Una volta le società di calcio erano quasi tutte a struttura familiare, o quasi. C’era un presidente che si occupava praticamente di tutto quello che comportava la gestione amministrativa giornaliera e non, al massimo qualcuno che gestiva il mercato e poi c’erano i giocatori e la squadra. Il tempo però passa e con il calcio sono cambiate anche le necessità a livello dirigenziale.

Anche perché ora come ora i presidenti e i proprietari (soprattutto quelli delle numerose squadre che sono in mano a gruppi o soggetti stranieri) sono sempre meno presenti o coinvolti a livello operativo. Serve quindi qualcuno che in assenza del numero uno abbia il potere di firma e che si occupi di interfacciarsi con la proprietà, presentare i bilanci e gestire le operazioni di normale amministrazione. Insomma, ci vuole un direttore generale.

Direttore Generale ed Amministratore Delegato

Il DG Marotta

Gli altri direttori generali in A

Il General Manager all'estero

Direttore Generale ed Amministratore Delegato

La figura del Direttore Generale è spesso e volentieri identica a quella che in una normale azienda sarebbe dell’Amministratore Delegato. Non per nulla, le mansioni descritte sono pressoché quelle che ha svolto per quasi trent’anni Adriano Galliani, che nel Milan era per l’appunto l’Amministratore Delegato, il numero due di Silvio Berlusconi. Galliani, nonostante il Cavaliere fosse sempre molto presente e coinvolto, gestiva le attività giornaliere dei rossoneri.

Lo straordinario Milan dei tulipani!

Rispetto a un “normale” AD, però, un direttore generale di una società di calcio ha qualche compito in più, che in un’altra azienda non dovrebbe certamente sobbarcarsi: la gestione del mercato, assieme alla direzione sportiva.

Anche qui, Berlusconi giunge in aiuto, perchè quando i rossoneri ricercavano campionissimi in giro per il mondo, a far firmare gli acquisti Milan di Van Basten o i Rijkaard ci andavano proprio il direttore sportivo Braida e il fidato Galliani.

Il DG Marotta

Insomma, quella che in teoria dovrebbe essere una figura strettamente dirigenziale e non tecnico-sportiva, assume però anche dei caratteri legati al campo.

Ed ecco perchè i direttori generali dei club sono spesso e volentieri persone che hanno una grandissima esperienza di calcio giocato, vuoi diretta (come nel caso di calciatori che durante o dopo la carriera studiano economia e commercio o ingegneria gestionale) o vuoi per vie traverse, come nel caso di quello che è il più celebre dei Direttori Generali del calcio italiano, Beppe Marotta, che nasce come direttore sportivo ma che, viste le conoscenze accumulate nel corso degli anni si è trasformato in un gestore di tutto ciò che concerne l’area sportiva di un club.

Marotta durante un'intervista!

E proprio attraverso la carriera di Marotta, soprattutto le sue ultime due esperienze da vincitore seriale di scudetti per le quote scommesse calcio, quella alla Juventus e quella attuale all’Inter, si può delineare meglio la sottile differenza tra un amministratore delegato vero e proprio e un direttore generale.

Alla Continassa, tra 2010 e 2018, Marotta ha avuto entrambe le cariche. L’amministratore risponde solamente alla proprietà ed è questa la situazione in cui il dirigente ha lavorato alla Juventus, gestendo la società e anche (e soprattutto la parte sportiva).

L’AD, tra le altre cose, dirige il consiglio d’amministrazione dell’azienda, cosa di cui invece il direttore generale non ha facoltà, nonostante sia a tutti gli effetti considerato parte del senior management.

All’Inter, sempre favorito per i pronostici misti, invece Marotta ha assunto un ruolo ben più specifico, quello di Amministratore Delegato per l’Area Sportiva, praticamente quello che di solito si chiama Direttore Generale.

E non sorprende che all’interno dell’organigramma nerazzurro Marotta abbia il suo contraltare, Alessandro Antonello, che invece è Amministratore Delegato Corporate e quindi si occupa di tutto ciò che è gestione finanziaria della società Inter (e non del club), lasciando dunque al suo collega lo spazio e il tempo necessario per concentrarsi sulla resa della squadra, dello staff, sulla gestione del centro sportivo, il marketing e tutto quello che riguarda direttamente ciò che accade in campo e nelle sue immediate vicinanze. 

Gli altri direttori generali in A

Non è comunque detto che tutti i club debbano avere una figura simile, sia perchè non tutti sono strutturati come aziende di altissimo livello, sia perchè non è semplice trovare qualcuno che sia in grado di avere le conoscenze necessarie sia per fare bene a livello sportivo che amministrativo. Ci sono però altri esempi già in Serie A, come per esempio il portoghese Tiago Pinto.

L’ex Benfica gestisce l’area sportiva della Roma e interviene in sede di mercato, nonostante, esattamente come avviene per Marotta (che alla Juventus aveva Paratici e all’Inter ha Ausilio) ci sia una figura dedicata solamente alle trattative, ovvero il direttore sportivo. Anche l’Atalanta ha il suo direttore generale, Umberto Marino, che ha sostituito il quasi omonimo Pierpaolo e che negli ultimi tempi è spesso apparso davanti alle telecamere.

La società bergamasca, poi, ha addirittura un vero e proprio en-plein per quanto riguarda le figure manageriali. Oltre a Marino, che è il Direttore Generale, ci sono infatti un Amministratore Delegato (Luca Percassi), un responsabile dell’area tecnica (Giovanni Sartori) e un Direttore Sportivo (Gabriele Zamagna).

Il General Manager all'estero

Anche all’estero non mancano le figure simili. Al Paris Saint-Germain c’è infatti Jean-Claude Blanc, che i tifosi della Juventus certamente ricordano come il direttore generale che ha preceduto Marotta in bianconero, che gestisce l’area sportiva e il lavoro del DS, forse ex, Leonardo.

Al Real Madrid Florentino Perez ha come Direttore generale un suo fedelissimo, Josè Angel Sanchez, dopo che l’esperienza con un DG abbastanza di polso come il campione del mondo 1986 Jorge Valdano non è stata spettacolare, con tanto di contrasti tra l’argentino e l’allora tecnico Josè Mourinho e le conseguenti dimissioni del dirigente.

Al Barcellona preferiscono invece la divisione dei ruoli, con Laporta che ha deciso di portare in dirigenza Rafel Yuste come responsabile dell’area sportiva e di affiancargli Eduard Romeu per quanto riguarda quella della gestione economica.

Ma forse il miglior esempio di direttore generale del calcio europeo, oltre a Marotta, è stata la Lady di Ferro, Marina Granovskaia, braccio destro per lustri di Abramovich al Chelsea e colei che con pugno durissimo gestisce tutti i costi e prende tutte le decisioni che riguardano l’area sportiva del Chelsea, Campione d'Europa da sfavorito per le scommesse sportive online nel 2021.

La maglia Nike del Chelsea!

La russo-canadese è…l’incubo di chiunque alleni i Blues, come possono tranquillamente confermare Sarri o Conte, ma è anche un asset incredibile per il proprietario del club, che grazie alla sua oculata gestione ha ottenuto un taglio dei costi, un accordo di sponsorizzazione con la Nike da 60 milioni di sterline a stagione fino al 2032 e soprattutto…la Champions League.

E a un direttore generale, difficile chiedere di più del successo in campo con i conti a posto!

*Le immagini di questo articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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