La partita che nessun giocatore al mondo vorrebbe mai disputare? Quasi tutti risponderebbero la finale per il terzo e quarto posto in un grande torneo, come Italia - Belgio a Torino, sbloccata all'inizio della ripresa da uno straodinario destro al volo di Barella!

Il gol di Barella al Belgio

È però anche vero che il rapporto con le finaline di consolazione spesso ricche di gol per i pronostici internazionali, come venivano chiamate una volta, varia da caso a caso.

La finalina in Russia 2018

Gli Europei non prevedono il terzo posto

Terzo e quarto posto in Brasile 2014

Finale per laurearsi capocannoniere

Terzo e quarto posto... nervoso

Chi ha disputato una grande manifestazione e si è ritrovato a sorpresa in semifinale sarà felicissimo di poter scendere in campo un’ultima volta e celebrare la propria cavalcata.

E magari, tra i calciatori titolari, c’è qualcuno, come Schillaci nel '90, che ha un obiettivo personale da raggiungere e ci metterà tutto se stesso anche se la possibilità di vincere il torneo non c’è più. La finale per il terzo e quarto posto della Nations 2021, si disputerà a Torino: lo Juventus Stadium è stato il teatro della finale di Europa League, edizione 2014, tra Siviglia e Benfica, sapete già come è finita...

L'esultanza del Siviglia a Torino!

IN RUSSIA PARTITA VERA

A questo proposito, l’ultimo Mondiale ha regalato una finalina niente male. A San Pietroburgo si affrontano il Belgio, che ha perso contro i futuri campioni del mondo della Francia, e l’Inghilterra, che anche stavolta si ferma in semifinale contro la sorprendente Croazia, con Harry Kane che vuole suggellare la sua splendida Coppa del Mondo. Alla fine è partita vera, perché i Diavoli Rossi vogliono dimostrare che non sono arrivati tra le quattro migliori squadre del mondo per caso.

I festeggiamenti per il terzo posto del Belgio!

Il centravanti di Sua Maestà resta a secco, ma vince comunque la Scarpa d’Oro di Russia 2018. La medaglia di bronzo, però, finisce al collo dei belgi, con Meunier e Hazard che segnano i gol del 2-0 che regala a Roberto Martinez e ai suoi il miglior piazzamento della loro storia. Ennesima delusione per i Tre Leoni, che, come nel 1990 in Italia non solo perdono l’occasione di arrivare in finale, ma finiscono anche fuori dal podio.

Gli Europei non prevedono il terzo posto


Agli Europei, tradizionalmente, la finale per il terzo e quarto posto non si gioca. Un peccato per nazionali come la Danimarca (Euro 2020), il Galles (2016) o la Turchia (2008), che tanto bene hanno fatto in quelle edizioni. I turchi, in compenso, giocano quella del Mondiale 2002, una vera e propria festa.

A Taegu, a fare compagnia ad Hakan Sukur e compagni, eliminati dalla celebre sceneggiata di Rivaldo, c’è la Corea del Sud padrona di casa, che dopo aver battuto in maniera perlomeno discutibile l’Italia e la Spagna si è arresa contro la Germania.

I coreani schierano la squadra titolare, ma non basta per avere la meglio su una Turchia un po' rimaneggiata in un match divertente e spettacolare, che termina 3-2 per la squadra di Güneş. Ma alla fine festeggiano entrambe. Stesso risultato nel 2010, quando la Germania e l’Uruguay giocano senza particolari motivazioni, ma regalano un antipasto godibile alla finalissima tra Olanda e Spagna.

 

Terzo e quarto posto in Brasile 2014

A proposito di Olanda, certamente c’è un’atmosfera diversa al Manè Garrincha di Brasilia nel luglio 2014. Gli Oranje sono delusi per aver perso in semifinale contro l’Argentina ai calci di rigore. Ma non è nulla rispetto alla depressione cosmica in cui sono crollati i padroni di casa dopo il clamoroso, anche per le scommesse online, 1-7 a Belo Horizonte contro la Germania.

La disastrosa retroguardia del Brasile!

L’impianto è pieno ed è tutto vestito di giallo, ma c’è poco da festeggiare. E anche la squadra di Scolari è d’accordo, considerando che si presenta (comprensibilmente) in campo con il morale sotto i tacchi.

Risultato, 3-0 per gli ospiti, che anzi dovrebbero essere già 11 contro 10 dopo tre minuti, quando l’arbitro grazia Thiago Silva che si fa sfuggire Robben e poi lo placca, assegnando “solo” il calcio di rigore. Per i verdeoro altri novanta minuti da dimenticare, quattro giorni dopo un incubo assurdo.


Finale per laurearsi capocannoniere

E poi ci sono quelli che con la finale per il terzo e quarto posto… ci hanno vinto il titolo di capocannoniere! È il caso di Davor Suker, che grazie al gol segnato nel 2-1 della Croazia all’Olanda nel 1998 riesce a staccare Batistuta e Vieri, fermi a quota 5 e già entrambi eliminati, e a portare a casa il titolo di miglior marcatore in solitaria.

Non riesce nell’impresa Stoichkov, visto che la Bulgaria nella finalina del 1994 viene travolta dall’uragano Svezia (4-0). Il Pallone d’Oro di quell’anno deve accontentarsi della vittoria a pari merito con il russo Salenko.

Va meglio a Totò Schillaci, che nella sfida delle deluse di Italia ’90 contro l’Inghilterra (entrambe le squadre eliminate ai rigori) regala il terzo posto alla nazionale di Vicini e segna il suo sesto gol mondiale, conquistando la vetta dei bomber davanti al cecoslovacco Skuhravy. 

Per il resto, nella storia, tante altre sfide senza troppo in palio, ma di certo spettacolari per gli spettatori. Nel 2006 Germania-Portogallo finisce 3-1, nel 1986 Francia e Belgio arrivano addirittura ai supplementari, con Platini e compagni che alla fine si impongono per 4-2. Proprio la Francia, quattro anni prima, si era arresa alla Polonia per 3-2, mentre nel 1978 la giovane Italia di Bearzot viene battuta per 2-1 dal Brasile.

Tornando ancora più indietro c’è la finale di consolazione del 1962, in cui il Cile si prende il terzo posto nel mondiale casalingo con un gol al novantesimo, o il pirotecnico 6-3 della Francia alla Germania Ovest nel 1958, con quattro reti di Fontaine che chiude così la sua coppa del mondo con addirittura 13 gol. Nel 1954 arriva terza l’Austria, che batte 3-1 l’Uruguay, mentre nel 1950 la una finalina non c’è, perché si gioca un girone finale a quattro squadre.

UNA FINALINA... FALLOSA!

E infine ci sono match in cui in palio c’è solo la soddisfazione  di… aver smaltito la rabbia. È il caso, molto recente, della finale per il terzo e quarto posto della Copa America 2019. Di fronte ci sono il Cile, eliminato clamorosamente in semifinale dal sorprendente Perù, e l’Argentina, ancora furiosa per la sconfitta nel penultimo atto contro il Brasile, con tanto di accuse di partita pilotata da parte dei calciatori dell’Albiceleste.

Che la squadra di Scaloni e quella di Rueda siano abbastanza nervosette lo si capisce al minuto 37, quando Messi e Medel finiscono sotto la doccia per scambio reciproco di cortesie dopo uno scontro di gioco.

Il fatto che in una finale di consolazione vengano tirati fuori 9 cartellini (7 gialli, compreso uno per Pulgar che potrebbe tranquillamente essere arancione) la dice lunga su quanto la partita tutto sia tranne che senza valore.

Alla fine vince l’Argentina 2-1, anche se le dichiarazioni di Messi a fine match contro gli arbitri fanno anche più rumore della partita stessa, oltre a costargli una squalifica… Insomma, guai a dire che le finali di consolazione non contano nulla. Anzi, spesso e volentieri, vista la posta in palio della finale “vera”, sono molto più godibili di quelle del giorno dopo!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 4 maggio 2020.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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