Sarà anche vero che la serie più complicata in quasi tutte le piramidi calcistiche è la seconda, soprattutto se si scende dalla prima, ma anche finire nella terza non è che sia molto semplice.

La storia del calcio italiano racconta di parecchie squadre che, per problemi di campo o per fallimento, hanno fatto la conoscenza della Serie C e ci hanno messo parecchio per salutarla, nonostante avessero messo su rose più che competitive, con calciatori che avrebbero fatto la differenza anche una categoria più in alto. 

Gli investimenti della proprietà olandese nelle ultime stagioni

Gli stipendi di Donnarumma e Ceravolo

L'addio di Cissé 

L’ultimo esempio in ordine di tempo è quello del Bari della famiglia De Laurentiis, che nonostante la presenza di un lusso per la categoria come Antenucci (pagato 1,5 milioni a stagione, uno sproposito per la C) è riuscito a tornare nella serie cadetta solo al terzo tentativo. Un problema che però attanaglia oggi, ancora il Padova.

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Gli investimenti della proprietà olandese nelle ultime stagioni

 La società veneta, fallita nel 2014, era già risalita dalla serie D alla B, ma la retrocessione del 2019 ha lasciato una pesante eredità, non certo aiutata dalla crisi che tutto il mondo, calcio compreso, sta vivendo. Il club, controllato al 94% da una holding olandese, ha immediatamente puntato tutto sulla risalita, ma entrambe le stagioni passate dal ritorno in C hanno portato soltanto delusioni.

Quella 2019/20 è terminata con un quinto posto in classifica e con l’eliminazione ai playoff da parte della Juventus Under 23. Peggio ancora, in quanto a livello di incubo, quella 2020/21. Sotto la guida di Mandorlini, i biancorossi arrivano secondi, perdendo la promozione automatica a favore del Perugia solo per gli scontri diretti con gli umbri e nonostante una differenza reti migliore e persino più vittorie in campionato.

I playoff, dopo aver avuto la meglio sul Renate e sull’Avellino, si decidono nella finale con l’Alessandria ai calci di rigore, con la vittoria dei piemontesi.

E siccome non c’è due senza tre, i playoff sono stati di nuovo fatali nel 2022. Certo, l’arrivo in panchina di Massimo Oddo ha portato alla vittoria della Coppa Italia di Serie C, ma non è bastato per la promozione diretta: secondo posto nel girone, sconfitta cocente contro il Palermo nella finale per l’ultimo posto disponibile per la B e un altro anno di purgatorio per il Padova.

Un'amichevole Lazio - Padova

Che, come immaginabile, comincia anche un po’ a soffrire la situazione dal punto di vista economico. E come spesso succede quando i forti investimenti iniziali non portano frutti, la squadra nata per il ritorno immediato in Serie B si è andata man mano sfaldando.

Nel 2019 gli investimenti avevano portato all’arrivo del centrocampista brasiliano Ronaldo, del suo connazionale Gabionetta, del centravanti ex Roma Soleri, dell’attaccante Mokulu dalla Juventus, di un giovane promettente come Lovato dal Genoa, oltre ad arrivi in prestito come quello di Kresic. Nel gennaio 2020 viene alzata ulteriormente la posta, perché arriva addirittura l’islandese Emil Hallfreðsson, uno con alle spalle quasi dieci anni in Serie A. 

E neanche la mancata promozione ferma il Padova, che nel mercato successivo riporta in rosa Luca Rossettini, cresciuto nel club e presenza fissa nella massima categoria dell’ultimo quindicennio, oltre a calciatori abituati alla B come l’ex Carpi Jelenič. Eppure, la seconda delusione consecutiva ha avuto qualche effetto sull’entusiasmo e anche sui conti del club.

Molti di quelli arrivati per tornare in B hanno lasciato il club. Lovato ha spiccato il volo, finendo al Verona e poi all’Atalanta, Hallfreðsson, che nella stagione 2020/21 guadagnava circa 150mila euro, un lusso per la C attuale, è stato svincolato, mentre Rossettini, che si era decisamente abbassato lo stipendio da 800mila euro che riceveva dal Lecce, si è ritirato e ora è entrato a far parte dello staff tecnico.

Gli stipendi di Donnarumma e Ceravolo

Ma questo non significa che il Padova abbia smesso di investire, perché nell’estate 2021 sono arrivati altri calciatori che hanno detto la loro nel massimo campionato. Il più celebre è ovviamente Antonio Donnarumma. Il fratello di Gigio, terminato il suo contratto da 1 milione a stagione con il Milan, ha deciso di rimettersi in gioco e ha accettato un accordo annuale con il club veneto, da poco rinnovato fino al 2024.

Non sono stati resi noti i parametri dell’ingaggio, ma molto di quanto incassa Donnarumma senior dipende dai bonus, dalla porta inviolata alla tanto agognata promozione. Di certo però non ci avvicinerà allo stipendio che percepiva in rossonero…

In attacco è invece arrivato Fabio Ceravolo, un passato al Parma e da bomber puntuale anche per le quote calcio, dove fino a due anni fa guadagnava circa 500mila euro netti a stagione. Poi il passaggio alla Cremonese in B, dove la cifra era scesa a circa 350mila.

Un elegante stop di petto di Ceravolo!

Se Donnarumma e Ceravolo sono rimasti, nel 2022 hanno salutato il Padova alcuni dei calciatori meglio pagati della rosa. Intanto a gennaio il talento Luca Moro è stato acquistato dal Sassuolo, che ha speso 3,5 milioni di euro per l’attaccante.

Poi nella scorsa stagione si era puntato su una sicurezza come Arlind Ajeti, ex Reggiana, anche lui con esperienze in Serie A con il Torino. Il difensore è arrivato da svincolato e il suo stipendio si aggirava sui 120mila euro fino al 2022, con opzione di rinnovo per la stagione successiva, che però non è stata utilizzata.

Tra i calciatori meglio pagati della rosa 2021 c’era anche ovviamente Ronaldo, diventato anche capitano, il cui stipendio è di circa 150mila euro. Dopo l’ennesima delusione, però, il brasiliano ha lasciato la squadra per accasarsi al Vicenza, così come Soleri, ceduto al Palermo per 200mila euro.

E visto che la promozione non sembra voler arrivare a breve, il Padova sul mercato ha puntato su calciatori…di categoria (come il trequartista Igor Radrezza, l’ala Michael Liguri e la punta Luca Gagliano) e non di livello superiore, anche per evitare di spendere troppo per gli ingaggi.

 

L'addio di Cissé 

A proposito di stipendi, c’è stato il caso molto particolare di Karamoko Cissé. Il centravanti della Guinea, cresciuto all’Atalanta e passato per moltissime società italiane in tutte le categorie, è arrivato nel febbraio 2021 firmando un contratto fino al 2022, ma per parecchi mesi ha dovuto combattere con una pesante forma di pubalgia che non gli ha permesso di scendere in campo.

Ecco perché ad agosto 2021 ha deciso di dimezzarsi lo stipendio (stimato in circa 200mila euro a stagione) fino a quando gli infortuni non gli avessero dato tregua. Ricordiamo che per le scommesse sportive Karamoko Cissé ha vissuto la migliore stagione realizzativa a Benevento nel 2015/2016. Un segnale importante dopo che nei primi mesi della crisi, nella primavera 2020, tutta la squadra aveva già approvato un taglio generale per dare una mano alla società.

Anche la sua storia, però, è finita con un addio: il centravanti trentatreenne ha lasciato il Padova da svincolato. A dimostrazione che anche uno stipendio tagliato diventa insostenibile quando si fa la Serie C…offrendo ingaggi degni della B!

Cisse con la maglia della Dea!

*L'immagine di apertura è distribuita da AP Photo. Prima pubblicazione 19 dicembre 2021.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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