Luis Suarez. Edinson Cavani. Diego Forlan, in rigoroso ordine di reti segnate con la maglia della Celeste. Senza voler tornare indietro nel tempo e scomodare una vecchia conoscenza tricolore come Pato Aguilera, l'amatissimo Loco Abreu o un mito del calcio che fu come Hector Scarone, 300 gol con il Nacional ed un gol... olimpico da 40 metri! 

In Uruguay, insomma, i centravanti forti li hanno sempre avuti, che siano animali da area di rigore come il Pistolero, lottatori instancabili come il Matador o ex ali prestate al gol come Diego il Cachavacha. Con predecessori del genere, difficile non sentire sulle spalle il peso di una storia calcistica importante e gloriosa.

Così come è complicato fare abbastanza bene per essere anche soltanto accostati ai nomi che hanno scritto la leggenda del calcio dalle parti di Montevideo. Eppure Darwin Gabriel Núñez Ribeiro, per tutti semplicemente Darwin Núñez, ha tutte le carte in regola per rappresentare il futuro dell’Uruguay.

Record per il calcio portoghese

Un apodo, il classico soprannome del pallone sudamericano, il classe 1999 ancora non ce l’ha, ma non mancano gli accostamenti a Cavani. Sarà per un fisico importante (1.87 per 80kg) unito a un’ottima tecnica di base, oltre che per la capacità di giocare sia da centravanti che da ala, come faceva il Matador nel primo periodo della sua carriera.

E proprio come l’attuale numero 7 del Manchester United, squalificato in modo assurdo ad inizio 2021, anche l’attaccante del Benfica si è scoperto goleador dopo qualche tempo. Quando indossava la maglia del Peñarol non era poi così implacabile, ma gli è bastato un anno in Spagna, con la maglia dell’Almeria in Segunda Division, per capire che con la porta ha un feeling che non tutti possono vantare.

Sedici marcature in 32 partite, abbastanza per attrarre l’interesse delle Aquile di Lisbona, che per portarlo in Portogallo hanno dovuto battere tutti i record: con 24 milioni di euro di cartellino, Núñez è il calciatore più costoso della storia del campionato lusitano. E finora i risultati sono ottimi, considerando che tra Primeira Liga e Europa League sono arrivati sei gol e sei assist.

Video condiviso dalla pagina YouTube di Thiago Productions

Numeri che però non spiegano bene l’apporto del numero 9: vanno aggiunti anche cinque assist nelle prime cinque partite hanno fatto decollare il Benfica. In Europa, numeri opposti, con cinque gol in altrettante partite tra cui la tripletta che è valsa la vittoria contro il Lech Poznan e la qualificazione ai sedicesimi per le scommesse online.

Vi ricordate di Perdomo

La storia di Núñez, in ogni caso, è particolarmente cara agli uruguaiani, perché rappresenta il classico esempio di come il calcio da quelle parti sia un modo per sfuggire a una vita complicata. Per lui, nato nel Barrio di El Pirata ad Artigas, l’infanzia non è un momento da ricordare con molta felicità. Padre muratore, che ancora oggi non ha smesso di lavorare nonostante suo figlio abbia già quattro presenze (e due reti) con la nazionale del Maestro Tabarez, e madre che pur di portare un minimo di cibo a tavola faceva veramente tutto il possibile, incluso raccogliere bottiglie in giro per la strada.

Per farlo emergere c’è voluto l’occhio lungo di un ex centrocampista della Celeste, con un breve passato in Italia. Josè Perdomo è ricordato nel Belpaese per una stagione al Genoa (1989/90) e soprattutto per la celebre frase di Boskov, che prima di un derby aveva chiosato: “Se sciolgo il mio cane, gioca meglio di Perdomo”. Sarà, ma El Chueco in questo caso fa meglio dell’animale di compagnia del compianto Vuja e decide che quel ragazzino abbastanza magro (anzi, quasi denutrito) di appena quattordici anni può far parte della escuela dei Carboneros.

Da Artigas, che è al confine col Brasile, a Montevideo la distanza è parecchia: 700 km, un’infinità per un ragazzo che non può neanche portare con sé i suoi genitori. Ecco perché più di una volta il giovanissimo Núñez pensa di lasciare e che forse il modo migliore di aiutare la famiglia è quello di tornare a casa e trovare un lavoro “vero”. Il suo di lavoro, però, il classe 1999 lo fa anche parecchio bene, al punto che ad appena diciotto anni viene lanciato nella mischia.

Il campionato uruguaiano non è esattamente tra i più teneri al mondo, ma Núñez sa il fatto suo e quando viene chiamato in causa dà sempre il suo contributo. Lo notano anche i tecnici dell’Under-20, che lo convocano sia per il Sudamericano 2019 che per il Mondiale dello stesso anno. Le prestazioni sono più che positive e portano a due risultati non indifferenti: il trasferimento all’Almeria per 7 milioni di euro e la prima presenza in nazionale, con tanto di gol in amichevole contro il Perù. E il resto è storia recente.

Un futuro da bomber

Cosa riserva il futuro a Darwin Núñez, simile a Cavani per generosità in campo, altruismo e capacità di calciare verso la porta con entrambi i piedi? Difficile a dirsi, ma le voci che vogliono le big del Vecchio Continente interessate ai suoi servigi si moltiplicano. Addirittura dalla Spagna sussurrano che il Barça voglia renderlo l’erede del suo compagno di nazionale Luis Suarez, ma che anche dalla Premier League le sue prestazioni vengano seguite con parecchia attenzione.

 

Quel che è certo è che il Benfica come spesso accade ci ha visto lungo rispetto a tante squadre italiane protagoniste settimanalmente delle quote calcio Serie A: il contratto da 1,4 milioni di euro netti all’anno del centravanti scadrà nel 2025 e soprattutto prevede una clausola rescissoria da 150 milioni di euro, che qualcuno, prima o poi, potrebbe anche decidere di  andare a negoziare per assicurarsi uno dei bomber del futuro. Del resto, Tiago Pinto, Rui Costa e gli altri non certo per caso sono stati in grado di incassare quasi un miliardo di euro in dieci anni dalle cessioni…

*L'immagine di apertura dell'articolo è di Armando Franca (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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