In tempi antichi hanno deciso uno scudetto, come quello appannaggio del Bologna (e a discapito dell'Inter) nella stagione 1963/64, normalmente hanno messo in palio una qualificazione nelle coppe europee o la permanenza in Serie A. Sono gli spareggi di fine campionato, quelli a cui si faceva ricorso - prima della regola degli scontri diretti, entrata in vigore a partire dalla stagione 2005-2006 - in caso di arrivo a parità di punti.

 

La guida sportiva quotidiana di 888sport!

Nel caso in cui lo "stallo" coinvolgesse più di due squadre, si procedeva con la famosa (o famigerata) "classifica avulsa" per individuare le squadre "messe peggio" e che avrebbero dovuto vedersela in uno scontro secco, decisivo, "alla morte"... 

Ebbene, noi di 888 Sport abbiamo selezionato i 4 spareggi mozzafiato tra i tanti proposti dalla Serie A dal 1931 (con lo scontro-salvezza Udinese-Lucchese 7-0) al 2005 [con la sfida andata e ritorno Parma-Bologna (0-1) e Bologna-Parma 0-2], procedendo in rigoroso ordine cronologico.

Il derby della Mole

23 maggio 1988: Juventus-Torino 0-0 (4-2 d.c.r) - Stadio "Comunale" di Torino, spareggio per il 6° posto-qualificazione in Coppa Uefa. Nell'anno di consacrazione del Milan di Silvio Berlusconi ed Arrigo Sacchi (l'ultimo della Serie A a 16 squadre), col titolo ai rossoneri, la Juventus fa i conti con una stagione non certo esaltante. D'altra parte, è il periodo più buio, quello a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, in termini di Scudetti, per la Vecchia Signora. Che, nello specifico della stagione 87-88, si trova a duellare coi rivali cittadini del Torino per un posto Uefa, il sesto.

Zebre e granata entrambi a 31 punti (quando ancora se ne assegnavano solo 2 a vittoria) con una differenza reti che premiava i primi con appena due centri in più. La formazione di Rino Marchesi aveva prevalso su quella di Gigi Radice (2-2 all'andata e 2-1 al ritorno): tutte discriminanti inutili, tuttavia. L'arrivo a pari punti significava "spareggio", senza discussioni. La partita del 23 maggio al Comunale è tiratissima, senza reti.

E nemmeno i tempi supplementari sono sufficienti, si deve procedere con la lotteria dei calci di rigore: le prime due conclusioni per parte (Vignola e De Agostini per la Juve, Cravero e Bresciani per il Toro) vanno a segno. Poi, con la parata di Fabrizio Lorieri su Sergio Brio, le cose sembrano mettersi bene per i granata. Tutto il contrario: prima Roberto Cravero calcia sulla traversa; quindi, dopo la trasformazione di Antonio Cabrini, Silvano Benedetti conclude a lato.

Il palo-gol del gallese Ian Rush regalerà il 4-2 definitivo alla Juventus e la qualificazione alla Coppa Uefa 1988-89 (quella da noi definita più bella di sempre, vinta dal Napoli, con la Juve eliminata ai supplementari, proprio al San Paolo).

 

Il gol dell'ex


30 giugno 1989: Fiorentina-Roma 1-0 - Stadio "Renato Curi" di Perugia, spareggio per il 7° posto-qualificazione in Coppa Uefa. Quando ancora non esisteva la moda di non esultare in caso di "gol dell'ex". E che "ex"... Già, perché quella volta, a mandare la Fiorentina in Coppa Uefa, a scapito della Roma, fu niente meno che Roberto Pruzzo, che in Viola arrivò proprio dai giallorossi - con cui aveva realizzato 106 gol negli ultimi 10 anni - l'estate precedente. Tredici presenze, appena sei da titolare e zero gol davanti ai nuovi tifosi.

L'unico venne realizzato proprio nella gara di spareggio, di testa all'11' su cross dalla sinistra di Roberto Baggio, praticamente un passaggio di consegne. Festeggiamenti sfrenati prima del ritiro, avvenuto al termine della gara del "Renato Curi": l'ultima rete in carriera del bomber baffuto condannò proprio la "sua" Roma a un anno fuori dall'Europa...
 

Una stagione nata storta...


28 e 31 maggio 1999: Udinese-Juventus 0-0 e Juventus-Udinese 1-1, spareggio per il 6° posto-qualificazione in Coppa Uefa
Una Juventus assolutamente non in salute, quella dell'avvicendamento Marcello Lippi-Carlo Ancelotti dopo la sconfitta interna per 4 a 2 contro il Parma, lascia il posto diretto per l'Europa all'Udinese di Francesco Guidolin. Zero a zero al Friuli, e 1-1 nella gara di ritorno al Delle Alpi: dopo il rigore trasformato al 23' da Filippo Inzaghi, l'Udinese pareggia di giustezza al 61' con Paolo Poggi, dopo un'azione di ripartenza sviluppatasi sulla sinistra.

La Juventus venne così condannata alla Coppa Intertoto, che la vide opposta ad avversari inediti come, ad esempio, i rumeni di Transilvania del Ceahlăul Piatra Neamț nell'apertura della stagione successiva. Quella del diluvio di Perugia e dello scudetto perso all'ultima giornata, a vantaggio della Lazio.
 

Nei piedi di Baggio

23 maggio 2000: Inter-Parma 3-1 - Stadio "Marcantonio Bentegodi" di Verona, spareggio per il 4° posto-qualificazione in Champions League
Spareggio tra le grandi deluse del campionato. Da una parte, la nuova Inter di Marcello Lippi, partita per ammazzare il campionato perché piena zeppa di fuoriclasse (in attacco i nerazzurri potevano contare su Vieri, Roberto Baggio, Ronaldo, Iván Zamorano...); dall'altra, il super Parma di mister Alberto Malesani.

Alla fine, le due squadre si dovettero contendere l'ultimo pass disponibile per la Champions League, quello messo a disposizione dal 4° posto: due prodezze di Roby Baggio, in mezzo l'incornata di Mario Stanic. Nel finale di gara, Zamorano sigla il tris chiudendo la gara del Bentegodi.

Tuttavia, quella stessa estate, l'Inter non riuscì a superare il terzo turno preliminare di Coppa Campioni, clamorosamente eliminata dai modesti svedesi dell'Helsingborg, segnando di fatto l'esperienza nerazzurra di Lippi, terminata qualche settimana più tardi, dopo la famosa conferenza stampa in seguito alla clamorosa sconfitta, per i pronostici Serie A del "Granillo" contro la Reggina (2-1), alla prima di campionato del 1° ottobre.

*La foto di apertura dell'articolo è di Francesco Bellini (AP Photo).


 

Sull'autore
Di
Stefano Fonsato

Stefano collabora da anni come giornalista freelance per il portale web di Eurosport Italia, per il quotidiano La Stampa e con la casa editrice NuiNui per la quale è stato coautore dei libri "I 100 momenti magici del calcio" e "I 100 momenti magici delle Olimpiadi".

E' amante delle storie, dei reportage e del giornalismo documentaristico, ma il suo "pallino" resta, su tutti, il calcio d'Oltremanica.

 

Articoli Correlati
Un uomo squadra da oltre 400 presenze in A: la carriera di Massimo Gobbi 

Il club dei 100!

La Fiorentina di Salah ed Ilicic!

Una coppia di mancini terribili

La figura irrinunciabile del team manager

Il ruolo del team manager

Gerson: quando la giusta collocazione in campo fa la differenza!

Stop & go: Gerson!

CR7 sul tetto dei salari e del marketing

Stipendio e pubblicità!