Tra gli sport più attesi dell'estate 2020 vi è il ciclismo, che si caratterizza, tra l’altro, per un affollamento di kermesse nazionali e internazionali, come mai era successo prima (il calendario è concentrato infatti in meno di 90 giorni).

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Si riparte, in ordine cronologico, il prossimo 1° agosto, da Siena con la “Strade Bianche”, poi si proseguirà l’8 agosto con la Milano-Sanremo e il 23 agosto con i “Tricolori”. Il 7-14 settembre con la Tirreno-Adriatico, il 27 settembre con i Mondiali in Svizzera (ad Aigle-Martigny), il 3-25 ottobre con il “Giro d’Italia”, il 4 ottobre con la Liegi-Bastogne-Liegi, il 18 ottobre con il Giro delle Fiandre, il 20 ottobre-20 novembre con la Vuelta di Spagna e il 25 ottobre con la Parigi-Roubaix. 

L’evento di punta dell’UCI World Tour però è storicamente il Tour de France (di proprietà di Amaury Sport Organization). La 107ima edizione della “Grande Boucle”, è in programma dal prossimo 29 agosto al 20 settembre 2020. Il percorso conta più di 3.470 km, per un totale di 21 tappe, con partenza da Nizza e arrivo sugli Champs Élysées a Parigi. 

Il business della “Grande Boucle”

Prima della sospensione di tutti gli eventi, questo grande contenitore economico sportivo aveva superato i 160 milioni di euro di valore della produzione. Oltre il 50% di questa torta economica (per la precisione il 55%) è legato, a filo doppio, ai diritti audiovisivi, così come avviene ormai nella stragrande maggioranza dei format di sport-business. 
France Télévision investe ogni anno 25 milioni di euro, altri 60 milioni arrivano invece dagli altri paesi interessati al prodotto ciclistico d’oltralpe. 

In totale, in questa edizione, saranno più di 30 i broadcaster (Rai Sport trasmetterà sul mercato italiano), ma saranno presenti anche BeIn Sports (Medio Oriente e Nord Africa), RTVE (Spagna), ESPN (America Latina e Caraibi), Zhibo TV e CCTV (Cina), ARD (Germania), SBS (Australia), J Sports (Giappone), Eurosport, NOS (Olanda), Flos Bike (Canada), Sky Sport (Nuova Zelanda), VRT (Belgio) e il colosso NBC Sports (Stati Uniti). 

Quest’anno è una edizione “atipica” del Tour e anche per i broadcaster, naturalmente, non sarà semplice coprire i costi dei diritti pagati ad A.S.O.. 

France Télévision, negli ultimi anni, non è riuscita a superare i 10 milioni di raccolta pubblicitaria e, in questa edizione, da stime indicative, dovrebbe fermarsi attorno ai 6 milioni di euro.

Il colombiano Egan Bernal festeggia nella tappa di Parigi!

La messa in onda della più importante gara di ciclismo su strada del World Tour è un vero e proprio “evento nazionale” in Francia. Il valore della Grande Boucle non è solo economico, ma soprattutto sociale e culturale. Per capire il giro d’affari della kermesse transalpina, il Tour de France vale 4 volte il Giro d’Italia, e, ogni anno, coinvolge, nella carovana pubblicitaria, più di 150-200 mezzi supportati da importanti aziende sponsor, nazionali e internazionali. 

Non solo diritti tv

Le sponsorizzazioni pesano per il 25%, a seguire i ricavi da merchandising (10%) ed i contratti che le municipalità francesi (10%) siglano per ottenere il passaggio del Tour (in fase di partenza o arrivo). Una modalità di business ormai in uso in tutti i principali eventi ciclistici a tappe. 
Complessivamente, nelle tappe più importanti, si superano le 800mila presenze (lungo il percorso), contro le 500mila del Giro d’Italia. 

A livello digital, infine, la corsa francese e gli arrivi spettacolari che infiammano le scommesse live “intercettano” più di 2.7 milioni di fan su Facebook, 3 milioni su Twitter e 1.2 milioni di follower sul profilo ufficiale di Instagram. 

Tornando al tema delle partnership, in totale, sono 44, con LCL (banca-assicurazione) sponsor della maglia “gialla”, Skoda (auto) della “verde” (classifica a punti), Krys (magazzini) della “bianca” (per il giovane più promettente), E.Leclerc (supermercati) di quella a “pois” (miglior scalatore). Namedsport (integratori alimentari), infine, firma il “best team” e Antargaz (gas/energia) la classifica del corridore “più combattivo”. 

*Il testo dell'articolo è stato curato da Marcel Vulpis, direttore di SportEconomy; le immagini, distribuite entrambe da AP Photo, sono di Laurent Rebours e Thibault Camus.

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