Prendete un giovane londinese che a 18 anni segna il suo primo gol in Premier League e avete già la nuova promessa del calcio inglese. Joe Cole è, con ogni probabilità, uno dei più grandi “What If” degli ultimi anni in Inghilterra. Nato a Londra nel 1981, il talentuoso trequartista si mette in mostra con la maglia del West Ham, esordendo in Premier all’età di 17 anni all’Old Trafford contro il Manchester United.

 

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Il primo gol tra i professionisti è arrivato qualche mese dopo, appena maggiorenne, nel quarto turno di Coppa di Lega sul campo del Birmingham. Una rete tra l’altro pesantissima, trovata a un minuto dal termine per il definitivo 2-3 degli Hammers.

La stagione 1999/2000 è decisiva per Joe Cole, visto che il tecnico degli Hammers Harry Redknapp gli garantisce il posto da titolare ad appena diciotto anni per quasi tutta l’annata come esterno di destra nel 4-4-2 del West Ham. Dopo quattro stagioni da protagonista con la maglia degli Hammers, all’età di 22 anni il grande salto di qualità e il passaggio al nuovo Chelsea, presentato insieme ad un campione come Veron, di Roman Abramovich per circa 10 milioni di euro. 

Ad un passo dall'esplosione

Dopo la prima stagione d’ambientamento con sole tre reti messe a segno, l’arrivo di José Mourinho cambia radicalmente le prospettive di Joe Cole. Il tecnico portoghese crede molto nelle qualità del londinese, perfetto per la sua duttilità tattica nello scacchiere dello Special One. Trequartista o esterno, Joe Cole garantisce un alto rendimento specialmente nella seconda parte di stagione.

Dopo un infortunio che lo tiene ai box per circa due mesi, dall’inizio del 2005 l’ex West Ham trova la continuità e chiude la stagione con nove gol realizzati, sette dei quali da fine dicembre in poi. Sembra essere arrivato il suo momento, come dimostra anche la stagione 2005/06 quando per la prima volta Joe Cole supera i dieci gol stagionali.

Per gli amanti delle statistiche e delle scommesse con il Chelsea vince per la seconda volta la Premier League e vola in Germania per il Mondiale del 2006 come titolare inamovibile dell’Inghilterra di Sven Goran Eriksson.

Ala sinistra nel 4-4-2 del tecnico svedese, Joe Cole trova anche il primo gol, una rete straordinaria, ad un Mondiale nel pareggio per 2-2 contro la Svezia con cui gli inglesi blindano il primo posto nel gruppo B. La dolorosa eliminazione contro il Portogallo ai rigori spinge Eriksson a lasciare l’Inghilterra, ma sembra solo l’inizio per la carriera di Joe Cole in Nazionale. 

In una partita con la nazionale inglese!

I maledetti infortuni

In una squadra dall’enorme tasso tecnico come quel Chelsea, basta un minimo problema a cambiare le gerarchie. La stagione 2006/07 è il preludio alla seconda parte della carriera di Joe Cole. L’inglese infatti inizia l’annata con diversi problemi muscolari che lo portano a giocare solamente una gara da titolare in Premier nelle prime quattordici giornate.

Poi il crac, il primo grande infortunio che lo tiene ai box per oltre 4 mesi, prima del rientro in campo ad aprile per le ultime giornate di Premier.

Joe Cole però non molla e nella stagione 2007/08 torna ad essere protagonista e segna ancora una volta dieci gol in stagione, servendo anche otto assist ai compagni ed andando davvero ad un passo dal trionfo in Champions nella finale di Mosca, giocata da titolare, e contro i favori delle scommesse calcio, persa solo ai rigori con lo United.

La stagione 2008/09 segna, di fatto, la fine della carriera di Joe Cole. La rottura del crociato nel gennaio del 2009 lo tiene fuori dal campo per oltre 9 mesi, torna in campo la stagione successiva e dopo un’annata da due reti in Premier il Chelsea lo cede al Liverpool.

Nonostante la stagione negativa, Capello decide di convocarlo ugualmente per i Mondiali del 2010: in Sudafrica giocherà solamente 40 minuti ricoprendo un ruolo ben diverso all'interno della ros inglese rispetto a quello di quattro anni prima in Germania.

L’avventura col Liverpool inizia malissimo per i Reds, ma bene per Joe Cole che riesce a trovare spazio da titolare nei primi tre mesi anche se la squadra di Hodgson, colleziona solo dodici punti nelle prime dieci giornate. A novembre l’ennesimo infortunio che frena Joe Cole, un mese di stop per un problema muscolare prima di ulteriori problemi con il ginocchio che lo spingono a un lento, ma inesorabile declino.

Nella straordinaria, ma incompiuta, generazione di talenti inglesi nati nei primi anni Ottanta Joe Cole era pronto a diventare un protagonista assoluto. Il più grande “What If” del calcio inglese, quei due maledetti infortuni nel 2007 e nel 2009 che hanno tolto al Chelsea e alla nazionale un trequartista di enorme talento che nonostante la sfortuna ha chiuso la sua carriera con quasi 400 presenze in Premier e cinquanta partite, caps, con la maglia della nazionale inglese. 

*Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di Kirsty Wigglesworth ed Hans Punz.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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