Nel calcio bisogna saper perdere, anche se ci si chiama Josep Guardiola i Sala e se si è tra i migliori allenatori degli ultimi venti anni (e non solo). Vero, il catalano ha guidato delle vere e proprie corazzate. Il Barcellona del primo Triplete, poi un Bayern Monaco così forte da vincere la Bundesliga a marzo e nel 2020 è da quattro stagioni sulla panchina del Manchester City e ha portato a casa due volte la Premier League.

Il bonus di benvenuto di 100 euro di 888sport!

Come da statistiche del nostro account Twitter, in carriera Guardiola ha vinto 487 partite, ne ha pareggiate 107 e ne ha perse solamente 76. Eppure anche per lui sono arrivate sconfitte inattese, amare o semplicemente clamorose, per il risultato o per il significato della partita…

1. Inter - Barcellona 3-1

Complicato trovarne una con il Barcellona, che con Guardiola in panchina ha vinto tre campionati, due coppe di Spagna, tre supercoppe spagnole, due supercoppe UEFA e due mondiali per club. Eppure c’è una sconfitta che sicuramente rappresenta una cicatrice nella carriera blaugrana di Pep. Il palcoscenico è San Siro, il 20 aprile 2010. Di fronte ci sono il Barcellona, detentore della Champions, e l’Inter: Guardiola contro Mourinho. Le due squadre si sono scambiate i centravanti, con risultati misti. Eto’o è diventato imprescindibile ad Appiano Gentile, Ibrahimovic cozza con Guardiola e con Messi.

Nella semifinale di andata, tutto sembra andare per il meglio per i catalani. Pedro segna al minuto 19 e il viaggio verso la finale di Madrid sembra una formalità. Ma Pep non ha fatto i conti con uno tsunami nerazzurro: Sneijder (30’), Maicon (48’) e Milito (61’) tramortiscono un Barcellona totalmente incapace di reagire alle folate. Mourinho dirige l’orchestra, che caccia a pedate i campioni uscenti dalla Scala del Calcio. Al ritorno, poi, l’Inter fa una partita difensiva perfetta e vola verso la gloria, per la rabbia di Pep che di perdere con Mourinho proprio non ci sta.

2. Bayern Monaco - Real Madrid 0-4

Anche le delusioni dell’era Bayern Monaco arrivano tutte in Champions. In Bundesliga i bavaresi sono dei veri e propri rulli compressori, ma quando si tratta di giocare in Europa la macchina perfetta si inceppa con una certa facilità. E se quando era in Spagna Pep Guardiola ha regalato notti da incubo al Real Madrid (compresa una manita entrata nella leggenda), i Blancos gli rendono pan per focaccia al suo primo anno sulla panchina dei bavaresi.

Anche in questo caso il Bayern è detentore del trofeo e arriva in semifinale contro Ancelotti e Cristiano Ronaldo. Al Bernabeu l’andata finisce 1-0 con gol di Benzema. Ma chi pensa che i tedeschi possano ribaltare la questione all’Allianz Arena ha decisamente capito male. Le Merengues passeggiano su un Bayern che arriva scarico all’appuntamento clou dopo aver vinto il titolo con sette giornate di anticipo. Finisce 0-4, con doppiette di Sergio Ramos e di Cristiano Ronaldo, che poi saranno protagonisti anche del derby in finale contro l’Atletico Madrid.

3. Barcellona - Bayern Monaco 3-0

Se perdere contro il Real Madrid è un brutto colpo per Guardiola, forse può non esserlo arrendersi al “suo” Barcellona. Ma la semifinale della Champions League 2014/15 conferma che in Europa Pep ha parecchi problemi se non guida i blaugrana. Anche in questa stagione il Meisterschale viene conquistato praticamente senza un minimo di competizione e, come l’anno prima, il Bayern ne risente in Champions.

Il destino gli riserva un tuffo nella memoria, dopo che i suoi hanno eliminato abbastanza agevolmente lo Shakhtar e il Porto. Il ritorno al Camp Nou, però, è disastroso. Il match di andata termina con un secco 3-0, cortesia di un certo Leo Messi, che aspetta l’ultimo quarto d’ora di partita per accendersi e dimostrare al suo ex tecnico che anche senza di lui sa fare magie. Due reti (77’ e 80’) e l’assist per il prezioso sigillo di Neymar a tempo abbondantemente scaduto.

E anche stavolta i bavaresi la finale la vedono dal divano, perché all’Allianz vincono 3-2 salvando la faccia, ma sapendo già al momento dell’1-2 di O Ney che non avrebbero ribaltato la doppia sfida.

4. Liverpool - Manchester City 3-0

Insomma, la Champions League regala delusioni a Guardiola da quasi una decina d’anni. E anche sulla panchina del Manchester City non è mancato un regalino indesiderato. Nella stagione 2017/18 il Manchester City passa il girone con cinque vittorie e una sconfitta e poi ha tranquillamente la meglio sul Basilea agli ottavi.

Guardiola segue, sconsolato, la gara in piedi

Ai quarti però c’è uno scontro tutto inglese, con il Liverpool di Klopp. I Citizens vengono accolti ad Anfield a colpi di lacrimogeni sul pullman e lo shock evidentemente se lo trascinano sul campo. Salah (12’), Oxlade-Chamberlain (21’) e Manè (31’) schiantano i campioni d’Inghilterra nel giro di una mezz’ora davanti a cinquantamila tifosi in delirio.

Il City, che pure in campionato termina con 100 punti e nel match di andata in Premier ne aveva fatti 5 alla squadra di Klopp all’Etihad, deve arrendersi e “accontentarsi” di un campionato da record, anche per le scommesse e quote per il calcio.

5. Manchester City - Manchester United 2-3

E che il 3-0 di Anfield sia un colpo duro, lo si capisce appena tre giorni dopo. In un Eithad strapieno, il City può festeggiare il titolo di Premier League contro i cugini dello United, guidati da Mourinho. Sembra una formalità e il parziale all’intervallo lo conferma: Citizens avanti per 2-0 con reti di Kompany e Gundogan.

Ma lo Special One e i suoi non ci stanno a fare da vittime sacrificali. Dagli spogliatoi i Red Devils escono… indiavolati e in capo a dieci minuti di secondo tempo pareggiano con doppietta di Pogba. Il colpo di grazia arriva dal goleador che non ti aspetti; Chris Smalling al minuto 69 trova il gol che vale una rimonta clamorosa che fa impazzire i calciatori dello United e lo stesso Mourinho.

Certo, alla fine i Citizens devono aspettare solo una settimana per aggiudicarsi il loro primo titolo nazionale con Pep in panchina, perché lo United dopo l’impresa perde con il WBA e consegna il titolo ai cugini. Ma questo match è la dimostrazione che, anche nelle annate migliori, persino Guardiola non è immune dagli scivoloni. E si sa, più in alto si sale, più rumorosamente si cade…

*Le immagini dell'articolo, distribuite da AP Photo, sono di Matthias Schrader e Jon Super.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.