Una presenza, un tiro, un gol in Serie A. Dopodiché, arrivederci e grazie. Meteore o, se preferite, eroi per un giorno. Nel calcio moderno, si possono citare sei esempi che detengono questo record tutto particolare.

 

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Anche se c'è chi, addirittura, in questo senso, ha raggiunto un vero e proprio exploit: vi ricordate, ad esempio, dell'ex attaccante del Bari (classe 1992) Francesco Grandolfo? All'epoca 18enne, era già sceso in campo un paio di volte nel massimo campionato italiano sul finire di stagione ma, il 22 maggio 2011, in un Bologna-Bari 0-4 dell'ultima giornata, realizzò un'incredibile tripletta, diventando così il primo calciatore nella storia del Bari a segnare tre gol in trasferta in Serie A. Inoltre, quel 4-0 rifilato ai felsinei, risulta essere anche la vittoria esterna più larga dei biancorossi in massima serie.

Andando ancor più indietro nel tempo, ci si ricorda invece di un grande centrocampista, rimasto tuttavia una vera e propria meteora per la Serie A: il russo-moldavo Igor Dobrovolski, arrivato in pompa magna al Genoa nel 1991 (dalla Dinamo Mosca), ma in grado di totalizzare appena 4 presenze. Non tanto per un mancato ambientamento, quanto per il fatto che l'allora presidente rossoblù Spinelli fece male i suoi conti al momento del suo acquisto nel 1991, con già tre extracomunitari in rosa (Carlos Aguilera, Tomáš Skuhravý e Branco), il che costrinse Doborvolski a un peregrinare di prestiti.

Dopo una doppietta in Coppa italia contro l'Ancona a settembre, il gol lo segnò - in serpentina - il 25 ottobre 1992, all'esordio in campionato nella gara casalinga vinta 4-3 contro il Pescara. Era il momentaneo 3-0. La gara restò ben nota, tuttavia, non per quel gesto tecnico ma per il "giallo nel giallo": l'arbitro Massimo Chiesa, infatti, comminò due ammonizioni al sovietico, che tuttavia non venne espulso. L'avvicendamento in panchina Bruno Giorgi-Luigi Maifredi sancì il suo nuovo passaggio in prestito, questa volta all'Olympique Marsiglia. 

 

Torniamo ai "total one shot", quelli per l'appunto da una presenza, un tiro e un gol. Ecco, qui di seguito, la nostra selezione dei "magnifici 6":

GIOVANNI ARIOLI (PARMA)

Stagione 1995-1996, derby emiliano Piacenza-Parma: le stelle dei ducali Stochkov, Melli, Sensini, Crippa sono out, tra squalifiche ed infortuni. Mister Nevio Scala può comunque contare su Filippo Inzaghi, schierato al centro dell'attacco. Vince il Piacenza di Gigi Cagni 2-1: dopo la doppietta del biancorosso Nicola Caccia, il giovane Giovanni Arioli, subentrato al 65' per Roberto Mussi, va a segno al 71'. Come? Con una scivolata "alla garibaldina", giunta dopo un'incomprensione tra Massimo Taibi e Settimio Lucci.

E' il 10 marzo 1996. Da allora, il fantasista Arioli non scenderà più in campo in Serie A, diventando però nel tempo oggetto del desiderio di tante squadre di Serie C. Oggi ha intrapreso la carriera di allenatore, in Serie D. Lo scorso novembre è stato esonerato dalla panchina del Villafranca Veronese.
 

NELLO RUSSO (INTER)

E' nata una stella! Anzi no. L'attaccante Nello Russo, nato a Vimodrone (alle porte di Milano) nel 1981, dopo i primi calci alla Vimodronese, a partire dal 1991 percorre tutte le tappe delle giovanili dell'Inter. Con cui esordisce in Serie A il 5 dicembre 1999 a San Siro contro l'Udinese: la punta 18enne subentra al 77' al posto di Alvaro Recoba (autore del primo gol) e da Christian Vieri (che aveva segnato il momentaneo 2-0), riceve un assist involontario prima della deviazione vincente che vale il decisivo 3-0.

Da allora, però, Russo non viene più impiegato da Marcello Lippi, nella stagione che porta al quarto posto Champions dello squadrone nerazzurro ottenuto nello spareggio col Parma. Da qui, inizia una discesa continua, che porta Russo a indossare le maglie di Crotone, Albinoleffe, Spezia, Pescara, fino a quella, a fine carriera, del Mapello Bonate.

Il giocatore in questione è peraltro citato nel libro autobiografico scritto da Roberto Baggio, "Una porta nel cielo": il Divin Codino si lamentava di essere scarsamente considerato dall'allora allenatore dell'Inter Marcello Lippi "al punto da sentirsi riserva persino del giovane Russo".
 

HENOK GOITOM (UDINESE)

Di origine eritrea, nacque in Svezia nel 1984 e crebbe a livello giovanile in squadre del circondario di Stoccolma, tra cui - segnatevi il nome, è importante - l'FC Inter Orhoy, club no profit dai colori nerazzurri e che, proprio con l'Inter italiana aveva stretto, a metà anni Novanta, uno stretto rapporto di collaborazione.

Scoperto dall'Udinese nell'AIK Stoccolma, Goitom ha esordito in Serie A il 19 febbraio 2005 quando entrò in campo nelle battute finali di Udinese-Inter, gara pareggiata, dopo il vantaggio nerazzurro di Veron, dallo stesso Goitom con un colpo di testa al 90' a pochi minuti dal suo ingresso in campo che vale un inaspettato 1-1 per le scommesse serie A!

È stata quella l'unica presenza registrata con la squadra friulana, che lo ha poi girato in prestito per due anni agli spagnoli del Ciudad de Murcia, nel campionato di Segunda División: al suo secondo anno di permanenza ha realizzato 15 reti, arrivando quinto nella classifica marcatori. Poi Real Murcia, Valladolid, Almeria, il primo ritorno in patria all AIK, Getafe, San José Earthquakes (Usa) e di nuovo tra i gialloneri di Stoccolma. Segnò contro i colori che lo fecero crescere da calciatore: e per i tifosi dell'Inter, Goitom è rimasto un autentico spauracchio.
 

ANTONIO MORELLO (SIENA)

Attaccante calabrese classe 1977. Tornato a Siena (dove aveva già militato dal 2000 al 2002) nell'estate stagione 2003 dal Martina di Serie C1, l'11 gennaio 2004, nella sua unica apparizione in Serie A, va a segno col gol del definitivo 4-0 contro il Modena, al "Franchi", dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo, avvenuto all'81' al posto di un certo Tore André Flo. Tutto questo prima di tornare qualche giorno dopo proprio in terza serie al Catanzaro.  

FABRIZIO GRILLO (SIENA)

Scegliamo un altro calciatore bianconere del Siena. Maggio 2013, stadio San Paolo. Il già retrocesso Siena di mister Beppe Iachini passa in vantaggio a sorpresa contro il Napoli di Edinson Cavani. E lo fa con il difensore classe 1987 Fabrizio Grillo, cresciuto tra Lazio e Roma, arrivato in Toscana a gennaio dopo la gavetta con le maglie di Sambenedettese, Arezzo, Crotone e CSKA Sofia: al minuto 38', punizione dalla destra e colpo da maestro di Grillo, che da centro area insacca sotto alla traversa con un esterno sinistro a giro.

Gol e giornata memorabili, anche se il Napoli vincerà poi 2-1 grazie alle reti dello stesso Cavani e di Hamsik. Grillo si fermerà col Siena anche in Serie B ma, in carriera, non calcò più i campi della massima divisione italiana.

MARCO VITTIGLIO (PESCARA)

É il 19 maggio 2013: allo stadio Adriatico va in scena Pescara-Fiorentina, ultima di campionato. Abruzzesi già retrocessi e sotto per 5 reti a 0 dopo un'ora di gioco. Al 68', mister Cristian Bucchi decide di concedere l'esordio tra i grandi per il terzino destro Marco Vittiglio, classe 1994, pescarese di nascita e proveniente da una stagione con più ombre che luci nella Primavera del delfino.

Minuto 77': la punizione del centrocampista italo-brasiliano Rômulo Eugênio Togni viene respinta da Cristiano Lupatelli. Ma sui piedi del ben appostato Vittiglio, che in tap in firma l'1-5 abbandonandosi ad un'esultanza senza freni, andando ad abbracciare l'allenatore che gli aveva concesso una chance che, in carriera, non gli ricapitò più. Dopo quell'esperienza, le casacche di Virus Entella, Lucchese, Fidelis Andria, Lavagnese, Savona e Chieti, quelt'ultima in Serie D.

*L'immagine di apertura dell'articolo è di Roland Weihrauch (AP Photo).

Sull'autore
Di
Stefano Fonsato

Stefano collabora da anni come giornalista freelance per il portale web di Eurosport Italia, per il quotidiano La Stampa e con la casa editrice NuiNui per la quale è stato coautore dei libri "I 100 momenti magici del calcio" e "I 100 momenti magici delle Olimpiadi".

E' amante delle storie, dei reportage e del giornalismo documentaristico, ma il suo "pallino" resta, su tutti, il calcio d'Oltremanica.

 

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