Un quadriennio ricco di spettacolo ma che ha intasato ulteriormente i calendari europei. La formula adottata dalla UEFA dal 1999 al 2003 per la Champions League ha sicuramente garantito spettacolo, ma nel giro di qualche anno ha creato problemi difficilmente risolvibili. L’idea della UEFA prevedeva ben quattro partite in più rispetto all’attuale format della Champions League. Sicuramente più spettacolo, più match di alto livello, ma troppi impegni infrasettimanali per le squadre.

Per questo dopo l’edizione 2002-2003, dominata dalle squadre italiane con 3 semifinaliste e la finalissima di Manchester tra Milan e Juve, si è passati alla formula attualmente in vigore per la Champions League. 

L’inizio

La formula nasce nel 1999 per evitare la nascita di una Superlega, minacciata più volte dalle principali federazioni europee. Si passò dunque dalle 24 squadre partecipanti alla fase finali a 32, con la formazione di otto gironi da 4 squadre. Le prime due di ogni gruppo accedevano alla seconda fase a gironi, con le 16 squadre inserite in altri quattro raggruppamenti. Le prime due di ogni girone accedevano ai quarti di finale, una formula che dal 2003 è stata accantonata.

Dalle sei partite della seconda fase a gironi si è passati al doppio confronto degli ottavi di finale per stabilire le otto partecipanti ai quarti di finale.

Nel 1999/2000 i gruppi più equilibrati nella seconda fase furono senza dubbio il Gruppo C e il Gruppo D. Nel primo il Real Madrid campione dovette sudare la qualificazione, messa in discussione dalla Dinamo Kiev. Il pareggio di Roberto Carlos nella quinta giornata contro gli ucraini al Bernabeu e lo 0-1 sul campo del Rosenborg hanno permesso a Raul e compagni di qualificarsi al secondo posto dietro il Bayern.

Nel Gruppo D invece Lazio, Chelsea e Feyenoord si sono giocate la qualificazione, con i biancocelesti che, vincendo a Londra, hanno strappato il primato nel girone, unici italiani presenti alla fase di eliminazione diretta. Quest’edizione verrà ricordata per il dominio spagnolo, con Real, Valencia e Barcellona arrivate in semifinale e il successo netto dei Blancos, favoriti per le scommesse e quote Champions League contro il Valencia nella finale di Parigi. 

Il nuovo millennio

Nell’edizione 2000/2001 la seconda fase a gironi viene ricordata per il suicidio del Lione nell’ultima giornata del Gruppo C. I francesi, in casa del già eliminato Spartak Mosca, non sono andati oltre il pareggio mentre l’Arsenal veniva sconfitto in casa del Bayern Monaco, chiudendo così a pari punti. Lo scontro diretto ha premiato gli inglesi, eliminati poi ai quarti di finale dal Valencia.

La vera sorpresa però è stato il Gruppo B, nel quale Galatasaray e Deportivo La Coruna hanno eliminato le più accreditate Milan e PSG.

Quell’edizione si chiuderà con la seconda sconfitta consecutiva in finale del Valencia, questa volta ai rigori contro il Bayern Monaco a San Siro.

Più ricca di sorprese nell’ultima giornata è stata l’edizione 2001/2002, con due italiane protagoniste. La prima è la Roma, che dopo la quinta giornata era capolista nel Gruppo B davanti a Barcellona, Galatasaray e Liverpool. Nella giornata conclusiva ad Anfield però i giallorossi hanno perso 2-0, cedendo il primo posto al Barcellona e venendo eliminati proprio dai Reds per lo scontro diretto a favore degli inglesi.

L’altra italiana protagonista è stata la Juve, anche se i bianconeri sono arrivati al quarto posto del Gruppo D. Il successo a Torino per 1-0 nell’ultima giornata contro l’Arsenal ha eliminato di fatto i Gunners, che con una vittoria avrebbero invece raggiunto Deportivo e Leverkusen a quota dieci punti in classifica.

Un'immagine di Juventus - Arsenal!

Nella finale di Glasgow il Real ha ottenuto la nona vittoria della sua storia in finale contro i tedeschi del Bayer Leverkusen. 

L’edizione italiana

L’ultima versione della formula a “doppio girone” è quella del 2002/2003, con tre italiane in semifinale. Semplice e sul velluto il cammino del Milan nel secondo girone: i rossoneri hanno strappato il primo posto nel Gruppo C con una giornata d’anticipo davanti al Real.

L’Inter ha dovuto mettere al sicuro il secondo posto nel Gruppo A vincendo a Leverkusen nell’ultima giornata, tenendo a distanza di sicurezza il Newcastle. La Roma nell’ultima giornata aveva bisogno di un miracolo contro l’Ajax, l’uno a uno dell’Olimpico non è bastato ai giallorossi, mentre la Juve ha mantenuto il secondo posto nel Gruppo D, nonostante la sconfitta a sorpresa per le scommesse calcio a Basilea nell’ultima giornata.

Clamoroso fu il cammino nel Milan dai quarti di finale in poi, a cominciare dal gol al 90esimo di Tomasson decisivo per battere l’Ajax a San Siro. In semifinale il doppio Derby contro l’Inter deciso dal gol in "trasferta", prima della vittoria di Manchester ai calci di rigore contro la Juventus. 

*Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di Andrew Medichini e Massimo Pinca.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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