Per quanto si parli della quinta categoria del calcio italiano, se si dice “campionato di Eccellenza” un po’ di verità nel nome c’è eccome. La quinta serie è infatti il massimo livello regionale e nella stagione attuale è composta da ben 36 gironi, con numero diverso di squadre e persino di retrocesse in Promozione, a cui prendono parte ben 539 club.

Il tetto massimo di corrispettivo in Eccellenza

Gli accordi dei top players in Eccellenza

I rimborsi dei giovani in Eccellenza

Gli stipendi degli allenatori in Eccellenza

Essendo gestiti direttamente dai comitati regionali della Lega Nazionale Dilettanti, i gironi sono tra squadre della stessa regione, tranne che per la Val d’Aosta, da sempre incorporata nei gironi piemontesi. E il plurale non è casuale, perché ci sono alcune regioni in cui un solo campionato non basta e in cinque casi (Lazio, Lombardia, Veneto, Toscana e Campania) ne servono addirittura tre. Senza considerare che, se le prime sono automaticamente promosse in Serie D, per le altre c’è un sistema di playoff che prevede incroci anche tra le squadre di diverse regioni. Insomma, un campionato complicato e in cui anche la situazione economica dei club non è sempre florida.

Il tetto massimo di corrispettivo in Eccellenza

Per quanto riguarda gli stipendi, valgono gli stessi limiti imposti a tutte le categorie dilettantistiche, campionato femminile compreso (almeno fino all’arrivo del professionismo rosa, previsto per la stagione 2022/23). Dunque, un club non può versare annualmente a un calciatore una cifra che superi il tetto di 30658 euro lordi, da corrispondersi in dieci mensilità e all’interno della stagione sportiva di riferimento. Un accordo di tipo puramente economico, che non permette ai calciatori di accedere al sistema previdenziale e neanche a casse infortunistiche.

Essendo infatti vietato sia il lavoro dipendente (il contratto vero e proprio) che quello da libero professionista (la partita IVA), nessuna delle classiche tutele del lavoratore viene inserita nell’accordo. Ma se in Serie D spesso il limite viene superato anche attraverso le indennità e i bonus, non i nostri bonus scommesse che portano il totale percepibile a circa 40mila euro lordi, che al netto fanno la metà, in Eccellenza non c’è quasi mai bisogno, anzi, la possibilità, di pagare stipendi simili a quelli della categoria superiore.

Gli accordi dei top players in Eccellenza

In Eccellenza, solamente i top player, come Claudio De Sousa, marcatore per le scommesse sportive in Lazio - Messina ed attualmente al Tivoli Calcio, possono pensare di vivere di calcio. In Serie D, tra limite e introiti spesso sommersi, non è così improbabile che anche un calciatore di media importanza possa farlo, ma a livello regionale è davvero complicato, perché sono in pochi quelli che arrivano ai 2500 euro netti al mese che vengono raggiunti nella quarta categoria.

De Sousa in gol all'Olimpico!

In Eccellenza, sono mosche bianche quelli che riescono a ottenere una cifra superiore ai 2000 euro. Da questo punto di vista, il passaggio alla serie superiore è molto più appetibile rispetto ai colleghi di Serie D, visto che la differenza tra gli stipendi medi sembra più alta. 

Poi, trattandosi di un campionato a base regionale, ovviamente è molto difficile trovare una quadra, perché in alcune regioni si offrono ingaggi maggiori e in altre invece si rimane molto più bassi. Il che, in un certo modo, spiega la preponderanza di alcune regioni quando si tengono i playoff. Se le prime di ogni girone vanno automaticamente in Serie D, le altre devono passare prima per i playoff regionali e poi a quelli nazionali.

E dalle statistiche storiche del campionato, è evidente che le regioni con più campionati sono quelle che più di frequente portano le loro squadre in D attraverso il torneo a eliminazione. Probabilmente anche perché, con una concorrenza locale maggiore, le squadre sono costrette a offrire stipendi più alti ai calciatori rispetto ai club di regioni in cui c’è un solo campionato e quindi non c’è la difficoltà della concorrenza quando c’è da tesserare un giocatore.

I rimborsi dei giovani in Eccellenza

Dunque, con queste dovute premesse, quanto guadagna un calciatore di Eccellenza? Partendo dal presupposto che difficilmente i club lasciano trapelare informazioni al riguardo, la stima migliore che si può fare è che i top player della categoria guadagnino una cifra compresa tra i 1000 e i 2000 euro netti al mese (sempre ricordando che le mensilità previste non sono 12 e che in Eccellenza di solito si paga su 9 mensilità, rispetto alle 10 della Serie D o della Serie A Femminile).

Parisi

Di certo un buon incasso, ma non un qualcosa che può sempre permettere di vivere solo giocando a pallone. Ai calciatori di medio livello non va molto meglio, considerando che i loro introiti dovrebbero variare tra i 500 e i 1000 euro netti al mese, cifre che a seconda della situazione possono rappresentare un ottimo rimborso delle spese oppure un piccolo stipendio collaterale, a cui vanno però necessariamente aggiunti altri introiti.

Chi sta peggio, ovviamente, sono i giovani che si affacciano alla categoria, che devono accontentarsi solamente del rimborso spese. Non esistono infatti i minimi retributivi che invece ci sono tra i professionisti, dunque le cifre ballano tra i 100 e i 400 euro netti al mese. Logico dunque comprendere le difficoltà di chi sogna di vivere di calcio ma che invece si trova costretto ad affiancare il pallone con un altro lavoro.

Gli stipendi degli allenatori in Eccellenza

Non che gli allenatori se la vivano meglio. Le stime più recenti riportano infatti che lo stipendio di un tecnico di Eccellenza è molto simile a quello dei calciatori di medio livello, dunque, che può variare tra i 600 e i 1000 euro al mese. Non esattamente una situazione semplice, che spiega anche perché le squadre dei campionati inferiori alla Serie D spesso trovino difficoltà a iscriversi alla serie superiore, anche quando raggiungono la promozione. Il salto di categoria, specie quello dall’Eccellenza alla D, implica un completo stravolgimento dei costi, che si fanno simili a quelli dei campionati professionistici, ma senza né l’appeal delle leghe maggiori né le facilitazioni che si ottengono con il cambio di status.

Sarri ha iniziato in Eccellenza

Basterebbe pensare che il budget medio per una stagione in Eccellenza si aggira tra i 90mila e i 120mila euro a stagione, abbastanza simile a quello per la Promozione, che varia tra i 60mila e gli 80mila. Quando si sale in Serie D, però, c’è un abisso, perché le stime parlano di un budget minimo di 400mila euro, con spese annuali che possono raggiungere addirittura i 700mila. In un momento così complicato, cifre difficili da pensare di poter investire quasi…a fondo perduto.

*L'immagine di apertura dell'articolo è di AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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