Il fascino del ciclismo si avverte soprattutto durante i grandi giri, ma anche le corse in linea rappresentano la storia, anzi, la leggenda di questa disciplina.

Hulk Sagat

Il primo titolo Mondiale nel 2015

Sagat tra classiche e grandi giri

Il contratto di Sagan con la Team TotalEnergies

Le sponsorizzazioni di Peter Sagan

E tra i migliori degli ultimi decenni, ma forse anche di sempre, quando si parla di gare da un solo giorno, ci è entrato di prepotenza uno slovacco classe 1990.

Hulk Sagat

Peter Sagan, che in molti chiamano Tourminator o persino Hulk, è stato ed è tuttora uno dei grandi protagonisti del ciclismo mondiale, nonché uno di quelli che nella sua generazione ha il palmares più importante. In tredici anni di carriera da professionista, Sagan ha portato a casa per tre volte il titolo di campione del mondo, una volta quello Europeo, un’edizione della E3 Harelbeke, ben tre della Gand-Wevelgem, una del Giro delle Fiandre e una della Parigi-Roubaix.

Nei grandi giri non ha mai lottato per la vittoria, ma non vuol dire che lo slovacco non sia stato protagonista, considerando che ha vinto dodici tappe e sette volte la classifica a punti al Tour de France, quattro tappe alla Vuelta a España e due al Giro d’Italia, con tanto di maglia ciclamino in un’occasione. E, tanto per non farsi mancare nulla, anche una classifica finale dell'UCI World Tour.

Insomma, nelle corse in linea sempre meglio tenere d’occhio Sagan, considerando che allo slovacco non manca davvero nulla per essere pericoloso in ogni tipologia di percorso. Forte sul passo, potente in volata e soprattutto con la capacità di partire a pochi chilometri dal traguardo per azioni in solitaria, il tre volte campione del mondo ha dominato a lungo la scena delle classiche.

Il primo titolo Mondiale nel 2015

Il suo primato principale però è quello di aver vinto, primo nella storia di questo meraviglioso sport, tre titoli mondiali consecutivi, tra 2015 e 2017. Il primo trionfo, quello di Richmond negli Stati Uniti arriva da grande favorito per le scommesse ciclismo e nonostante la presenza di soli due compagni di nazionale. Il tracciato molto pianeggiante permette a Sagan prima di controllare gli avversari e poi di lanciare il suo classico attacco proprio allo striscione dei tre chilometri.

Con la medaglia del primo titolo iridato!

L’anno successivo lo slovacco si tiene stretta la maglia arcobaleno a Doha, in Qatar, andando a vincere la corsa iniziata nel deserto con una volata di forza pura. Anche il tris, quello di Bergen in Norvegia, che gli permette di raggiungere Alfredo Binda, Rik Van Steenbergen, Eddy Merckx e Óscar Freire nell’Olimpo dei tre volte vincitori (ma di superarli in con il tris consecutivi), arriva in volata, ma stavolta dopo aver dovuto rispondere all’attacco di Alaphilippe.

Sono questi gli anni migliori di Sagan, che fino al primo mondiale (quello del 2015) era spesso preso in giro per la sua capacità di… piazzarsi piuttosto che di vincere. Basterebbe pensare che fino a quel momento era arrivato una volta secondo e due quarto alla Milano-Sanremo, una volta secondo, una quarto e una quinto al Giro delle Fiandre e una volta sesto alla Parigi-Roubaix.

Sagat tra classiche e grandi giri

La Milano-Sanremo resta una delle delle classiche monumento che gli è sempre sfuggita, considerando che anche negli anni successivi è arrivato di nuovo una volta secondo e ben tre volte consecutive quarto. È andata meglio nelle altre (Fiandre vinto nel 2016, Rubaix nel 2018), ma anche nelle altre classiche del pavé, in cui si è sempre dimostrato uno dei migliori.

Per non parlare dei campionati nazionali slovacchi, praticamente monopolizzati dalla famiglia Sagan: dal 2011 se li è aggiudicati sette volte Peter e le restanti quattro suo fratello Juraj, due delle quali proprio davanti al tre volte campione del mondo.

Più complicato il rapporto con i grandi giri, se non altro perché per caratteristiche per Sagan è quasi impossibile lottare per la vittoria finale. In compenso, dal 2012 in poi, lo slovacco si è presentato eccome al via del Tour de France, arrivando per ben sette volte tra 2012 e 2019 in maglia verde, ovvero quella che spetta al corridore che ha fatto più punti.

Un tifoso incoraggia Sagat!

L'unica edizione in cui non ci è riuscito in quel periodo è quella del 2017, in cui è stato addirittura squalificato perché ritenuto responsabile dell'incidente che ha spedito uno dei suoi grandi rivali, Cavendish, sulle transenne durante una volata. Dopo le tante vittorie al Tour, lo slovacco ha tentato anche di fare sua la maglia ciclamino al Giro d’Italia, riuscendoci nella sua seconda partecipazione, quella del 2021.

Il contratto di Sagan con la Team TotalEnergies

Non stupisce dunque, viste le vittorie e la fama internazionale, che Sagan sia uno dei ciclisti più pagati al mondo. Lo slovacco per il 2022, in cui correrà con la maglia del Team TotalEnergies, percepirà 5,5 milioni di euro, una cifra superiore ai 5 milioni che gli versava la Bora-Hansgrohe, che negli ultimi anni lo hanno reso il più pagato del Tour UCI, oltre l'opzione migliore per le scommesse live nelle volate!

Cosa che non avverrà per la stagione in corso, visto che la UAE Emirates ha rinnovato il contratto del due volte vincitore del Tour de France Tadej Pogačar a 6 milioni a stagione. Ma non di solo stipendio vivono i ciclisti e per quanto riguarda l'appeal nei confronti degli sponsor, è decisamente il caso di dire che Sagan…stacca tutti gli avversari.

Un arrivo in volata!

Lo slovacco, dato il suo carattere particolarmente esuberante e una certa tendenza a diventare uno showman quando si trova davanti una telecamera, è certamente il ciclista più ricercato dalle aziende quando si tratta di sponsorizzare un proprio prodotto. 

Le sponsorizzazioni di Peter Sagan

A partire da quelli tecnici, perché non è un caso che il partner per le biciclette della sua nuova squadra sia la Specialized, che da anni fornisce le sue creature allo slovacco. Anche gli sponsor dei suoi team lo hanno spesso utilizzato come figura principale degli spot ed ecco perché negli ultimi anni Sagan si è spesso trovato in cucina (prodotte dalla Bora) o sotto la doccia, ottenendo persino un soffione personalizzato venduto dalla Hansgrohe.

E poi, visto che si parla di un personaggio davvero virale, anche i social fanno la loro parte. Uno dei classici video in cui Sagan…fa Sagan, può arrivare a valere fino a 330mila dollari, ma è oro colato per le aziende, considerando che tra i quasi 2 milioni di follower su Instagram e tutti i quotidiani sportivi, che fanno a gara per mostrare le imprese del campione slovacco, chissà quante persone potranno vedere la clip in questione.

Infine, ci sono anche possibilità per il futuro: vista la naturalezza con cui si pone davanti alla telecamera, Sagan ha spesso spiegato che potrebbe intraprendere la carriera di attore. Considerando che parla parecchie lingue e che la presenza scenica non gli manca, sarebbe capace di diventare…campione del mondo anche sul piccolo e sul grande schermo!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.