I ritorni a casa sono visti sempre come una delusione. La classica parabola del figliol prodigo che torna a casa a testa bassa dopo aver sperperato le sue ricchezze vale per quasi tutti. Non vale, però, per i giocatori tornati a giocare nel proprio paese dopo qualche anno in NBA. Anche dopo stagioni deludenti chi decide di tornare a casa ha sempre strappato sontuosi contratti, monetizzando alla grande l'esperienza americana. Andiamo a vedere qualche esempio. 

Non solo Marco Belinelli alla Virtus nel 2020, quindi, ma tanti esempi, in precedenza, di giocatori italiani e spagnoli!

Stefano Rusconi

Il 12 novembre 1995 diventa il primo italiano in assoluto a giocare in NBA. Dopo i primi anni di Varese accetta un’offerta di trasferimento ai limiti della follia, parliamo di quasi venti miliardi di vecchie lire, e si sposta alla Benetton Treviso.

Visti gli anni d'oro di Treviso i Suns gli offrono un triennale da 400,000 dollari a stagione. Passa appena un anno però e Stefano, stanco della NBA, se ne torna a Treviso grazie alla clausola “Italy-escape” inserita nel suo contratto con i Suns. A Treviso ottiene un contrattone da più di 700 mila dollari l'anno.

Vincenzo Esposito

Nello stesso anno di Rusconi firma un contratto come undrafted player anche lui triennale da 800 mila dollari a Toronto. Anche lui stecca in America e non riesce a sfondare. Ma il suo valore non cede nulla, anzi. Tornato a casa strappa alla Scavolini Pesaro un super contratto da un miliardo di lire l'anno, oltre ai circa 700 milioni di lire che Pesaro paga alla Fortitudo Bologna per rilevare i diritti federativi sul tesseramento di cui gli emiliani erano ancora detentori.

Gigi Datome

Nel 2013 firma coi Detroit Pistons un biennale da undrafted dopo la magica cavalcata con la Virtus Roma terminata con la finale scudetto. Contratto da 1,750,000 dollari. Torna in Europa dopo una sfortunata parentesi ai Celtics e firma un contratto coi turchi del Fenerbache per la modica cifra di 1,750,000€ a stagione e col cambio euro/dollaro ci guadagna eccome.

Andrea Bargnani

Nel 2016, dopo aver rescisso il suo ultimo contratto NBA coi Brooklyn Nets, torna in Europa al Baskonia di Vitoria che allora stava cercando di allestire una corazzata per dare l'assalto all'Eurolega da favorita per le scommesse basket, sfumata in semifinale a Berlino l'anno prima. Firma un biennale milionario che però rescinde dopo appena 16 partite per chiudere la carriera e tornare a fare il ragazzo low profile a Roma.

Juan Carlos Navarro

Stessa storia vale anche per i cugini iberici. Navarro dopo anni passati a dominare al Barca prova nel 2007 l'avventura in NBA col suo fedele compagno di mille avventure in nazionale Pau Gasol. Va a Memphis a firmare uno dei peggiori contratti NBA di quegli anni.

Si accontenta di appena 540.000 dollari che in quegli anni, al cambio, sono circa 350.000€. L'anno dopo però concorda un ingaggio da favola perché se ne torna a casa al Barca a firmare il contratto di giocatore più pagato dalla lega spagnola a 3 milioni l'anno.

Rudy Fernandez

Cresce nella Joventut Badalona e nel 2007, a 22 anni viene scelto in NBA dove gioca per 4 stagioni. In America diventa un giocatore importante ma ritorna a casa per monetizzare. In patria lo firma il Real Madrid con un contratto che in NBA si sarebbe sognato: un bel triennale da 3 milioni a stagione! 

Jose Garbajosa

Anche lui dopo due stagioni ai Toronto Raptors nel 2008 se ne torna in Europa e firma un ricco biennale da 3 milioni a stagione con i russi del Khimki.

*Il testo dell'articolo è di Jacopo Manni; la foto di Ralph Freso (AP Photo).

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