Corre l’anno giubilare 2000. È fine maggio. La Lazio è appena diventata campione d’Italia. La capitale è spaccata: da un lato i tifosi biancocelesti, ebbri di gioia; dall’altra quelli giallorossi, esasperati per aver visto trionfare i cugini dopo anni di promesse di gloria disattese. In questo chiaroscuro di emozioni irrompe il presidente Franco Sensi. Un martedì mattina i giornali aprono con una notizia bomba: «Batistuta è della Roma. Affare da 110 miliardi».

Altro che Bartelt e Fabio Junior, l’estroso patron romanista ha deciso di fare sul serio acquistando quel centravanti che davvero sposta gli equilibri di una squadra. Folta chioma e insaziabile voracità di gol, il “Re Leone” è colui che guiderà la Lupa alla conquista dell’agognato tricolore.

La concorrenza

Ma per far sbarcare Batistuta a Trigoria Sensi sostiene un titanico esborso. Sono anni che il nome del centravanti della Fiorentina viene accostato ai club italiani e non solo con maggiori potenzialità economiche. Lo cercano Real Madrid, Manchester United e Milan, come lui stesso ammetterà dopo il ritiro. Ci provano anche Massimo Moratti e Sergio Cragnotti, con il direttore sportivo della Lazio Nello Governato che tenta una asfissiante corte nei confronti di Cecchi Gori. Nulla di fatto.

Per far muovere Batistuta dalla “sua” Firenze, dove è più di un semplice idolo, serve una quantità di denaro immensa. Le richieste della Fiorentina fanno paura persino a società solitamente rapide a metter mano al libretto degli assegni. Stavolta il colpo lo fa un outsider degli affari top qual è Franco Sensi. Sia chiaro, in anni di presidenza non ha certo lesinato, ma mai aveva messo sul piatto una cifra così alta per un solo giocatore battendo l’agguerrita concorrenza.

 

Le cifre dell’affare

Poche ore prima dell’annuncio ufficiale, è lo stesso Cragnotti a concedere l’onore delle armi al collega romanista. «Lo lascio a Sensi», dice il presidente della Lazio. Batistuta passa dalla Fiorentina alla Roma per la cifra monstre di 70 miliardi delle vecchie lire, l’acquisto più costoso della storia del club capitolino, da poco quotato a Piazza Affari. Ma i soldi pagati a Cecchi Gori non bastano. Sensi deve compiere un ulteriore sacrificio per convincere il calciatore ad accettare la Roma rifiutando le sirene di squadre apparentemente più competitive.

E così all’argentino viene garantito un ingaggio lordo da 14,8 miliardi di lire a stagione per tre anni: oltre 44 miliardi complessivi. Il totale della spesa sostenuta dalla Roma si aggira dunque attorno a 110 miliardi. Al cambio di 1.936,27 lire per 1 euro, la cifra equivale a più di 56 milioni di euro. Nelle casse della Fiorentina, sempre secondo lo stesso cambio, i milioni che oggi andrebbero sono 36,15. Però, forse, è più opportuno considerare queste cifre... al 2020!

Le cifre aggiornate ad oggi

Un simile confronto, appunto, possiede più di qualche lacuna. L’operazione andrebbe aggiornata considerando non i valori nominali ma i valori reali dell’esborso di Sensi. Ebbene, se attualizziamo i costi al 2020, tenendo conto dell’effetto dell’inflazione, il prezzo totale dell’affare Batistuta che ha immediatamente catapultato la Roma da un sesto posto a favorita per le scommesse serie A sarebbe di più di 74 milioni di euro, dei quali 47 milioni andrebbero nelle casse della Fiorentina: la fonte è l’infodata del Sole24Ore.

Cifre ancora più alte secondo Playratings. Nel 2017, in occasione del passaggio di Neymar dal Barcellona al Paris Saint Germain per la cifra record di 222 milioni di euro, l’agenzia specializzata nell’analisi finanziaria ed economica sul valore dei calciatori ha stilato un grafico interessante. Da esso si evince la cifra aggiornata degli affari più costosi della storia considerando non solo l’inflazione, ma anche età del calciatore, durata del contratto, potenzialità economica dei club protagonisti degli affari.

Batistuta, va quindi ricordato, quando passa alla Roma ha compiuto già 31 anni (è nato l’1 febbraio 1969), ha collezionato 269 partite e 168 gol con la maglia viola in Serie A con una parentesi in serie B. Alla luce di questi dati, Playratings ritiene che l’affare Batistuta costerebbe in totale 281 milioni di euro.

Più del “Re Leone” a Sensi, costerebbero solo Ronaldo “il fenomeno” a Moratti (433 milioni), Maradona a Ferlaino (345 milioni), Platini agli Agnelli e Vieri a Cragnotti (334 milioni), nonché Van Basten a Berlusconi (328 milioni, a fronte di un pagamento effettivo di un miliardo e 750 milioni che, nel 1987, il Milan versò nelle casse dell’Ajax).

*Il testo dell'articolo è di Federico Cenci; l'immagine di Domenico Stinellis (AP Photo).

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