Che spettacolo allo stadio! Ma in certi casi, a dirla tutta, lo spettacolo…è lo stadio stesso! In giro per il mondo ci sono diversi impianti capaci di lasciare a bocca aperta e non solo per la bellezza o la modernità della struttura. Esistono tanti motivi per cui uno stadio diventa leggenda e alcuni sono legati a curiosità che, in fondo, con il calcio in sé hanno poco a che vedere. Eppure anche questi piccoli (o enormi) particolari sono parte del clamoroso fascino dello sport più amato del mondo.

 

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Del resto, andare a vedere la partita non significa per forza di cose dover rinunciare ad ammirare le bellezze naturali o cittadine. Per informazione chiedere agli abitanti di Como, che hanno uno stadio…vista lago. Il Giuseppe Sinigaglia è, infatti, a pochi metri dall’acqua e una delle tribune dà direttamente sul lungolago. E dall’alto l’effetto scenografico è certamente assicurato. Così come non può non esserlo per il Pier Luigi Penzo, la casa del Venezia.

Difficile non farlo vicino alla Laguna, ma per renderlo ancora più particolare è stato costruito sull’isola di Sant’Elena, celebre per la chiesa omonima e incorporata nel tessuto cittadino giusto nel periodo in cui è stato tirato su l’impianto.


Tra Portogallo e... Monaco - Anche all’estero ci si diletta a costruire stadi o campi in posizioni abbastanza particolari. Impossibile non pensare, ricordando gli Europei del 2004 in Portogallo, allo Stadio comunale di Braga, ricavato dalla cava di Monte do Castro. E infatti, per ricordare le origini dell’impianto, una delle curve non è stata costruita e dietro una porta c’è…la parete della montagna.

A proposito di montagna, particolare anche l'Ottmar Hitzfeld Stadium di Gspon, un villaggio nelle Alpi Svizzere: incorniciato dalle montagne a 2000 metri di altezza, non è raggiungibile in macchina e dà su uno strapiombo. Normale dunque che la squadra di casa abbia perso oltre mille palloni in una quarantina di anni. Va forse anche peggio a chi gioca all’Eidi Stadium, nelle Isole Far Øer, un impianto circondato dal mare: se il pallone finisce nel fiordo, può essere un problema.

E infine, per chi gioca al Monaco, un bel bonus; la squadra del Principato si allena a La Turbie, un centro sportivo sospeso tra le terrazze della Riviera. Mica male!

Le torri - Anche le strutture esterne hanno le loro peculiarità. Gli stadi di Firenze e Bologna, costruiti nello stesso periodo, hanno entrambi una torre, la torre di Maratona, che sta a simboleggiare lo spirito di competizione e la volontà di eccellere. Quella del Franchi è più slanciata, quella del Dall’Ara, invece, richiama altro esempi celebri. Così, viene in mente anche la doppia torre di Wembley, e un altro modello può essere quello dello Stadio Olimpico di Stoccolma, con l’entrata che somiglia a quella di un castello e da cui si intravede il campo.

Anche i nuovi impianti presentano strutture esterne molto particolari. È il caso del ponte costruito appositamente per l’accesso all’Emirates Stadium di Londra, casa dell’Arsenal.


Una volta entrati negli impianti, le particolarità non finiscono mica. In Italia è storico il primo anello del vecchio Stadio delle Alpi, che in cooperazione con la pista di atletica (fondamentale per ottenere i finanziamenti del CONI per la costruzione), rendeva così difficoltosa la visione del campo da far nascere la leggenda che il progetto fosse stato affidato a qualcuno che non aveva mai visto una partita di calcio in vita sua.

Problemi di visibilità, ma stavolta per chi guarda da casa, per un altro stadio simbolo di Italia 90, il San Nicola di Bari. Le postazioni per le telecamere a metà tribuna della celebre ”astronave” ideata da Renzo Piano rendono le inquadrature perennemente aeree. A Crotone, invece, la partita si può vedere anche dal palazzo adiacente allo Ezio Scida...


Il Rayo e la T dello sponsor di telecomunicazioni bavarese - Per quello che riguarda curve e tribune, c’è l’imbarazzo della scelta. Lo stadio di Vallecas, la casa del Rayo Vallecano, è perfettamente inserito all’interno del quartiere. Peccato che evidentemente non ci fosse spazio per costruire una delle due curve per la vicinanza di altri edifici, quindi dietro una delle due porte c’è un semplice muro. E tanto per fare di necessità virtù, è riempito di pubblicità che almeno fanno guadagnare il club spagnolo.

Una delle tribune più celebri d’Italia è invece quella del Menti di Vicenza, un vero stadio all’inglese, tutto scoperto tranne i posti della tribuna centrale e di quella d’onore, diventata ormai un vero simbolo del club veneto e una complicazione importante per i registi televisivi. E parlando di tribune, impossibile non citare lo… sponsor umano del Bayern Monaco, con un gruppo di tifosi di bianco vestiti che hanno creato la T, simbolo dell’azienda che sponsorizza il club, come si fa solitamente con i seggiolini.


Curiosità... acustiche - Anche una volta che si è preso posto, da altre curiosità non ci si salva. In Giappone, al vecchio National Stadium di Tokyo, hanno lavorato così bene sull’acustica che ogni edizione della Coppa Intercontinentale era accompagnata dall’assordante rumore delle trombette tanto care ai nipponici, che però davano parecchio fastidio ai calciatori.

I calciatori della Juventus festeggiano l'Intercontinentale!

Stesso problema anche ai Mondiali 2010 in Sudafrica, quando ogni match era giocato sulle note delle vuvuzelas, le trombette ad aria tipiche di quella Coppa del Mondo. In Sudamerica poi le peculiarità non mancano.

Chiunque si sia imbattuto in un match di Superliga argentina non può non aver notato i rotoli di carta e i coriandoli che volano in campo prima delle partite. Un altro particolare sconosciuto ai più?

Le basi del palo dipinte di nero del Monumental di Buenos Aires, in occasione del Mondiale 1978. Un gesto di protesta contro la dittatura militare, che però porta anche fortuna all’Albiceleste. Proprio su un palo si infrange, a recupero appena iniziato, il tiro di Rob Rensenbrink che potrebbe valere la Coppa per l’Olanda. E quindi si va ai supplementari e vincono i padroni di casa. Una delle tante curiosità dello splendido e pazzo mondo del calcio.

*La foto di apertura dell'articolo è di Luis Vieira (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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