Non sempre i fiori più belli della Primavera diventano i migliori frutti della Serie A. Ma a volte accade. Dejan Kulusevski è l’ultimo grande esempio: acquistato dall’Atalanta per 165 mila euro dall’IF Brommapojkarna è stato rivenduto alla Juventus per 44 milioni, ancora favorita per le scommesse serie A! Tutto questo, nel giro di tre anni, periodo nel quale l’attaccante svedese ha avuto modo di trascinare la formazione della Primavera al titolo di campione d’Italia.

 

Ma quanti sono stati i calciatori capaci di imporsi nella prima squadra delle Giovanili e successivamente tra i professionisti? L’Atalanta da questo punto di vista ha regalato diversi esempi: da Morfeo e Tacchinardi passando per Pazzini e Montolivo, tutti giocatori che hanno confermato le aspettative anche in Serie A.

Nei primi anni ’90 anche la Lazio trovò nella squadra Primavera Alessandro Nesta che di lì a poco divenne il capitano dei mille trionfi dell’era Cragnotti. Dall’altra parte del Tevere, non si può dire la stessa cosa per Francesco Totti che visse in maniera fugace l’esperienza nel campionato Primavera, passando direttamente in prima squadra. Dalle parti di Trigoria l’esempio da prendere in considerazione è quello di Alessandro Florenzi e - tornando più indietro negli anni, quelli di Daniele De Rossi e Alberto Aquilani, entrambi lanciati nella Roma da Fabio Capello.

Un percorso molto simile è quello di Claudio Marchisio alla Juventus, probabilmente favorito dall’unica stagione in Serie B vissuta dal club bianconero che ebbe modo di dar fiducia all’ex capitano della Primavera Campione d’Italia.

In terra sabauda, il miglior sodalizio del settore giovanile è stato senza dubbio il Torino; all’inizio degli anni ’90 gran parte della formazione Primavera di Sergio Vatta si ritrovò nel giro di pochi mesi in serie A: Sottil, Falcone, Cois, ma soprattutto Cristian Vieri.

Nello stesso periodo, il vero e proprio exploit lo compie un giovane difensore del Napoli promosso in prima squadra da Marcello Lippi. Si chiama Fabio Cannavaro, ha diciannove anni. Tredici anni dopo vincerà - da capitano - il Mondiale 2006 e successivamente il Pallone d’oro, l’ultimo per quanto riguarda un calciatore italiano.

I fasti del Milan berlusconiano vennero costruiti sui pilastri del settore giovanile rossonero, con Baresi, Filippo Galli, Maldini ed Evani su tutti, ma la politica societaria per lungo tempo frenò l’ascesa dei giovani calciatori cresciuti al Vismara; con l’austerity degli ultimi anni, ecco Patrick Cutrone, bomber di scorta capace di farsi largo in prima squadra a suon di gol, uno nel derby di Coppa Italia che stoppò le scommesse live

Restando in territorio lombardo, un chiaro esempio non può non essere quello di Andrea Pirlo, capace di prendere per mano il Brescia di Reja e trascinarlo in Serie A. Un predestinato, proprio come Roberto Baronio con il quale condivise una stagione con la maglia della Reggina.

La novità degli stranieri in Primavera - Fin qui, tutti nomi italiani. L’apertura delle frontiere e la successiva legge Bosman spalancarono - a metà degli anni ’90 - le porte dei settori giovanili anche ai calciatori stranieri; l’Inter di Moratti fu una delle prime società a investire pesantemente sui talenti provenienti dall’estero, trovando talvolta la strada giusta.

E’ il caso di Obafemi Martins, per i tifosi nerazzurri semplicemente Oba Oba, capace di vincere il titolo italiano con la Primavera, imponendosi anche con i più grandi. Un altro esempio da evidenziare in casa nerazzurra è quello di Davide Santon, promosso in prima squadra da Josè Mourinho dopo un brillante percorso nel settore giovanile interista.

Sulla stessa linea politica dell’Inter c’è anche il Lecce, con Pantaleo Corvino capace di scovare talenti in tutta Europa; Valeri Bojinov è stato il calciatore straniero più giovane a fare il suo esordio nella massima serie a 15 anni, 11 mesi e 12 giorni. Suo compagno di squadra è il montenegrino Mirko Vucinic, anche lui subito determinante anche in prima squadra.

Tornando ai talenti italiani, non possono essere esclusi da questo reportage Federico Bernardeschi e Federico Chiesa, entrambi prodotti dal vivaio della Fiorentina che hanno saputo sfruttare al meglio la loro opportunità, risultando decisivi sia per il proprio club che per la nazionale azzurra che sarà protagonista anche per le scommesse calcio a Euro 2020!

Gli esempi più vicini a livello temporale sono quelli di Nicolò Barella del Cagliari e di Sandro Tonali del Brescia, che hanno avuto modo di confermare quanto di buono fatto vedere a livello giovanile anche dopo il grande salto in prima squadra.

Spesso messo in discussione per la propria validità tecnica, il Campionato Primavera ancora una volta si conferma fucina di giovani talenti. Per buona pace delle seconde squadre dei club professionistici, progetto già fallito sul nascere per buona pace dei presidenti che lo avevano accoratamente invocato per poi abbandonarlo al proprio nefasto destino.

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*La foto di apertura dell'articolo è di Andrew Medichini (AP Photo).

Sull'autore
Di
simone pieretti

Giornalista, scrittore, innamorato di futbol. Scrive per trasmettere emozioni e alimentare sogni. Il calcio è una scienza imperfetta: è arte, è musica, è poesia. E' un viaggio nel tempo che ci fa tornare bambini ogni qual volta diamo un calcio a un pallone.

 

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