Quando di recente è stato prodotto un film sulla sua vita, è stato intitolato semplicemente Zlatan, tanto per far capire quanto non sia necessario aggiungere “Ibrahimovic” per mettere in chiaro di chi si stia parlando. Ma un altro titolo perfetto sarebbe stato “Highlander”.

Già, perché molti calciatori hanno continuato a scendere in campo oltre i quarant’anni, ma pochi, forse nessuno se non leggende del passato come Stanley Matthews, hanno avuto l’impatto dello svedese anche una volta completata la quarta decade di vita. Eppure il Colosso di Malmö, che ha festeggiato gli “anta” a ottobre 2021, non sembra assolutamente intenzionato a smettere di stupire il mondo. Il contratto con il Milan scade a giugno 2022, magari poi prevedendo anche un futuro da dirigente.

Fibra forte come Ibra

Un anno ancora di Ibra in campo?

Il rapporto con la nazionale 

Ibrahimovic come Tom Brady

Zlatan e la Champions

Fibra forte come Ibra

Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo il fisico. E persino un immortale come Ibrahimovic comincia a sentire il peso degli anni. Nelle ultime stagioni in rossonero, sono stati tanti i piccoli e grandi acciacchi che lo hanno costretto a rimanere in infermeria, piuttosto che a fare la differenza in campo. Un qualcosa a cui in fondo lo svedese non si è mai troppo abituato. In carriera, pochi stop grazie a un fisico costantemente allenato e al massimo dell’efficienza.

Ibra colpito duro

E persino quando ai tempi del Manchester United Zlatan si è rotto il legamento crociato del ginocchio, un infortunio che crea problemi a ragazzi di vent’anni, figurarsi a chi all’epoca aveva già superato i trentacinque, l’equipe medica che lo ha operato ha trovato un’articolazione pressoché perfetta, che avrebbe permesso un recupero in linea con i tempi e senza troppi problemi.

Dunque, Ibrahimovic non apprezza troppo rimanere fuori, ma negli ultimi tempi ha dovuto imparare a farlo. Il ginocchio sinistro continua a dargli noie e non è escluso un altro intervento in artroscopia. La soluzione più probabile è invece una terapia conservativa. Il tutto ovviamente, sempre ammesso che a fine stagione Zlatan non decida di abbandonare il calcio.

Un anno ancora di Ibra in campo?

A favore di un possibile rinnovo gioca però l’atteggiamento del centravanti svedese. Nonostante una voglia di essere protagonista che non gli è mai mancata, Ibra non ha mai fatto polemica quando Pioli ha preferito non schierarlo.

Anzi, ha utilizzato tutto il suo carisma diventando addirittura il primo tifoso dei compagni, sempre pronto a saltare addosso dalla panchina a chi segna o a…crepare il vetro del pullman del Milan per fomentare i tifosi rossoneri durante il rush finale per lo scudetto.

Un colpo di testa di Ibra!

Dunque, se ci fosse un accordo per un’altra stagione, difficile se non impossibile aspettarsi da parte dello svedese dei mal di pancia in caso di utilizzo con il contagocce. Ibra ha capito benissimo qual è la sua situazione ed è pronto a cambiare ruolo (non nel senso letterale del termine!) pur di poter ancora essere determinante per le sorti del Diavolo.

Altra opzione è quella di dedicarsi in prima persona alla scuderia Raiola, per cercare di alleggerire in qualche modo il carico di lavoro sugli eredi del grande Mino!

Il rapporto con la nazionale 

A far propendere per un possibile ritiro, invece, c’è la questione nazionale svedese. Zlatan ha sempre avuto con la selezione del suo paese un rapporto perlomeno particolare. È stato la stella assoluta dei gialloblù per anni, ma nel 2016, a seguito di un Europeo disastroso, ha annunciato il suo addio alla nazionale.

Negli anni successivi sia alcuni dei CT che molti ex compagni della Svezia hanno parlato di lui, sottolineando quanto la sua presenza a volte fosse ingombrante per la selezione. Eppure le prestazioni sontuose con il Milan hanno portato nel 2021 il tecnico Janne Andersson a convocarlo di nuovo nelle partite precedenti l’Europeo.

Un infortunio in rossonero gli ha però impedito di prendere parte alla manifestazione continentale. Una bella delusione per Ibra, che sperava di rifarsi volando in Qatar. Ma nonostante un girone terminato da imbattuta, la Svezia ha perso il treno per i Mondiali, visto che è stata eliminata dalla Polonia negli spareggi. Se i gialloblù fossero andati alla Coppa del Mondo, di certo Zlatan avrebbe fatto di tutto per provare a rimettersi a lucido in tempo per il Qatar.

Ma l’assenza della sua nazionale toglie uno dei possibili stimoli per un’altra stagione in campo.

Ibrahimovic come Tom Brady

Mai però sottovalutare Ibra, che a sentirsi…finito non ci sta per nulla. E non sfugge il fatto che tra gli altri grandi atleti di cui lo svedese tesse le lodi sui suoi social ci sia uno come Tom Brady. Il quarterback statunitense ha vinto il suo settimo Super Bowl a 43 anni e poche settimane fa ha prima annunciato il suo ritiro, per poi tornare sui suoi passi.

Quando Brady ha trionfato nel 2021, Zlatan ha scritto “l’età migliore è quella che si vive”, segnalando come la carta di identità, davanti al talento e alla determinazione, non è un ostacolo così importante.

Il colpo di tacco di Ibra!

Dunque, l’esempio del giocatore di Tampa Bay, che lontano dal campo ha deciso di non poterci stare, può essere l’ennesimo sprone per il Colosso di Malmö a provare a mettersi alla prova ancora per un po’.

Zlatan e la Champions

E poi c’è una questione da non dimenticare, ovvero…la Champions League. Ibra in carriera ha vinto tantissimo, ma non ha mai sollevato la coppa dalle grandi orecchie.

Un’altra stagione in campo gli permetterebbe di provare a farlo, ma anche di tornare al gol nella massima competizione europea, un qualcosa che ormai gli manca dal lontano 2016, quando indossava ancora la maglia del Paris Saint-Germain. Poi per lui cinque presenze e zero reti con Manchester United e Milan.

Zlatan con la maglia del Barcellona!

Quindi, un altro obiettivo da porsi. Senza contare che con una rete nella Champions League 2022/23, Ibra si prenderebbe un primato non da poco, perché diventerebbe ampiamente il marcatore più vecchio non solo della Champions League, ma dell’intera storia della Coppa dei Campioni.

Il recordman della nuova versione della competizione è Francesco Totti, che nel 2014 è andato in gol contro il CSKA Mosca a 38 anni, un mese e 29 giorni. Il primato assoluto invece resiste addirittura dal 1960, quando il norvegese Willy Olsen ha segnato a 39 anni, 7 mesi e  6 giorni.

Una eventuale marcatura di Zlatan, che all'inizio della prossima stagione andrà per le 41 candeline, infrangerebbe di gran lunga entrambi i primati. E se proprio il Milan non dovesse riuscire a vincere la Champions, sarebbe comunque intrigante chiudere la carriera facendone la storia…

Dunque, tanti motivi per rimanere in campo, ma altrettanti per decidere di lasciare. Cosa farà Ibra? Di certo, qualcosa di inaspettato. Altrimenti…non sarebbe qualcosa alla Zlatan!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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