Una crescita esponenziale lunga ormai 25 anni. Gonzaga University dalla metà degli Anni ’90 si è affacciata al palcoscenico d’élite della NCAA. Il programma cestistico dell’università è cresciuto tantissimo, portando anche diversi giocatori in NBA.

 

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Una crescita che parte dalla stagione 1994-95, quando per la prima volta nella loro storia i Bulldogs sono riusciti a qualificarsi per l’NCAA Tournament. Nella prima partecipazione alla post-season della NCAA, i Bulldogs sono stati eliminati al primo turno dalla terza testa di serie,  Maryland guidata dai 24 punti di Duane Simpkins, meteora a Milano nella stagione 2002-2003.

La prima grande corsa nell’NCAA Tournament di Gonzaga è quella del 1999, quando i Bulldogs arrivarono a un passo dalle Final Four. Al primo turno il successo contro Minnesota, poi il grande “upset” contro Stanford, seconda testa di serie nel tabellone del ’99. Alle Sweet Sixteen il successo contro Florida, prima del ko contro la testa di serie numero 1 Connecticut, guidata dalla settima scelta assoluta nel Draft NBA di quell’annata ovvero Richard “Rip” Hamilton. 

LA STORIA SFIORATA E LA TRACCIA AZZURRA - Da quel 1999 Gonzaga ha collezionato 21 apparizioni consecutive all’NCAA Tournament, ma ha sfiorato la storia nel 2017: i Bulldogs si presentarono alla post-season come testa di serie numero uno del tabellone, come accaduto anche nel 2013 e, successivamente, nel 2019, anche per le scommesse basket! Se la prima volta arrivò una cocente delusione con il ko al secondo turno contro Wichita State, nel 2017 invece i Bulldogs sono arrivati fino in fondo, qualificandosi per la prima volta alle Final Four.

Nello staff tecnico di quella Gonzaga era già presente da tre anni Riccardo Fois, attuale player development coach dei Phoenix Suns. L’azzurro nato a Olbia e grande amico di Gigi Datome, in quel di Gonzaga ricopriva il ruolo di analytics ed è stato fondamentale nella crescita di molti giocatori, su tutti Domantas Sabonis, di cui parleremo dopo.

Nel 2017 i Bulldogs batterono South Dakota State, Northwestern, West Virginia e infine Xavier nell’Élite Eight, conquistando così il primo biglietto per le Final Four che in quell’anno si disputarono a Glendale, Arizona.

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Nelle National Semifinals i Bulldogs ebbero la meglio su South-Carolina grazie ai 23 punti di Nigel Williams-Goss, che dopo due anni passati in Europa ora è tornato in America e ha firmato un contratto con gli Utah Jazz, anche se in questo momento gioca nei Salt Lake City Stars, la squadra di G-League dei Jazz. Nella finalissima invece Gonzaga si ritrovò di fronte North Carolina, che vinse 71-65 conquistando il sesto titolo nazionale della sua storia. 

I BULLDOGS NELLA NBA - Fino agli Ottanta la presenza di Gonzaga in NBA era praticamente pari a zero, con qualche giocatore scelto molto tardi al Draft e mai protagonista “al piano superiore”. Per arrivare al primo “Bulldog” in NBA (e che giocatore) bisogna arrivare al 1984, quando gli Utah Jazz decisero di spendere la loro scelta al primo giro del Draft chiamando il nome di John Stockton al numero 16.

Originario di Spokane, Stockton decise di declinare le offerte di Idaho e Montana e passare quattro anni a Gonzaga, rendendosi poi disponibile per la NBA dopo l’anno da Senior. Stockton con i Jazz giocò per 19 stagioni ed è primo, con distacco, nella lista degli assist-man della NBA con 15806 assist realizzati, quasi quattro mila di vantaggio rispetto a Jason Kidd...

Insieme a Malone formò una delle coppie più dominanti della NBA e solo i leggendari Bulls di Jordan, Pippen e Rodman gli negarono il titolo. Sia gli Utah Jazz che i Bulldogs hanno deciso di ritirare la maglia #12 di Stockton in onore della sua straordinaria carriera.

La più alta scelta al Draft nella storia dei Bulldogs fu però un vero e proprio flop e stiamo parlando di Adam Morrison, scelto con la terza chiamata assoluta dagli allora Charlotte Bobcats guidati da Michael Jordan. Un fallimento su tutta la linea, con Morrison che giocò solamente due stagioni a Charlotte prima di finire ai Lakers dove vinse due titoli anche se non giocò quasi mai con i gialloviola.

Attualmente in NBA giocano ben cinque “Bulldogs”, due dei quali selezionati nell’ultimo Draft. Su tutti in questa stagione sta spiccando Domantas Sabonis, che spesso ha ringraziato proprio Riccardo Fois per la sua enorme crescita. Figlio del fenomenale Arvydas, il lituano con la maglia degli Indiana Pacers sta vivendo la sua stagione migliore della carriera con una doppia doppia abbondante di media.

Oltre a lui, in NBA oggi ci sono anche Kelly Olynyk, Zach Collins, Brandon Clarke e il lungo di origini giapponesi Rui Hachimura, nona scelta assoluta dei Washington Wizards nel Draft del 2019.   

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*La foto di apertura dell'articolo è di John Locher (AP Photo).

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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