpi prima di tornare in Calabria l’estate scorsa e diventare uno dei titolari della formazione di Giovanni Stroppa che ha un solo obiettivo: il pronto ritorno in Serie A. Che non potrà che passare per i piedi di Giovanni Crociata.


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Tommaso Pobega

20 anni (Pordenone) - Nonostante la sconfitta per 5-0 subita sul campo dell’Atalanta e il campionato sempre più deficitario, c’è una nota positiva in questa stagione del Milan: la scelta di mandare in prestito a Pordenone il giovane centrocampista Tommaso Pobega.

Con tre reti messe a segno in 12 presenze all’esordio tra i cadetti, Pobega è la vera rivelazione della formazione rivelazione del campionato, i ramarri di Attilio Tesser che sono primi in classifica tra i terresti, se escludiamo il Benevento che, al momento, sembra davvero di un altro pianeta. Per lui, qualcuno ha scomodato addirittura un paragone con Nemanja Matic, ma le caratteristiche del centrocampista triestino sono ancora più offensive.

“Pobega è un giocatore di prospettiva, è un professionista con la ‘P’ maiuscola – ha detto di lui il presidente del Pordenone, Lovisa -. Vuole arrivare e se ne sentirà parlare. Ha tempi di inserimento, intelligente tatticamente”. Può essere, per il campionato di Serie B, il Tonali di questa stagione. Roberto Mancini prenda nota.

Gianluca Scamacca

20 anni (Ascoli) - Di professione centravanti, più volte è stato accostato a Ibrahimovic: nato a Roma, il non ancora ventunenne Gianluca Scamacca ha già una carriera ricca di esperienze, in Italia e all’estero. Cresciuto nel vivaio giallorosso, a sedici anni decide di accettare l’offerta del PSV e si trasferisce in Olanda, facendo il suo debutto da professionista con la maglia dello Jong PSV; passa poi al Sassuolo con la cui formazione Primavera conquista il Torneo di Viareggio.

Esordisce in Serie A con i neroverdi prima di passare in prestito alla Cremonese in Serie B; dopo aver conquistato la finale degli Europei Under 19, persa contro il Portogallo, torna nuovamente in Olanda, al PEC Zwolle con cui disputa otto partite nel massimo campionato. Quest’anno la definitiva esplosione dell’attaccante che ad Ascoli ha già messo a segno sei reti in 13 presenze di campionato; dice di ispirarsi a Christian Vieri e ha le idee chiare: “Entro cinque anni voglio giocare in Champions”, ha dichiarato. 
 

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*La foto di apertura dell'articolo è di Darko Vojinovic (AP Photo). Prima pubblicazione, 25 dicembre 2019.

Sull'autore
Di
Emanuele Giulianelli

Scrittore e giornalista freelance, collabora regolarmente con il Corriere della Sera, con La Gazzetta dello Sport, con Extra Time, Rivista Undici, Guerin Sportivo e con varie testate internazionali come Four Four Two, Panenka e Tribal Football. Scrive per B-Magazine, la rivista ufficiale della Lega Serie B.

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