Essere una società ricca, con un proprietario che può permettersi spese pazze, non significa per forza di cose dover investire senza criterio sul mercato. Le grandi squadre sono tali anche perchè, oltre che pensare al presente, lanciano sempre un occhio al futuro. E persino il Chelsea, che all’arrivo di Abramovich si era presentato alla Premier come un perfetto e vincente instant-team, nel corso degli anni ha puntato sempre di più ad accaparrarsi giovani talenti da far crescere e sbocciare a Stamford Bridge.

 

 

L’ultima nidiata, quella che con Lampard in panchina ha portato in pianta stabile, causa anche blocco di mercato, tra i titolari Abraham, Hudson-Odoi, Mount e Tomori, promette davvero bene. Ma attenzione, perché non sempre i Blues sanno riconoscere i talenti. Anzi, a volte li bruciano e li lasciano andare troppo presto.

L’ultimo esempio in ordine di tempo è una delle nuove stelle della Serie A. Jeremie Boga è cresciuto nella Academy del club londinese, ma non è mai stato considerato un potenziale calciatore da Chelsea. La società lo ha spedito in prestito in Francia (Rennes) e Spagna (Granada), per poi mandarlo al Birmingham City e infine cederlo definitivamente al Sassuolo.

In neroverde il francese naturalizzato dalla Costa d’Avorio è arrivato nel 2018 per una cifra poco superiore ai tre milioni, ma le sue prestazioni nel campionato italiano hanno fatto drizzare le antenne a molti club. Chelsea compreso, che stavolta, memore delle esperienze passate, ha inserito una clausola di recompra quando ha deciso di lasciarlo andare. Riportarlo a Londra potrebbe costare parecchio, ma almeno non si corre il rischio di perdere definitivamente un talento.

La coppia belga - Come è invece avvenuto con uno dei calciatori più importanti del nostro torneo. Romelu Lukaku è stato portato in Inghilterra ancora giovanissimo, quando gli scout del Chelsea hanno notato un ragazzone di sedici anni che con la maglia dell’Anderlecht spaccava già le porte. Lukaku è stato a lungo considerato il centravanti del futuro dei Blues, ma le cose non sono andate come si pensava. Dopo una prima stagione, il belga finisce in prestito al WBA, dove si mette in luce. Ma l’anno dopo Mourinho, appena tornato a Stamford Bridge, lo spedisce di nuovo in prestito, stavolta all’Everton, che nel 2014 dopo lo acquista per 28 milioni di sterline.

Qualche anno dopo Conte sta per spenderne 75 per riportarlo indietro, ma Lukaku opta per lo United. E adesso se lo gode l’Inter, che per portarlo in Serie A ha dovuto sborsare 65 milioni di euro ai Red Devils.

La stagione 2013/14 è anche quella che segna il destino di un campione conclamato del calcio mondiale. Un altro belga che non convince per nulla Mourinho. Kevin De Bruyne viene acquistato dal Genk per 8 milioni di euro, ma non rientra nelle grazie del portoghese. Che, in maniera abbastanza sincera, gli spiega che nelle sue gerarchie il centrocampista è il sesto del reparto. Dunque, meglio lasciare il Chelsea e cercare fortuna altrove dopo appena sei mesi.

Missione decisamente compiuta, perché De Bruyne passa appena una stagione e mezza al Wolfsburg, che lo paga 16 milioni e ne riceve 78 dal Manchester City. Vista l’importanza del belga nell’economia dei Citizens, un affare per il club mancuniano. E uno spreco clamoroso per il Chelsea, che ha lasciato andare un talento incredibile per pochi milioni.

Il campione che non ti aspetti - A Stamford Bridge, però, sembrano davvero non imparare mai. Nel 2014 arriva a Londra un ragazzo egiziano veloce come un fulmine e dal sinistro d’oro. Momo Salah viene acquistato dal Basilea per 15 milioni di euro, ma non è ancora il calciatore devastante e sicuro di sé degli ultimi anni. Mourinho lo giudica troppo debole caratterialmente e lo lascia prima andare in prestito alla Fiorentina e poi ne avalla la cessione definitiva alla Roma.

In giallorosso l’egiziano si afferma e nel 2017 passa al Liverpool per 50 milioni di euro. Un acquisto che cambia il volto della squadra di Klopp, con cui vince per le quote calcio la Champions 2018/19 e si aggiudica due volte il Pallone d’Oro africano, sfiorando quello mondiale. Non male per chi non aveva personalità sufficiente per essere da Chelsea.

In mezzo a giocatori di livello internazionale, sembra quasi blasfemo nominarlo, ma anche Nathan Akè rientra perfettamente nel gruppo dei talenti bruciati dal Chelsea. Il difensore (ma anche centrocampista) olandese viene prelevato dalle giovanili del Feyenoord nel 2011 e sembra destinato a guidare la retroguardia dei Blues.

Il riccioluto classe 1995, però, non riesce mai a giocare con continuità a Stamford Bridge e nel 2017, dopo parecchi prestiti, viene ceduto a titolo definitivo al Bournemouth, dove si afferma come uno dei migliori giovani della Premier League. Al punto che, neanche a dirlo, Abramovich potrebbe essere costretto a spendere quasi cinquanta milioni per… riportarlo a casa! Un altro piccolo grande esempio delle valutazioni a volte poco lungimiranti da parte del club londinese…

*La foto di apertura dell'articolo è di Kirsty Wigglesworth (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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