Non solo plusvalenze. I club di Serie A cercano di pianificare il proprio futuro puntando anche sui calciatori più giovani. Il mercato dei giocatori della Primavera è un movimento sommerso, che non sempre viene evidenziato come quello della prima squadra, ma ha un’incidenza significativa sui bilanci dei club del massimo campionato.

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I dati relativi ai settori giovanili sono contrastanti; da una parte ci sono percentuali sconcertanti, come quella del 66% dei calciatori delle formazioni Primavera che non riescono a fare del calcio una professione, dall’altra - ancor meno rassicurante - è quella che certifica l’arrivo in prima squadra dei giocatori cresciuti nel settore giovanile: 3%.

Diversi club, come Juventus e Inter, continuano a investire per cercare di accaparrarsi i migliori prospetti in circolazione, altri che - come la Roma - stanno intraprendendo la strada opposta, fissando un tetto ingaggi per la formazione Primavera e un limite alle spese per quanto riguarda il mercato.

Gli acquisti più cari - In mezzo ci sono le società che investono soltanto quando fiutano l’affare, peculiarità che ha caratterizzato negli ultimi anni l’operato della Lazio, avvezza a pescare nei settori giovanili dei top club europei come Barcellona e Liverpool: nell’estate scorsa i biancocelesti hanno tesserato Bobby Adekanye, proveniente dal Liverpool, e investito oltre 8 milioni di euro per l’esterno offensivo Raul Moro, prelevato dalla squadra del Barcellona Under 18.

E’ stato questo il colpo di mercato più costoso portato a segno dai club di Serie A, un exploit che ha messo in fila gli affari di Juventus, Inter, Atalanta, Napoli, Fiorentina e Sassuolo.

La Juventus ha puntato le proprie fiches su Yannick Cotter, attaccante esterno prelevato dal Sion per 5 milioni di euro e su Enzo Barrenchea, mediano acquistato sempre dal sodalizio elvetico per 2,5 milioni di euro.

Secondo una classifica sviluppata in Francia dal Cies (Centre International d'Etude du Sport), relativa all’impiego in Prima squadra di giovani calciatori provenienti dal settore giovanile, l’Italia si posiziona al penultimo posto con l’8,9%, seguita dalla Turchia che chiude la graduatoria.

Tra i top 5 campionati europei, la Serie A è il torneo che vanta il minor numero di giocatori provenienti dal club di appartenenza, poco meglio fanno i club della Bundesliga (12%) e della Premier League (12,7%), cresce la percentuale nella Ligue 1 francese (17,2%) mentre la Liga spagnola (20,9%) si conferma il campionato con maggiori prospettive per i giovani calciatori provenenti dalla Cantera.

Lo sviluppo dei settori giovanili da parte dei club professionistici viene incentivato anche dalle normative dell’Uefa e della Federcalcio; per il massimo organismo continentale, i soldi spesi per le squadre giovanili sono considerati un investimento virtuoso che non viene conteggiato per quanto riguarda il Fair Play Finanziario. Allo stesso modo, la Federcalcio ha previsto un ammortamento quinquennale per i costi legati ai settori giovanili, come legiferato dall’Art 86 delle Norme Organizzative Interne della Federazione.

Le strategie - Ogni club sceglie la propria strategia, che non sempre paga: nonostante i numerosi investimenti, la Juventus lo scorso anno ha fallito la qualificazione ai play off scudetto, l’Inter da questo campionato ha limitato al massimo l’impiego dei calciatori fuori quota per dare la possibilità agli altri elementi della rosa di crescere in maniera esponenziale, la Roma ha iniziato una politica di riduzione dei costi con l’abbassamento del monte ingaggi: tetto massimo 70 mila euro per i calciatori più promettenti, i soldi risparmiati verranno reinvestiti nei premi di valorizzazione che verranno dati ai club che avranno modo di puntare sulla crescita dei giovani talenti giallorossi in prestito.

Vanificato - almeno per questa stagione - l’intento del Milan di puntare sui giovani; la squadra rossonera partecipa al campionato Primavera 2, essendo retrocessa il campionato scorso come testimoniano i siti scommesse calcio, il fondo Elliott dovrà rimandare il proprio piano industriale relativo al mondo del calcio. L’Atalanta continua a farla da padrone, con Amad Traore, attaccante esterno della Costa d’Avorio, primo calciatore del 2002 a realizzare - contro l’Udinese - una rete in Serie A.

I costi complessivi di gestione dei settori giovanili dei club professionistici hanno sfondato da tre stagioni il tetto dei 100 milioni di euro per gestire complessivamente 290 squadre, dalle formazioni esordienti fino alla Primavera; in media le società spendono 5,8 milioni di euro, ma club come Juventus, Inter e Roma vanno oltre i 10 milioni di euro certificati nel bilancio annuale.

*La foto di apertura dell'articolo è di Czarek Sokolowski (AP Photo).

Sull'autore
Di
simone pieretti

Giornalista, scrittore, innamorato di futbol. Scrive per trasmettere emozioni e alimentare sogni. Il calcio è una scienza imperfetta: è arte, è musica, è poesia. E' un viaggio nel tempo che ci fa tornare bambini ogni qual volta diamo un calcio a un pallone.

 

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