Rispetto al passato o a casi particolari come quello della Juventus, negli ultimi anni le società di calcio sono passate di proprietà con molta più frequenza. Basterebbe, rimanendo in Italia, pensare all’Inter, che in capo a pochi anni è passata da Massimo Moratti a Zhang Jidong, con in mezzo l’esperienza di Erick Thohir. Oppure alla Roma, che all’inizio degli anni Dieci è stata ceduta dai Sensi a una cordata statunitense, che a sua volta una decina di anni dopo l’ha rivenduta a Dan Friedkin.

E anche senza dover cercare casi di doppia cessione, si possono tranquillamente citare anche i casi molto recenti del Genoa o dell’Atalanta. Persino all’estero, dove la stabilità societaria è sempre stata ancora maggiore, ci sono stati parecchi casi di club, anche di una certa importanza, che hanno cambiato proprietà: Paris Saint-Germain, Manchester City, ma anche Valladolid o Newcastle. 

Chelsea e Milan valutazioni diverse

Gli asset di un club calcistico

Il nuovo stadio per il Milan

Tra brand e follower

I diritti TV di una società

Il valore dei risultati

Chelsea e Milan valutazioni diverse

Le cifre dei closing, però, sono state sempre molto diverse e lo sono anche per le cessioni prossime o possibili, come quelle di Chelsea o Milan. Dunque, la domanda si pone: come si determina il valore di una società di calcio?

Perché i Blues dovrebbero passare di mano per una cifra che si aggira sui 4 miliardi di euro, mentre i rossoneri sono stati valutati poco più di un miliardo, cifra sempre enorme, sia chiaro? Le motivazioni sono da ricercare nei parametri che gli istituti finanziari specializzati nelle due diligence utilizzano per stabilire quanto un investitore debba offrire o quanto il proprietario attuale possa arrivare a chiedere in fase di trattativa.

Le specifiche sono molte e riguardano non solo il club in sé, ma anche (se non soprattutto) il campionato in cui gioca e diverse questioni che esulano dal campo di gioco.

Il pubblico rossonero!

Gli asset di un club calcistico

La differenza di valutazione tra Chelsea e Milan è l’esempio perfetto per capire su cosa si basino i calcoli degli istituti specializzati. Intanto, e non è certamente una sorpresa, un club si valuta per gli asset a disposizione, che siano fisici o sportivi.

Successivamente, nel capire quanto si pagherà, sarà necessario valutare l’intera rosa. Anche utilizzando un tool semplice come il portale Transfermarkt, la differenza tra il Chelsea e il Milan si nota con una certa facilità. Il valore dei cartellini dei calciatori a disposizione di Tuchel è di circa 850 milioni di euro, mentre quella dei rossoneri è di circa la metà, attestandosi a 450 milioni. Non abbastanza però per fare tutta la differenza di prezzo tra quanto potrebbe incassare il fondo Elliott e quello che costerà invece rilevare il club di Abramovich.

Passando agli asset fisici, cominciano le disparità. Entrambi i club dispongono di un centro sportivo (Cobham e Milanello), con i rossoneri che possono anche mettere sul tavolo le strutture di MilanLab. Quello che però manca al Diavolo, e non è poco, è lo stadio di proprietà.

Il nuovo stadio per il Milan

Nei progetti di Investcorp, un impianto per la squadra di Pioli non è già compreso nell’acquisto, ma è una necessità futura (e primaria) per rivalutare il club. Dunque non si può considerare nella valutazione, anzi, diventa un minus nel momento in cui chi compra il club deve già preventivare una spesa molto corposa per creare il nuovo stadio.

Un problema che a Londra non si pongono, avendo Stamford Bridge già pronto e di proprietà del Chelsea. Perché lo stadio conta così tanto? Per tutto ciò che i moderni impianti sportivi offrono. Non più solo la partita e al massimo il parcheggio, ma anche i musei dei club, ristoranti, a volte persino gli hotel, quella che è una vera e propria “experience” che la società può proporre al tifoso o al semplice appassionato di calcio che si trova in visita in città.

Un qualcosa che molte società italiane, con gli impianti in mano alle amministrazioni comunali o al CONI, possono soltanto sognare.

Tra brand e follower

Un altro fattore da considerare è il brand, con l’appeal internazionale del marchio. Più un club è conosciuto in giro per il mondo, più alti potranno essere i ricavi, soprattutto quelli derivanti dal merchandising. In questo caso, guardando agli esempi specifici, sia il Milan che il Chelsea hanno ben pochi problemi. I rossoneri, complice il periodo lunghissimo di vittorie dell’era Berlusconi, sono il club italiano più tifato al mondo, con circa 100 milioni di sostenitori in giro per il pianeta.

Nel mondo moderno, però, contano anche i contatti social e in questo il Milan perde un po’ appeal, considerando che già in Serie A il Diavolo, con poco meno di 45 milioni di follower sui maggiori social network, viene eclissato nettamente dalla Juventus, favorita negli anni passati per le quote serie A, che supera i 100 milioni. Un qualcosa che sulla valutazione finale del club va a contare, soprattutto quando si vanno a calcolare le prospettive di crescita.

L'esultanza di Tonali con i tifosi del Milan!

 

I diritti TV di una società

E poi, impossibile non tener conto dei ricavi, il vero tasto dolente del calcio italiano. Chi investe in un club deve capire quanto potrà entrare nelle casse anno dopo anno e da questo punto di vista la Premier League è decisamente anni luce davanti a tutti gli altri campionati. Il torneo di Sua Maestà, tra cessione dei diritti TV in patria e soprattutto all’estero, è il più ricco del mondo e può profilare a chi acquista un club di Premier ricavi sempre maggiori, oltre che una più ampia esposizione del marchio, tanto per tornare al punto precedente.

Considerando che in Inghilterra i club appena promossi nel massimo campionato ottengono dai diritti TV nazionali più o meno quanto le squadre che vincono i tornei o che si qualificano alla Champions League negli altri Big 5 (Spagna, Italia, Francia e Germania), è evidente che in questi termini la sperequazione è altissima e che solamente i club della Premier League possono ottenere molto più valore da questo parametro.

La presentazione dell'edizione 2017 del torneo statunitense!

Il valore dei risultati

Ma a questo punto, che fine fanno i risultati sportivi? Contano, ma fino a un certo punto. Se una volta le vittorie a livello nazionale e internazionale erano la chiave principale anche per stabilire il valore di un club, ora il rapporto è molto meno proporzionale.

Basterebbe pensare al Manchester United, che si piazza costantemente al top delle classifiche dei club con più valore, nonostante non vinca la Premier League dal 2013 e in barba alle fallimentari stagioni che hanno seguito l’addio di Mourinho e gli ultimi trofei sollevati. Certo, un minimo di importanza però i risultati ce l’hanno e il fatto che il Chelsea sia campione d’Europa in carica ovviamente rende i Blues più preziosi dei rossoneri.

Una coreografia per l'idolo di casa Mount!

Insomma, gli elementi chiave della valutazione di un club si contano sulle punte della dita di una mano: importanza della rosa, popolarità del marchio, risultati sportivi ottenuti e potenziali, stadio di proprietà e diritti televisivi.

E su molti di questi, il calcio tricolore anche per le scommesse Italia deve ancora lavorare parecchio…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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