Quarant’anni fa, la nazionale italiana guidata da Enzo Bearzot è riuscita in quello che è sembrato un vero e proprio miracolo sportivo: vincere la Coppa del Mondo 1982 in Spagna.

Gli Azzurri, arrivati al Mundial tra le polemiche per le convocazioni del CT, passano per il rotto della cuffia il girone eliminatorio, ma poi ingranano le marce alte: Argentina, Brasile, Polonia e Germania, tutte battute nettamente anche grazie alle splendide prestazioni di Paolo Rossi, capocannoniere della manifestazione e futuro Pallone d’Oro.

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Ma non è stato solo l'italiano che riunì il Paese a spedire nella leggenda e nel cuore degli italiani quel Mondiale. La lista degli Eroi del 1982 comprende anche tanti altri nomi celebri del pallone tricolore.

Dino Mito Zoff

La leggenda Scirea guida i difensori

Marazico è un regista di fascia

Paolino Rossi e gli altri

Il simbolo dei Mondiali '82

Dino Mito Zoff

In porta Bearzot si affida ancora a Dino Zoff. DinoMito, nonostante i 40 anni compiuti e le critiche seguenti all’edizione 1978, cancella la carta di identità e si dimostra fondamentale sia per leadership che per cifra tecnica.

Toccherà proprio al portiere dalla Juventus, nella notte del Santiago Bernabeu, sollevare la Coppa al cielo di Madrid. E anche fare coppia con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini nella leggendaria partita a scopone sull’aereo di ritorno in Italia.

Zoff alza la Coppa!

Assieme a Zoff, il CT convoca Ivano Bordon, in forza all’Inter, e Giovanni Galli, estremo difensore della Fiorentina. E quest’ultimo, titolare poi 4 anni dopo in Messico, diventerà campione del mondo…senza aver ancora esordito in nazionale!

La leggenda Scirea guida i difensori

In difesa, Bearzot decide di puntare sul blocco Juventus, con buona parte della linea arretrata che veste di bianconero. Al centro c’è Gaetano Scirea, già leggendario libero e uomo simbolo della Signora, di cui diventerà capitano al ritiro di Zoff. Accanto a lui altri due compagni di club: Claudio Gentile, che diventerà l’incubo dei campioni in Spagna con marcature asfissianti su Zico e su Maradona, e Antonio Cabrini, padrone della fascia sinistra.

Scirea contro l'Argentina

Per il Bell’Antonio c’è anche la non proprio positiva distinzione di…aver sbagliato un calcio di rigore nella finale con la Germania Ovest sul punteggio di 0-0. L’altro senatore è il milanista Fulvio Collovati, mentre per il resto dei difensori largo ai giovani.

I tedeschi anche in Qatar saranno tra i favoriti per le scommesse Coppa del Mondo!

Pietro Vierchowod ha appena due presenze in nazionale, Giuseppe Bergomi una, Franco Baresi addirittura zero. E soprattutto lo “Zio” si fa notare, con baffi e piglio da veterano mentre ad appena 18 anni gioca da titolare la finale della Coppa del Mondo.

Marazico è un regista di fascia

Il centrocampo è invece un mix del meglio che può offrire la Serie A. Non può mancare la Juventus, rappresentata da Marco Tardelli, il cui urlo dopo il 2-0 alla Germania Ovest è forse il fotogramma più celebre della storia del calcio italiano.

Ben rappresentata l’Inter, con Gabriele Oriali, il mediano per eccellenza che verrà celebrato persino in una canzone di Ligabue, e Giampiero Marini, anche lui indispensabile portatore d’acqua. La palma del più sfortunato va certamente a Giancarlo Antognoni. Il numero 10 della Fiorentina è titolare inamovibile fino alla semifinale compreso il gol incredibilmente annullato contro il Brasile, quando un infortunio lo costringe a perdersi l’ultimo atto, ma non a rinunciare alla vittoria finale.

Fa capolino anche il Torino, con la convocazione di Giuseppe Dossena, che per gli scherzi della numerazione alfabetica per reparto potrà sempre vantarsi di essere il numero 10 dell’Italia campione.

E poi la fantasia sulle ali, rappresentata da Bruno Conti e Franco Causio.

Il mancino “Marazico” è uno dei migliori calciatori dell’intera manifestazione e si piazzerà quinto nelle votazioni del Pallone d’Oro. Il “Barone” dell’Udinese invece rappresenta l’esperienza e la continuità con la nazionale del 1978, anch’essa costruita da Bearzot.

Paolino Rossi e gli altri

In avanti, ovviamente, c’è Pablito. Rossi è reduce da due anni di ingiusta squalifica per il calcio scommesse e la sua convocazione è foriera di polemiche. Nelle prime partite ha le polveri bagnate e la stampa ne chiede la testa.

Ma ha ragione Bearzot, che lo tiene in campo e ottiene sei reti nelle ultime tre partite, quelle che regalano il mondiale all’Italia. Accanto a lui un altro campione sfortunato come Francesco Graziani. “Ciccio” fa appena in tempo a scendere in campo in finale, prima di alzare bandiera bianca al settimo minuto.

Al suo posto entra Alessandro “Spillo” Altobelli, centravanti letale dell’Inter, che infatti segna il gol del 3-0 nell’ultimo atto. Gli altri due convocati in attacco sono dei novizi. Daniele Massaro, della Fiorentina, ha 21 anni e una sola presenza in nazionale, non gioca neanche un minuto ma si rifarà eccome nel 1994.

E infine Franco Selvaggi, il ventiduesimo per eccellenza, altroché lista da 26 chiamato da Bearzot per le sue prestazioni con il Cagliari e per la sua capacità di fare gruppo e non creare problemi. Perché in fondo i mondiali si vincono anche così…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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