Quando nel 2011 il Paris Saint-Germain è stato acquistato dal fondo Qatar Sports Investment, il mondo del calcio (e non solo) ha fatto la conoscenza di quello che da oltre un decennio è il numero uno al Parco dei Principi: Nasser Al-Khelaifi. Nato a Doha nel 1973, NAK, come spesso lo abbreviano numerose testate, ha portato il club parigino a diventare sovrano quasi incontrastato della Ligue 1 e a sfiorare la vittoria della Champions League attraverso investimenti pazzeschi.

Quante cariche per Al-Khelaifi

Il fondo QSI vale 300 miliardi di euro

Gli investimenti di Al Khelaifi in Italia

Al-Khelaifi e la beIN Sports

E anche a livello personale è riuscito a emergere tra i dirigenti del calcio continentale, assumendo la presidenza dell’ECA (l’European Club Association) dopo il no alla Superlega dell’aprile del 2021. Tra gli altri impegni ufficiali a livello sportivo, il presidente del PSG è, poco sorprendentemente, anche in prima fila nell’organizzazione dei mondiali 2022 in Qatar.

Quante cariche per Al-Khelaifi

Ma come è arrivato Nasser Al-Khelaifi a questo livello di influenza? Tutto nasce…dal tennis. Al-Khelaifi ha infatti fatto parte del circuito ATP, raggiungendo il suo miglior ranking nel 2002 con l’entrata nella top 1000 al 995simo posto. In compenso ha fatto relativamente bene in Coppa Davis, rappresentando il Qatar e raggiungendo un buon numero di vittorie nella competizione.

Proprio come nazionale di tennis ha conosciuto quello che nel 2013 è diventato il nuovo Emiro del Qatar, Tamīm bin Ḥamad Āl Thānī.

La sua amicizia con l’allora principe ereditario ha permesso ad Al-Khelaifi di diventare uno dei suoi collaboratori più stretti e soprattutto il suo braccio destro a livello sportivo, con la guida del fondo QSI. E non solo. La sua posizione lo porta anche a ricoprire ruoli dirigenziali in altre imprese a guida qatariota, come il beIN Media Group, che a sua volta possiede beIN Sports e che ha acquistato addirittura il 51% delle quote dalla casa di produzione americana Miramax.

Insomma, il figlio di un pescatore di perle di Doha di strada ne ha fatta eccome, fino ad arrivare a diventare un personaggio pubblico con un altissimo livello di influenza in diversi ambiti.

Tra le altre cose, infatti, Al-Khelaifi è anche presidente della federazione qatariota di tennis e vice-presidente della federazione asiatica. Sommando tutte le cariche, logico immaginare che il patrimonio personale del numero uno del Paris Saint-Germain sia enorme: sarebbe straordinario averlo alla guida di un club di serie A che diventerebbe, immediatamente, favorito per le scommesse Italia!

Al-Khelaifi

Il fondo QSI vale 300 miliardi di euro

Ma ci si può fermare soltanto a congetture, visto che nel corso degli anni ogni tentativo di stabilire quale sia la fortuna di Al-Khelaifi è stato poco fruttuoso. Il dirigente del QSI è riuscito a tenere la sua vita privata e le sue finanze lontano da occhi indiscreti, anche se non mancano notizie non ufficiali che quantificano le sue risorse in miliardi di dollari e che gli accreditano la proprietà di numerose proprietà di lusso in giro per il mondo.

Il punto è che persino la redazione di Forbes, che solitamente è in grado di stimare la ricchezza individuale di un individuo con una certa precisione, non è stata in grado di includere Al-Khelaifi all’interno della sua celeberrima rich list. Il problema è infatti il rapporto quasi simbiotico con gli affari dell’Emiro Al-Thani, che rende complicato capire cosa il presidente del PSG effettivamente possegga e cosa semplicemente gestisca per conto del capo di Stato.

Dunque, è assai più semplice cercare di capire quanto vale il fondo QSI, di cui Al-Khelaifi ha la piena disponibilità economica.

Anche in questo caso, però, le difficoltà non mancano. Il QSI è infatti solo una divisione della Qatar Investment Authority, il fondo nazionale sovrano del Qatar, il cui compito è quello di diversificare gli asset della nazione del Golfo Persico, per evitare che la ricchezza del paese sia troppo legata solo alla produzione di petrolio.

Al-Khelaifi con Leonardo in tribuna!

Dunque, quanto vale l’intera QIA? Tanto, tantissimo, oltre 300 miliardi di dollari. E i suoi investimenti sono davvero disparati, considerando che si parla di patrimoni immobiliari sparsi in tutto il mondo, quote parziali o totali di aziende e di marchi e ultimamente anche un certo interesse per le start-up. 

Meglio fare qualche esempio. Lo Shard, il celebre grattacielo londinese progettato da Renzo Piano, è stato finanziato per l’80% dei costi di costruzione dal fondo qatariota, così come la maggior parte delle nuove costruzioni nel quartiere di Canary Wharf. Un calcolo della CNBC spiega addirittura che nella sola Londra, la Qatar Investment Authority possiede più proprietà della stessa Regina Elisabetta, comprese quote in aziende simbolo del Regno Unito come Harrods e Sainsbury.

Gli investimenti di Al Khelaifi in Italia

Anche altrove però gli investimenti vanno forte, come spiega il 10% della proprietà del fondo che gestisce l’Empire State Building o l’acquisto di una delle Asia Square Tower di Singapore per la modica cifra di 2,5 miliardi di dollari.

Non mancano gli investimenti in Italia, con proprietà in Costa Smeralda, l’acquisto dello storico Hotel Gallia e il contributo al piano di sviluppo Porta Nuova. E, visto che potrebbe esserci la necessità di muoversi per controllare tutte queste proprietà, la QIA possiede anche una quota di Uber, l’azienda leader nel car sharing.

Per quanto riguarda il fondo Qatar Sports Investment in sé, invece, ci sono diverse imprese gestite e controllate. Oltre al PSG, il fondo ha anche acquistato il club di pallamano della capitale, rinominando anch’esso Paris Saint-Germain, con l’obiettivo di creare un brand riconoscibile.

Anche in questo caso, il club ha mietuto successi nel campionato francese, senza però mai vincere la Champions League. E proprio come i colleghi del pallone, il PSG di pallamano ha all’attivo una finale persa (nel 2017) e diverse sconfitte in semifinale.

Al-Khelaifi e la beIN Sports

Dal punto di vista del connubio tra sport e business, la prima grande offensiva è invece stata quella che riguarda i diritti televisivi della Ligue 1, complice ovviamente l’acquisto del PSG e renderlo un team di livello internazionale, sempre favorito per le scommesse calcio!

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A questo riguardo, forte è stata la joint venture con beIN Sports, che si è aggiudicata la trasmissione nel paese transalpino del campionato francese e della maggior parte delle altre grandi competizioni.

Il portfolio QSI comprende anche la Burrda, un brand sportivo e di abbigliamento qatariota nato nel 2007, oltre che la NextStep Marketing, azienda che si occupa di merchandising e soprattutto dell’organizzazione di eventi sportivi, in particolare quelli che si tengono in Qatar. Insomma, è difficile stabilire quanto possieda di suo Al-Khelaifi. Ma il denaro che è in grado di gestire è decisamente tantissimo…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

 
Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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