Tra le cose che segnano inequivocabilmente l’arrivo della primavera ci sono il ritorno degli uccelli migratori, l’allungamento delle giornate e…la Milano-Sanremo. La classica del ciclismo italiano si svolge infatti da ormai oltre ottant’anni nella settimana della festa del papà ed è per questo conosciuta proprio come Classica di Primavera.

Il percorso della corsa

L'albo d'oro della Classica di Primavera

La Milano-Sanremo negli anni Ottanta

Nibali ed i successi italiani

Tutti i record della Milano Sanremo

L’edizione 2022, poi, coinciderà proprio con la data scelta nel 1937 come giorno di disputa della gara, prima che si passasse a correre il sabato o la domenica più vicino. 

Il percorso della corsa

La corsa in linea più celebre e più lunga d’Italia ha una storia lunga e importante, cominciata nel 1907 e passata quasi indenne attraverso due conflitti mondiali.

L’edizione 2022 sarà infatti la numero 112, perché da quando è stata fondata la Milano-Sanremo non si è svolta in sole tre occasioni: nel 1916, nel 1944 e nel 1945. Ma persino negli altri anni di guerra, i ciclisti sono scesi sulle strade che collegano il capoluogo lombardo con la cittadina ligure. Il percorso, a differenza delle altre classiche, è rimasto quasi del tutto invariato dai primi anni del secolo scorso a oggi.

Matthew Goss vince in volata!

Nei circa 300 chilometri da percorrere, l’insidia maggiore dal punto di vista della pendenza è il Passo del Turchino, che però è abbastanza lontano (si scavalla prima di metà gara) dal traguardo di Sanremo per risultare decisivo come accadeva nei primi decenni di storia della corsa.

Dunque, le azioni che possono cambiare la gara e decidere le relative scommesse sportive sono più probabili sulla Cipressa o sul Poggio, a pochi chilometri dall’arrivo su via Roma, ma di recente è molto più frequente vedere l’arrivo in volata di un gruppo compatto.
 

L'albo d'oro della Classica di Primavera

L’albo d’oro della Milano-Sanremo racconta di vere e proprie fasi nella storia della Classica di Primavera. I primi anni hanno visto affermarsi francesi e belgi, con la prima vittoria tricolore datata 1909 grazie a Luigi Ganna. Poi, il periodo delle due guerre e gli anni successivi hanno visto una striscia quasi continua di vittorie di ciclisti italiani.

Tutti i grandi campioni degli anni Venti, Trenta e Quaranta hanno lasciato il loro segno sulla competizione, a partire da Costante Girardengo, vero dominatore per quasi un decennio, passando al Alfredo Binda e Learco Guerra, per terminare con la leggendaria coppia composta da Gino Bartali e Fausto Coppi. Basterebbe pensare che dal 1914 al 1953, le edizioni che non hanno visto trionfare un italiano sono solamente due, quella del 1935 (con il belga Demuysere) e quella del 1951 (vinta dal francese Bobet).
 
Terminata l’era d’oro del ciclismo italiano, però, per gli azzurri è diventato sempre più complicato affermarsi nella classica che apre la stagione delle grandi corse. Per vedere il primo italiano vincere dopo Loretto Petrucci nel 1953, bisognerà attendere il 1970 con Michele Dancelli, ma è un fuoco di paglia, così come il trionfo di Felice Gimondi.

Gli anni che vanno dal 1954 al 1980 sono quelli del dominio dei belgi (con Merckx, ma anche De Vlaeminck, Van Looy e molti altri) e per un breve periodo dei francesi (Privat, Poulidor e Groussard), con qualche inserimento spagnolo, tedesco, olandese, più la prima vittoria britannica, quella di Simpson nel 1964.
 

La Milano-Sanremo negli anni Ottanta

A ridare un po’ di sprint al ciclismo italiano nella Milano-Sanremo ci pensano gli anni Ottanta, in cui si impongono Pierino Gavazzi (1980), Giuseppe Saronni (1983, dopo tre tentativi consecutivi terminati al secondo posto tra 1978 e 1980) e Francesco Moser. Le altre vittorie sono perlopiù francesi, con il bis di Fignon a fine decennio.

Gli anni Novanta sono invece un testa a testa tra Italia e Germania. Gli azzurri calano cinque vittorie con Gianni Bugno (1990), Claudio Chiappucci (1991), Maurizio Fondriest (1993), Giorgio Furlan (1994) e Gabriele Colombo (1996), mentre i teutonici calano il loro asso nazionale nella Classic di Primavera, quell’Erik Zabel capace di imporsi ben quattro volte tra 1997 e 2001, arrivando anche secondo nel 1999 e nel 2004.
 
A un quinquennio di successi (Mario Cipollini nel 2002, Paolo Bettini nel 2003, Alessandro Petacchi nel 2005 e Filippo Pozzato nel 2006) hanno fatto seguito anche anni complicati per i ciclisti italiani, segnati dalle tre vittorie dello spagnolo Oscar Freire, da quelle di tedeschi come Ciolek e Degenkolb, degli australiani Goss e Gerrans, dei francesi Demare e Alaphilppe e dei soliti belgi, che con Van Aert e Stuyven hanno vinto le ultime due edizioni.

Simon Gerrans vince!

Nibali ed i successi italiani

L’ultimo trionfo italiano è dunque datato 2018, con Vincenzo Nibali. Dall’albo d’oro più recente, si evince poi un dato perlomeno particolare: strano a dirsi, ma il signore del ciclismo su strada degli anni dieci, lo slovacco Peter Sagan, non è mai riuscito a sfilare sul traguardo di via Roma con le braccia alzate.

Il tre volte campione del mondo è arrivato soltanto due volte secondo da favorito per le scommesse ciclismo, nel 2013 dietro a Ciolek e nel 2017 dietro al polacco Kwiatkowski.
 

Vincenzo Nibali nel 2018

Tutti i record della Milano Sanremo

Il plurivincitore per eccellenza è dunque il belga Eddy Merckx, che ha portato a casa sette successi (1966, 1967, 1969, 1971, 1972, 1975 e 1976), seguito da Costante Girardengo, che non solo ha vinto sei volte (1918, 1921, 1923, 1925, 1926 e 1928), ma tra 1917 e 1926 è arrivato per ben dieci volte consecutive sul podio. A quattro trionfi ci sono Gino Bartali (1939, 1940, 1947 e 1950) ed Erik Zabel( 1997, 1998, 2000 e 2001), a tre spuntano Fausto Coppi (1946, 1948 e 1949), Roger De Vlaeminck (1973, 1978 e 1979) e Óscar Freire (2004, 2007 e 2010).

Sette, infine, quelli capaci di imporsi in due edizioni: Gaetano Belloni, Alfredo Binda, Giuseppe Olmo, Loretto Petrucci, Miguel Poblet, Laurent Fignon e Sean Kelly. Per quanto riguarda le vittorie per nazione, l’Italia prende quasi la metà degli allori (51), seguita dal Belgio (22) e dalla Francia (14). Giù dal podio Germania (7), Spagna (5), Paesi Bassi (3), Australia, Irlanda, Regno Unito, Svizzera (tutte a 2), Norvegia e Polonia (con una sola vittoria).

E nel 2022, come andrà? Visto l’inizio di stagione, facile prevedere che la Classica di Primavera quest’anno possa essere una sfida a due, con lo sloveno Tadej Pogačar in forma smagliante, ma insediato dal belga Wout Van Aert, già vincitore nel 2020 e secondo nel 2021, e più adatto alle corse in linea del due volte vincitore del Tour.

Ma di certo, comunque vada, la primavera del ciclismo mondiale parte dal centro di Milano e finisce nel cuore di Sanremo…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. 

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.