Non c’è ancora una data certa di partenza per la prima gara della MotoGP 2020. I primi appuntamenti stagionali previsti dal calendario sono già saltati: si prevede, quindi, una compressione delle gare, con probabile cancellazione della pausa estiva, con la fine posticipata dopo fine novembre. Ricordiamo che, per validare il campionato mondiale, servono 13 gare.Negli ultimi giorni, gli organismi direttivi del Motomondiale stanno lavorando a quello che è stato definito “decreto Cura Motomondiale”, che prevede un pagamento una tantum da parte del promotore Dorna, al fine di garantire la sopravvivenza dei team che stanno perdendo cospicue entrate.

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Attendendo la data ufficiale d’inizio, per il blog italiano di 888sport abbiamo intervistato in esclusiva Riccardo Guglielmetti, giornalista del Corriere dello Sport, per parlare dell’aspetto sportivo del nuovo Mondiale in MotoGP, presentando i protagonisti, le possibili sorprese e le moto.

 

Parte la stagione in MotoGP. Come ci arrivano le principali scuderie? Chi ha fatto vedere cose migliori nei test?
“Yamaha e Suzuki arrivano nei migliori dei modi, avendo fatto importanti passi avanti per quanto riguarda l'aerodinamica e, soprattutto, la potenza del motore. In particolare, il propulsore della Yamaha è più competitivo rispetto all’M1 dell’anno scorso. La nuova gomma introdotta da Michelin consente alla Yamaha di sfruttare al massimo il proprio potenziale, mentre la Suzuki  trova grande fiducia nella curva in percorrenza, aspetto nel quale la Ducati sta ancora faticando, per quanto visto finora.

Ricordiamo sempre, però, che i veri valori in campo  li scopriremo solo quando il motomondiale arriverà in Europa: le prime gare, come visto in passato, sono un po’ da prendere con le molle. In questo inizio di 2020 la Honda è sembrata un po’ in  chiaroscuro, non è sembrata la moto che soddisfava in pieno Marquez, il quale però è riuscito a trovare la quadra nell’ultimo periodo di prove.”

Sarà ancora Marquez contro tutti?
“Penso di sì. Nell’ultima stagione, Marquez ha vinto il mondiale con ben quattro gare di anticipo, ma il mondiale sarebbe finito già ad Aragon se non avesse avuto un problema ad Austin. La Honda non è ancora al top come evoluzione, ma ha un pilota che lei dà una marcia in più in termini di competitività  e i numeri mostrano a tutti quello che è il potenziale del pilota campione del mondo”.

Chi vedi come possibile avversario principale di Marc?
“Secondo me è Dovizioso, che negli ultimi anni ha mostrato di essere l’unico pilota in grado di contrastare l’iberico. Ovviamente spero che ci sia più concorrenza: Viñales, pur avendo vinto alcune gare negli ultimi anni (mi viene in mente Assen, per esempio) purtroppo è un pilota non ha mostrato quella costanza che Dovizioso ha avuto nella lotta con Marquez.

Dovizioso è, quindi, il principale favorito  per contrastare Marquez, in attesa di vedere come si comporta Quartararo, un pilota sicuramente giovane, forte, ambizioso con tanta voglia di mettersi in mostra che, però, è alla sua seconda stagione di motomondiale. Lo scorso anno è arrivato quinto, aveva solo da guadagnarci: adesso ha grande pressione, c’è grande attesa nei suoi confronti e, di conseguenza, l’asticella si deve alzare. Vediamo se è già pronto per essere un pilota in lotta per il mondiale: questa stagione sarà, per lui, una grande prova”.

Dovizioso ha dichiarato: "Vorrei vedere Marquez su un'altra moto". Provocazione? O la differenza tra i due piloti è solamente il mezzo?
“Sono convinto che se mettiamo Marquez su una Ducati, una Yamaha o una Suzuki, lui vince comunque, perché è un pilota fantastico che ha saputo adattarsi a una moto difficile come la Honda cadendo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: c’è solamente una Honda che va ed è quella di Marquez, perché tutti gli altri stanno faticando e per questo penso che Marquez su qualsiasi moto sarebbe fortissimo  e sono convinto che vincerebbe. Marquez è un pilota che alza l’asticella: gli altri piloti faticano ad arrivare a quel livello. La Ducati è una moto molto competitiva, forse la più evoluta, ma Marquez, a differenza dei suoi compagni, ha saputo tirare fuori il meglio dalla Honda”.

C'è curiosità per la presenza del fratello di Marc. Che ne pensi?
“Alex è andato nel box peggiore possibile, perché si trova con un campione del mondo, con  un fenomeno come Marc che ha costretto Pedrosa e Lorenzo e ha fatto fuori Stoner ai tempi in cui era collaudatore con la HRC. Tutti  coloro che sono andati nel box con Marquez sono durati poco. Ovviamente, essendo Alex suo fratello, ci sarà tra loro uno scambio di informazioni, ma per Alex sarà una prova molto difficile: lo attende un campionato in salita”.


Dove può arrivare Marquez? È davvero imbattibile? Quale può essere, se c'è, un suo punto debole?
“Senza dubbio Marquez parte con tutti i favori del pronostico, ma non è imbattibile. È un pilota che si può battere, lo abbiamo visto durante l’ultima stagione: Dovizioso ci è riuscito in più occasioni, penso all’Austria o al Qatar. La chiave per vincere contro di lui è una sola: ci vuole costanza, che è proprio il cavallo di battaglia di Marquez. Lo scorso anno, infatti, a parte l’episodio di Austin, è salito sempre sul podio: questo è ciò che manca a tutti i suoi rivali”.

Stagione particolare per Valentino Rossi. Cosa possiamo aspettarci dal Dottore?
“Questa è una stagione decisiva per Valentino: più che particolare, direi fondamentale: come lui stesso ha spiegato, se riuscirà a far bene nelle prime gare, se riuscirà ad arrivare nei primi cinque e giocarsi il podio, sono sicuro che deciderà di rimanere in MotoGP. In caso contrario, se dovesse collezionare gare come quelle della nella seconda parte della stagione scorsa, quando è sempre stato a 20 secondi dal primo, in lotta per l’ottavo posto, non avrebbe più senso.

Mi aspetto un Rossi sicuramente più competitivo, la Yamaha è cresciuta: vediamo quanto Valentino riuscirà a tirare fuori da una moto che, come lui ha detto, sembra essere un passo avanti rispetto a quella dello scorso anno”.

Chi sarà la possibile sorpresa, il nome inaspettato della stagione?
“Vorrei dirti Miller, ma è un po’ incostante. Spero possa essere anche l’anno di Petrucci: Danilo è un bravissimo ragazzo che tutti volevano sulla Ducati e poi, dopo le prime gare dello scorso anno,  lo volevano già tutti fuori”.

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*La foto di apertura dell'articolo è di Jose Breton (AP Photo).

Sull'autore
Di
Emanuele Giulianelli

Scrittore e giornalista freelance, collabora regolarmente con il Corriere della Sera, con La Gazzetta dello Sport, con Extra Time, Rivista Undici, Guerin Sportivo e con varie testate internazionali come Four Four Two, Panenka e Tribal Football. Scrive per B-Magazine, la rivista ufficiale della Lega Serie B.

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