Finisce la telenovela Dybala e le ultime scene sono quelle che forse nessuno si aspettava. Dopo mesi di corteggiamento da parte dell’Inter, con Marotta in parola con il calciatore argentino da poco svincolato dalla Juventus, la Joya finisce…sotto braccio a Josè Mourinho.

Con un blitz di Tiago Pinto a Torino, la Roma convince il classe 1994 di Laguna Larga ad accettare il progetto giallorosso. E quindi Dybala raggiunge immediatamente lo Special One in Portogallo, per un colpo di mercato che certamente sorprende, anche per quanto avvenuto nei mesi precedenti.

 

 

Il club capitolino, dopo la vittoria della Conference League, punta in alto e per farlo investe di nuovo sul mercato. Nonostante il cartellino di Dybala sia infatti gratuito, ci sono da considerare un triennale da 6 milioni netti (bonus compresi) al calciatore e le commissioni all’entourage.

Paulo Dybala

Gabriel Omar Batistuta

Edin Dzeko

Tammy Abraham

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Paulo Dybala

Un acquisto, quello di Dybala, che è paradossale, perchè è allo stesso tempo in linea con una certa tradizione romanista, ma stonando un po’ con il modus operandi generale del club. Vero, a Trigoria sono passati campioni che ora sono al top come Alisson Becker, Momo Salah o Antonio Rudiger, ma tutti quanti sono arrivati quando ancora non erano riconosciuti come calciatori di caratura mondiale.

La Joya, invece, dopo aver detto di no all'Inter, arriva nella Capitale con una storia recente di successi con la maglia della Juventus, con cui si è dimostrato uno dei migliori calciatori della Serie A e capace di fare la differenza anche in Champions League, trascinando la Signora a due finali in tre stagioni tra 2015 e 2017. 

Eppure, c’è qualcosa che rimanda ad acquisti del passato, relativamente recente ma anche abbastanza lontano, romanista e che è decisamente di buon auspicio per quanto riguarda il futuro in giallorosso di Dybala. Quando la Roma deve fare un investimento su un calciatore già affermato, di quelli che se non sono top player lo stanno per diventare, si pensa sempre a rinforzare l’attacco.

E i precedenti degli ultimi decenni sono tanto importanti per il nome di chi è arrivato, quanto per quello che poi i calciatori in questione hanno fatto vestendo la maglia del club capitolino.

Gabriel Omar Batistuta

Nell’entusiasmo generale della piazza, sono tanti quelli che nel vedere Dybala volare in Portogallo da Mourinho hanno ripensato a quanto avvenuto nell’estate del 2000. Con la Lazio di Sergio Cragnotti campione d’Italia, Franco Sensi ha bisogno di un colpo pazzesco per ridare ottimismo a una tifoseria che ha appena visto gli acerrimi rivali cittadini prendersi il predominio non solo nell’Urbe, ma in tutta Italia.

E il numero uno giallorosso sa benissimo cosa serve: su spinta di Fabio Capello, un altro che sa come si vince ed è riuscito a farlo in una piazza difficile come quella di Roma, porta a Trigoria Gabriel Omar Batistuta. L’attaccante argentino è protagonista in Serie A da un decennio, ma fino a quel momento non ha mai accettato di lasciare Firenze e la Fiorentina.

Alla Roma in uno dei miglior mercati di sempre servono 70 miliardi di lire per portarlo via a Cecchi Gori.

Batigol

Soldi decisamente ben spesi, perchè il Re Leone, come lo soprannominano immediatamente a Roma, è fondamentale per il terzo scudetto della storia romanista. Per Batistuta 20 reti nella Serie A 2000/01, comprese alcune marcature decisive per la cavalcata della squadra di Capello verso le quote scudetto.

Nel girone d’andata è lui a trascinare i giallorossi con i gol contro Fiorentina, Brescia (una tripletta), Parma (doppietta con la squadra in svantaggio). E anche quando nella seconda parte della stagione le polveri del bomber di Reconquista sembrano bagnate, le zampate contro Verona, Bari e il terzo gol nel match scudetto sono parte integrante del trionfo.

Poi, Batistuta cederà al peso degli anni. Una seconda stagione in chiaroscuro e qualche altro mese convincono la Roma a lasciarlo andare all’Inter.

Ma nel tricolore conquistato, la firma del Re Leone è indelebile.

Edin Dzeko

Oltre dieci anni dopo, la Roma americana cerca di fare il salto di qualità. Walter Sabatini ha portato a Trigoria molti grandi calciatori in divenire, ma vuole il colpo in grado di rimettere i giallorossi…sulla mappa dei club che contano davvero. L’occasione arriva dalla Premier League, perchè il Manchester City sta cercando di cedere Edin Dzeko.

Il bosniaco ha fatto la storia in Inghilterra, vincendo il titolo due volte non propriamente da favoriti per le quote calcio con i Citizens, ma anche in Bundesliga, formando con Grafite la coppia d’attacco del Wolfsburg campione di Germania nel 2009. Nel 2015 il City lo vende a un prezzo tutto sommato abbordabile, 16 milioni. E il centravanti decide di scrivere altre grandi pagine della sua carriera.

Dzeko nella notte dei miracoli

In sei stagioni alla Roma, Dzeko segna 119 reti, piazzandosi al terzo posto tra i cannonieri giallorossi di sempre dietro un’istituzione come Pruzzo e…una divinità come Totti.

Le sue 39 marcature nella stagione 2016/17 rappresentano un record societario e le otto reti nella Champions League successiva trascinano la Roma a una clamorosa semifinale per le quote serie A contro il Liverpool, dopo aver eliminato (con due gol del bosniaco tra andata e ritorno) persino il Barcellona di Messi.

Anche quando negli ultimi anni i rapporti col club si fanno più tesi, il balcanico va comunque costantemente in doppia cifra, centrando anche una semifinale di Europa League, prima di accasarsi anche lui all’Inter nell’estate 2021, con il solo cruccio di non aver vinto nulla nella Capitale nonostante i gol.

Tammy Abraham

Il penultimo grande acquisto offensivo della Roma è invece storia recentissima. Quando Dzeko si accorda con l’Inter, a Josè Mourinho serve un nuovo terminale in attacco e il club nel calciomercato lo accontenta. Lo Special One ha puntato Tammy Abraham, fresco campione d’Europa con il Chelsea, ma chiuso dal ritorno di Lukaku e da un Tuchel che non lo vede molto.

La Roma porta ai Blues un’offerta da oltre 40 milioni e offre all’inglese un contratto da 5 milioni di euro a stagione. Anche in questo caso, spesa decisamente ammortizzata.

L'esultanza dell'inglese con Capitan Pellegrini!

Nella stagione 2021/22 Abraham segna 27 reti, il massimo per un calciatore esordiente nella storia del club. E se in campionato il nazionale inglese si ferma “solo” a 17 gol, che comunque sono spesso decisivi per la conquista dei tre punti, a fare la differenza sono le 9 marcature in Conference League.

Soprattutto grazie ai suoi gol nella fase a eliminazione diretta (in particolare quelli contro Vitesse e Leicester nelle partite di ritorno), i giallorossi arrivano a Tirana a sfidare il Feyenoord e ad aggiudicarsi il nuovo torneo UEFA.

Insomma, anche il classe 1996 dimostra ampiamente che quando la Roma si muove pesantemente per un attaccante, di solito i risultati sono molto positivi. Un qualcosa che non può che far piacere a Dybala…e ai tifosi!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 18 luglio 2022.
 

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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