In Brasile, chi ama il calcio ha davvero l’imbarazzo della scelta. Ci sono partite ovunque e a ogni livello. E persino quando si parla delle squadre più importanti, le competizioni a cui prendono parte i grandi club sono numerose e prendono tutto l’arco della stagione.

Come nasce il Brasileirao

Il Clube dos 13 e la scissione

Il Vasco Da Gama Campione nel 2000

Le favorite del Brasileirao 2022

I talenti da seguire in Brasile

Continuano ad esistere per tradizione i campionati statali, nati dalla necessità di organizzare tornei in cui le squadre… potessero raggiungersi facilmente, viste le distanze enormi che ci sono tra luoghi della stessa nazionale, che si tengono tra gennaio ed aprile.

Come nasce il Brasileirao

E poi, tanto per non lasciare neanche un attimo di respiro, c’è il Campeonato Brasileiro Série A, che quasi tutti chiamano Brasileirão, che tra maggio e dicembre mette di fronte le venti migliori squadre di tutto il Brasile. Un torneo che ha una storia talmente particolare da essere leggendario, sia per i calciatori che nel corso dei decenni hanno preso parte alla competizione, che per le tante, tantissime formule diverse che si sono succedute…

Il Brasileirão nasce, ufficialmente, nel 1971 ed è l’erede di due competizioni distinte, la Taça Brasil e il Torneo Roberto Gomes Pedrosa, che si sono disputate tra 1959 e 1970 (persino contemporaneamente nello stesso anno come nelle stagioni 1967 e 1968) per assegnare i posti delle squadre brasiliane alla Copa Libertadores.

I primi anni però sono all’insegna della confusione, sia per i partecipanti che per la formula, che cambia di stagione in stagione. Per decidere chi gioca si comincia con gli inviti e senza retrocessioni, mentre per il modo di definire la squadra campione si va da tre turni a gruppi, fino a fasi finali a eliminazione diretta.

La confusione è tale che nell’edizione 1979, a cui partecipano addirittura 94 squadre, alcuni club di San Paolo decidono di non giocare perchéè per necessità di terminare il campionato statale chiedono di essere qualificate d’ufficio al terzo turno, invece di partire dal secondo, vedendosi rifiutare tale pedido.

Il Clube dos 13 e la scissione

Fino al nuovo millennio la formula continua a cambiare, presentando sempre più spesso una fase finale a eliminazione diretta. Nel 1987 c’è addirittura una scissione. La CBF decide di organizzare un campionato a 28 squadre, ma lascia fuori sia il Botagofo che il Coritiba. Il Clube dos 13, che gestisce gli interessi delle grande squadre, decide di creare il suo campionato, invitando altri tre club (Coritiba compreso).

La federazione fa il suo torneo ed elegge la squadra campione, mentre quella che trionfa nel campionato parallelo (ovvero il Flamengo) vedrà la sua vittoria riconosciuta solo nel 2010 e poi immediatamente cancellata dopo un ricorso.

Dopo questo caos si comincia a ricorrere a un sistema che prevede promozioni e retrocessioni per determinare le squadre partecipanti, senza che però la formula con vari gironi e turni intermedi venga troppo modificata. Nel 1993, dalle 20 delle stagioni precedenti le partecipanti diventano 32, per poi tornare 24 o diventare improvvisamente 26.

Il Vasco Da Gama Campione nel 2000

Nel 2000, poi si raggiunge il massimo numero di partecipanti. La CBF viene portata in tribunale dal Gama, retrocesso nella stagione precedente, in cui era stato utilizzato il sistema “all’argentina”, ovvero, la retrocessione delle squadre con la media punti peggiore tra campionato 1998 e 1999.

La Federazione lascia dunque l’incombenza di gestire il campionato al  Clube dos 13, che crea la Copa João Havelange, a cui partecipano 116 squadre, divise in quattro moduli che si svolgono in diversi turni, più una fase finale.

La punizione di Juninho al Vasco!

Per stabilire il club campione del Brasile (che sarà il Vasco Da Gama) ci vogliono 1065 partite. Bisogna aspettare il 2003 per vedere il primo campionato con girone all’italiana, da 20 partecipanti, in cui il titolo viene assegnato alla squadra che fa più punti in partite di andata e ritorno, con cui si disputerà anche l’edizione 2022 del Brasileirão.

Le favorite del Brasileirao 2022

A proposito, quali sono le squadre favorite per il prossimo campionato? A guidare le candidate c’è l’Atletico Mineiro campione in carica, che grazie ai gol di Hulk, al ritorno in Brasile di Diego Costa e una bella colonia di ex Serie A (Arana, che ha giocato all’Atalanta, l'ex romanista Dodo e l’oggetto misterioso del Napoli Edu Vargas) ha vinto il suo primo titolo dopo 50 anni.

Sempre sulla cresta dell’onda anche le due squadre che si sono giocate l’ultima Copa Libertadores, il Flamengo e il Palmeiras. I rossoneri, che hanno appena assunto Paulo Sousa, protagonista di tanti successi bianconeri in calmpo quando la Juve era sempre la favorita nella lavagna delle scommesse Italia, come tecnico e che in attacco schierano l’ex inter Gabigol, hanno vinto le edizioni 2019 e 2020, mentre il Verdão non porta a casa il titolo dal 2018.

Dopo le tre grandi favorite, ma a una certa distanza, altri club come Internacional, RB Bragantino e São Paulo sono intenzionati a giocarsi le loro chances.

L’albo d’oro favorisce il Palmeiras, Campione della Liberta, che ha collezionato 10 titoli, contribuendo a rendere lo stato di San Paolo il più vincente (32), così come la città stessa (23 titoli tra Palmeiras, Corinthians, São Paulo), che guida davanti a Rio de Janeiro (a 17, grazie a Flamengo, Fluminense, Vasco da Gama e Botafogo).

I festeggiamenti del Palmeiras

I talenti da seguire in Brasile

E chissà quali nuovi talenti lancerà il campionato brasiliano nella stagione che verrà. Negli ultimi anni, molti giovani sono arrivati in Europa dopo aver fatto molto bene in patria, ma ce ne sono altrettanti che stanno ancora aspettando di fare il grande salto.

Nella squadra di Tite che ha dominato le qualificazioni sudamericane, Guilherme Arana è il padrone della fascia difensiva; il classe 1997 rappresenta, simbolicamente, i suoi connazionale che giocano il Brasileirao!

Forse il giovane da seguire con maggiore attenzione è Luiz Henrique, attaccante classe 2001 del Fluminense!

Luiz Henrique talento offensivo del Fluminense!

Nell’ultima stagione sono partiti Yuri Alberto (direzione Zenit), Matheus Henrique (Sassuolo), Kayky (Manchester City) e Kaio Jorge (Juventus), ma di recente si sono messi in mostra anche Antony, nuova stella dell’Ajax, Joao Pedro, che sta facendo bene al Watford, per non parlare ovviamente dei giovani talenti che sono finiti direttamente in una big, come il trio Vinicius Junior-Rodrygo Goes-Reinier, costato al Real Madrid oltre 100 milioni di euro, o Lucas Paquetà, passato per il Milan e attualmente uno dei migliori calciatori della Ligue 1 al Lione.

Tornando ancora più indietro, ci sono Richarlison, ormai titolare della nazionale e idolo dei tifosi dell’Everton, l’ottimo centrocampista dell’Aston Villa Douglas Luis, per non parlare di Gabriel Jesus, campione di…quasi tutto con il Manchester City di Guardiola e anche vincitore del Brasileirão con la maglia del Palmeiras. Insomma, viste le premesse, c’è da aspettarsi un’altra edizione in grado di far brillare nuove stelle. Anche perché a novembre ci sono i mondiali e fare bene in campionato può rappresentare un biglietto per il Qatar dove Neymar e compagni sono tra i favori d'obbligo per le scommesse calcio!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.  

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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