Un titolo di campioni di Germania, cinque coppe nazionali, una coppa UEFA. A declamare il palmares dell’Eintracht Francoforte non ci vuole poi molto, soprattutto considerando che il momento migliore delle Aquile è lontano ormai almeno quarant’anni (sempre se non si vuole tornare al campionato vinto nel 1959). Eppure il fatto che il club abbia partecipato a sole sei stagioni di Zweite Bundesliga nella sua storia ultracentenaria dimostra che la “Diva del Meno” è una delle società storiche del calcio tedesco, che nel corso degli anni ha saputo raggiungere vette importanti.

Il collaudato 3-4-2-1 dell'Eintracht 

La rosa dell'Eintracht Francoforte

Filip Kostic il gioiello dell'Eintracht

Gli stipendi dell'Eintracht Francoforte

Negli ultimi quattro campionati i rossoneri, oltre a vincere la Coppa di Germania nel 2018, sono andati in crescendo: non sono mai scesi al di sotto del decimo posto e spesso alcuni calciatori dell’Eintracht (Jovic, Rebic, Haller, Andre Silva) hanno fatto benissimo, trovando poi collocazione nelle big del Vecchio Continente.

Il collaudato 3-4-2-1 dell'Eintracht 

Nell’annata attuale, nonostante la rosa abbastanza ampia a disposizione, il tecnico Oliver Glasner ha trovato un assetto che sembra abbastanza definitivo sia per quanto riguarda il modulo (un 3-4-2-1 con molta densità a centrocampo) che per gli interpreti.

Kevin Trapp, portierone del Francoforte!

Sono molti i calciatori solitamente titolari che hanno giocato la maggior parte dei minuti a disposizione, lasciando ai compagni di squadra meno utilizzati soltanto le briciole. L’esempio lampante è dato dal portiere, che è Kevin Trapp, èx Paris Saint-Germain e nel giro della nazionale tedesca, che ha praticamente giocato sempre, permettendo al suo dodicesimo, il giovane Diant Ramaj, di scendere in campo solo per una manciata di minuti a causa di un problema fisico del titolare.

La rosa dell'Eintracht Francoforte

Il trio dei difensori centrali è composto dal francese Evan Ndicka, dal brasiliano Tuta e dall’austriaco Martin Hinteregger. Il transalpino è stato prelevato dall’Auxerre ormai quattro anni fa ed è cresciuto esponenzialmente, arrivando a prendersi il posto da titolare fisso e a raggiungere una valutazione che si aggira sui trenta milioni di euro, aiutata dalla poliedricità che gli permette di poter giocare anche a sinistra.

Percorso abbastanza simile per il verdeoro, portato in Germania poco dopo la maggiore età e prestato in Belgio per fare esperienza. Da quando è tornato, però, il classe 1999 ha dato abbastanza garanzie da prendersi una maglia. L’austriaco è invece il veterano del reparto con i suoi 29 anni e con un’esperienza che lo ha reso prima una colonna del Salisburgo e poi dell’Augsburg, fino ad arrivare al prestito poi riscattato all’Eintracht.

La riserva dei tre centrali è poi una vera e propria leggenda del club, il giapponese Makoto Hasebe. Il nipponico, classe 1984, nasce come centrocampista ma negli ultimi anni ha abbassato particolarmente la sua zona di azione e adesso è un vero regista arretrato.

Visto lo scherma di partenza, c’è assai poco spazio per i terzini veri e propri, a cui vengono preferiti esterni a tutta fascia. L’unico utilizzato con una certa frequenza è lo statunitense Timothy Chandler, che a volte si prende la fascia destra.

Si tratta però della zona di campo in cui Glasner ha più problemi a individuare un titolare fisso, considerando che a volte gioca anche l’altro terzino Danny Da Costa, ma che in altri casi a finire sulla destra sono vere e proprie ali come Ansgar Knauff, in prestito dal Borussia Dortmund, o addirittura Jens Petter Hauge, anche lui in prestito, ma dal Milan.

Filip Kostic il gioiello dell'Eintracht

Sulla sinistra, invece, pochi problemi: il titolare fisso è il serbo Filip Kostic, uno che è nel mirino di molte big europee. Il classe 1992 nasce come ala, ma, tra le fortunate intuizioni e scommesse tattiche, è diventato un vero esterno a tutto campo e ha aggiunto alla capacità di fare gol e assist anche quella di essere fondamentale in difesa.

Kostic, meraviglioso esterno dell'Eintracht!

Anche al centro della mediana le gerarchie sono abbastanza definite. I due calciatori più utilizzati sono il croato Kristijan Jakic e lo svizzero Djibril Sow. Il balcanico è in prestito con diritto di riscatto dalla Dinamo Zagabria e, vista la sua centralità nell’idea di gioco di Glasner, è probabile che a fine stagione i tedeschi se lo terranno molto volentieri.

L’elvetico è invece arrivato qualche anno fa e non solo si è preso la sua centralità all’Eintracht, ma è anche riuscito ad accumulare parecchie presenze in una nazionale come quella svizzera in cui la concorrenza a centrocampo è parecchio agguerrita. A dare loro fiato ci sono l’australiano Ajdin Hrustic e l’ex Bayern Monaco e Borussia Dortmund Sebastian Rode.

Sulla trequarti, oltre alle ali che a volte vengono dirottare un po’ più centralmente, i nomi da tenere d’occhio sono quelli di Daichi Kamada e Jesper Lindstrom. Il giapponese è a Francoforte ormai da cinque anni ed è uno dei punti forti della squadra, con una buona valutazione di mercato (25 milioni) nonostante un contratto in scadenza nel 2023. Il suo compagno di scorribande è il danese classe 2000, arrivato nella scorsa estate per appena sette milioni dal Brondby, che ha già esordito nella sua nazionale e all’occorrenza sa giocare anche come falso nueve.

Quello vero, di numero nove, è però il colombiano Rafael Borrè, opzione di marcatore per le scommesse Europa League tornato in Europa dopo qualche anno di assenza in cui ha fatto in tempo a vincere la Libertadores con il River Plate. Se non c’è il sudamericano le alternative sono Sam Lammers, olandese in prestito dall’Atalanta, e il portoghese Gonçalo Paciencia.

Gli stipendi dell'Eintracht Francoforte

Chi si aspetta che l’Eintracht, non essendo una big (attuale!) del calcio tedesco paghi stipendi bassi ha però capito male. Ci sono ben cinque calciatori (Trapp, Kostic, Hinteregger, Rode e Sow) che superano il tetto dei due milioni di ingaggio a stagione, con Hauge e Borrè che non si allontanano molto da quelle cifre.

il colombiano Rafael Borrè!

Tra i titolari che guadagnano meno di un milione di euro ci sono Ndicka, Kamada, Tuta e Jakic, che non per nulla hanno tutti quanti un contratto in scadenza più o meno prossima.

Se il club vorrà trattenerli, dovrà offrire stipendi che si avvicinano a quelli dei compagni più pagati, oppure per la gioia di molte possibili pretendenti l’Eintracht sarà costretto a cederli o, peggio ancora, a vederli andare via a zero. E una squadra la troveranno, perchè gli ultimi anni hanno dimostrato una cosa: pochi club sanno valorizzare i propri calciatori come quello di Francoforte.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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