Sono tanti gli sportivi che, dopo un periodo complicato tra infortuni e possibilità di ritiro, tornano a mettersi in gioco e cercano di riprendersi il trono che hanno lasciato vacante. E allora perché quando Eldrick Tont “Tiger” Woods nel 2019 si è aggiudicato il Masters, il quarto della sua carriera, la cosa ha fatto tanto scalpore? Semplice, perché si parla del miglior golfista dell’era moderna e di uno dei migliori di sempre.

Per Tiger un miliardo di dollari di guadagni

I numeri di TW nel PGA Tour

I premi vinti da Woods tra WGC e FedEX Cup

L'azienda Woods

Nike e le altre sponsorizzazioni di Tiger

Basterebbe pensare che in carriera si è aggiudicato 110 tornei a livello professionistico, che è stato numero uno del mondo per quasi 700 settimane e che ha vinto 15 tornei major, fermandosi ad appena tre dal leggendario Jack Nicklaus. 

Per Tiger un miliardo di dollari di guadagni

E come se non fosse abbastanza, i record non sono rimasti solamente sul campo da golf, perché nel 2009 Forbes ha confermato che Woods è diventato il primo sportivo a superare la soglia del miliardo di dollari di guadagni, se si contano sia i premi per le vittorie, che i contratti con gli sponsor.

E nonostante una storia complicata, con tanto di divorzio, arresti per guida in stato di ebrezza e un incidente d’auto che poteva costargli la vita, la rivista statunitense l’ha inserito al primo posto della sua classifica degli sportivi per il 2021, con un patrimonio netto di 700milioni di euro.

Una serie di foto di Tiger!

Una cifra che in gran parte è merito della lunga e vincente carriera dello statunitense, che da quando si è aggiudicato il primo major (il Masters del 1997) fino al 2009 ha praticamente dominato il mondo del golf, per poi tornare sporadicamente a stravincere nonostante le vicende extra-sportive che lo hanno coinvolto. 

I numeri di TW nel PGA Tour

Non sorprende dunque che il suo nome sia il primo della lista dei golfisti che hanno ricevuto più prize money nella storia del PGA Tour.

Le sue 82 vittorie nel circuito principale (record a parimerito con Sam Snead), i 31 secondi posti, i 19 terzi posti, 199 finali nella top 10 e ben 270 nella top 25, il tutto su 369 tornei giocati, gli hanno permesso di accumulare finora 120 milioni di dollari di premi, superando di gran lunga il secondo in classifica (Phil Mickelson, fermo a 94 milioni) e quasi…doppiando, clamorosamente per le scommesse sportive il terzo (Dustin Johnson, che è a 74).

Woods al tiro!

Il tutto vincendo per 10 anni la classifica annuale per i maggiori premi vinti, arrivando anche due volte secondo e due volte quarto. Se poi si considera che il PGA Tour non è l’unico circuito a cui ha preso parte Woods, si capisce che la cifra è destinata ad aumentare.

Anche nell’European Tour Woods si è fatto notare, visto che con le sue 41 vittorie è terzo nella classifica di tutti i tempi dietro soltanto a leggende del golf europeo come Seve Ballesteros e Bernhard Langer e per quanto riguarda il denaro vinto si piazza comodamente al primo posto, con oltre 45 milioni di dollari.

I premi vinti da Woods tra WGC e FedEX Cup

Anche in questo caso, la questione non è destinata a terminare qui. Woods è spesso stato protagonista di due dei circuiti più remunerativi del golf mondiale, il World Golf Championships e la FedEX Cup. Per quanto riguarda i tornei del WGC, per lo statunitense sono arrivate ben 18 vittorie e parecchi piazzamenti, che portano i suoi guadagni al riguardo a circa 26 milioni di dollari.

La sensazionale eleganza di Tiger!

Anche in FedEX Cup, un torneo a punti che vede una vera e propria regular season e dei playoff a fine stagione non sono mancate le soddisfazioni, anche se soprattutto economiche, perchè le edizioni vinte sono solamente due (2007 e 2009). Ma considerando che ogni vittoria vale 10 milioni di dollari, che i due secondi posti ne valevano 3 milioni ciascuno e c’è anche un terzo posto da 2 milioni, il totale si avvicina molto velocemente ai 30 milioni di dollari, fermandosi “solamente” a 28 milioni e mezzo.

L'azienda Woods

Dunque, solo volendo fare la somma dei premi vinti si superano i 200 milioni di dollari. Ma come si arriva al miliardo di dollari annunciato da Forbes nel 2009 o al patrimonio netto attuale di 700 milioni di euro calcolato sempre dalla rivista statunitense? Beh, si può cominciare a capirlo ragionando su un semplice fatto. L’incidente in auto nel febbraio 2021 che gli ha fatto rischiare la vita ha impedito a Tiger Woods di scendere in campo per tutto il resto della stagione.

E nonostante questo, i suoi ricavi per la stagione 2020/21, in cui non ha vinto neanche un torneo e ha ottenuto dai premi soltanto 60mila dollari, è di 45 milioni di dollari. Come? Semplice, attraverso le tantissime sponsorizzazioni, che da sempre rappresentano il vero grande motore di quella che si può tranquillamente definire “l’azienda Woods”.

Sin dal suo esordio negli anni Novanta e soprattutto dopo la fulminea carriera, sono stati tantissimi i marchi che si sono praticamente litigati l’utilizzo di Tiger come testimonial.

E persino nei momenti peggiori, quelli in cui Woods è finito nell’occhio del ciclone soprattutto per le sue burrascose relazioni sentimentali, buona parte delle aziende che lo hanno scelto per veicolare la propria immagine non ha ritenuto opportuno separarsi dal golfista. Certo, non sono mancati i contratti interrotti in quel periodo, come quelli con  Accenture, AT&T, Gatorade, e General Motors, a cui va aggiunta la TAG Heuer, che ha interrotto le pubblicità con Woods nel dicembre 2009 per poi non rinnovare l’accordo quando nel 2011 è terminato. 

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Nike e le altre sponsorizzazioni di Tiger

Ma in generale, Tiger Woods è sempre stato molto richiesto. Quando la TAG Heuer lo ha mollato, la Rolex ci ha messo un attimo a fargli firmare un quinquennale da 7 milioni di euro all’anno. Ovviamente il campionissimo statunitense ha la sua marca di palline prediletta, la Bridgestone Golf, di cui è testimonial sui media e anche ambasciatore globale. Anche per quanto riguarda la borsa, le cover per i drive e le borracce c’è uno sponsor importante, la Monster Energy.

La giacca del vincitore sopra la felpa Nike

Per non parlare poi del grande marchio americano per eccellenza, la Nike, che ha scommesso su Tiger nel 1996, quando era ancora giovanissimo, e non lo ha mai abbandonato, offrendogli contratti sempre più importanti. L’ultimo, firmato nel 2013, è di durata decennale e vale 200 milioni di dollari, esattamente come il quinquennale precedente ne prevedeva 100. E, facendosi un paio di conti, ecco come si arriva al celebre miliardo. Con tante vittorie importanti…e parecchi sponsor!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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