Vincere il Festival di Sanremo è come vincere…il campionato.

La Champions League della musica

La storia dell'Eurovision Song Contest

Chi partecipa all'edizione 2022

Come si svolgono le tre serate

Il sistema di voto

L'albo d'oro di Eurovision

Del resto, la kermesse è il festival della musica italiana, dunque chi trionfa nella serata finale all’Ariston può in un certo senso definirsi il miglior cantante dello Stivale (ma occhio a farlo, perché le critiche rischiano di non mancare).

La Champions League della musica

E che si fa quando si vince il campionato? Si va a giocare anche in Champions League. E la Champions della musica europea si chiama Eurovision Song Contest, che nel 2022 si terrà in Italia.

A vincere la scorsa edizione (realizzando così un clamoroso double!) sono infatti stati i Måneskin, che dopo aver sbancato Sanremo hanno anche trionfato nella finalissima 2021, che si è tenuta a Rotterdam, permettendo così al nostro Paese di organizzare l’edizione successiva. L’Eurovision Song Contest andrà dunque in scena tra il 10 e il 14 maggio al PalaOlimpico di Torino.

Un'immagine dei campioni in carica!
 
Quella dell’Eurovision è una storia che comincia negli anni Cinquanta, per la precisione nel 1956, quando, sull’esempio del Festival di Sanremo, si crea una manifestazione canora sotto l’egida dell’Unione Europea di Radiodiffusione con la partecipazione di diversi stati del Vecchio Continente.

La storia dell'Eurovision Song Contest

Nel corso dei decenni l’Eurovision ha vissuto momenti altalenanti di popolarità, ma nel nuovo millennio ha conosciuto un’espansione enorme, che lo porta a essere l’evento non sportivo più visto al mondo, con una media di 300 milioni di spettatori ogni edizione, considerando che non viene trasmesso solo in Europa, ma che ha preso piede anche negli Stati Uniti, in America Latina e persino in Cina.

Dal 1956 sono state 52 le nazioni che hanno partecipato al concorso, con un aumento importante arrivato negli anni Novanta e Duemila, dopo la caduta della Cortina di Ferro, quando anche tutte le ex nazioni del Patto di Varsavia sono state inserite nel contesto della manifestazione.
 
Quindi, quali nazioni partecipano o possono partecipare all’Eurovision? Il concorso è aperto a tutti gli stati che fanno parte dell’Europa da un punto di vista geografico, ma anche ad altre realtà che hanno legami particolari con il Vecchio Continente, come nel caso del Marocco, che ha partecipato in passato, o Australia, presente anche a Torino.

Chi partecipa all'edizione 2022

La lista dei partecipanti all’edizione 2022 prevedeva 41 nazioni, prima che la situazione internazionale facesse decidere per l’esclusione della Russia.

Ogni nazione sceglie la canzone che la rappresenterà con un suo processo decisionale. Molti, come l’Italia, spediscono il vincitore del festival nazionale della canzone, altri (è il caso di San Marino) organizzano un evento con tanto di selezione, mentre altre nazioni ancora hanno un comitato che si occupa di valutare le canzoni presentate e di decidere quale far partecipare.

Dunque, a rappresentare l’Italia a Torino, biglietti in vendita sul portale ticketone.it, ci saranno Mahmood e Blanco, che hanno vinto Sanremo con la loro “Brividi”, mentre Giroud ribaltava l'Inter a sorpresa per le scommesse calcio. Ma ci sarà anche Achille Lauro, che si è imposto nell’evento di San Marino e quindi rappresenterà la repubblica del Monte Titano nel contest con un brano diverso da quello presentato all’Ariston.
 

Come si svolgono le tre serate

L’evento si svolge in tre serate, due semifinali e una finale. Alla finalissima sono qualificate d’ufficio le cosiddette “big five”, ovvero le nazioni che per prime hanno sostenuto l’Unione Europea di Radiodiffusione: Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.

Di solito l’altra nazione a passare direttamente all’ultimo atto è quella che ospita la manifestazione, ma considerando che stavolta si tratta dell’Italia, ci sarà un posto in più a disposizione nella finale a 25. Le 35 nazioni rimanenti si affrontano quindi in due semifinali, a cui hanno diritto di voto tutti gli stati partecipanti, più due (o tre) delle “big five”.

Un bellissimo scatto di Rotterdam 2021!

Le dieci vincitrici di entrambe le serate si possono poi ripresentare all’ultimo atto. La finalissima prevede l’esibizione di tutte e venticinque le canzoni in gara e la proclamazione del vincitore, che ottiene l’ambitissimo trofeo ma che, a differenza di quanto si possa pensare, non riceve alcun premio in denaro.
 

Il sistema di voto

Il sistema di voto è suddiviso in due modalità, quello della giuria e quello del pubblico. Ogni nazione partecipante elegge una sua giuria, che dovrà assegnare punti a dieci canzoni: 12 alla prima, 10 alla seconda, 8 alla terza e giù, scendendo di un punto, fino alla decima.

L’unica regola è che, come è logico, è vietato votare per la canzone che rappresenta il proprio paese. I voti vengono comunicati da un rappresentante collegato con la serata, che elenca le prime tre scelte dal proprio paese, mentre la grafica mostra tutti i punti assegnati.

E poi…arriva il televoto, che è in grado di confermare o di ribaltare la situazione. I punti del televoto sono assegnati in maniera proporzionale e rappresentano l’altro 50% dei punti disponibili.

Anche in questo caso, i telespettatori di un paese non possono votare per la “propria” canzone. Logico però che ci sia spazio per ribaltoni, come avvenuto nell’edizione 2021: in quel caso i Måneskin erano solamente quarti dopo il voto delle giurie, ma il televoto ha permesso loro di vincere in scioltezza, un pò tipo Azzurri a Wembley e relativo pronostico Europei!

Il gruppo italiano!
 
A proposito, quante altre volte l’Italia ha vinto l’Eurovision Song Contest? Il trionfo del gruppo romano con “Zitti e Buoni” (con 524 punti contro i 499 della francese Barbara Pravi) rappresenta solo la terza vittoria tricolore nella manifestazione.

L'albo d'oro di Eurovision

La prima a imporsi è stata Gigliola Cinquetti, che nel 1964 sbanca Copenhagen con “Non ho l’età” dopo aver conquistato anche il Festival di Sanremo. Per tornare alla vittoria ci vogliono 26 anni. Nel 1990 a Zagabria si presenta in gara Toto Cutugno, secondo a Sanremo con “Gli amori”.

Per l’Eurovision Song Contest però il rappresentante italiano porta “Insieme: 1992”, dedicato alla nascita dell’Unione Europea, prevista proprio per quell’anno con la ratificazione del Trattato di Maastricht. Grazie a queste tre vittorie, le città italiane che hanno ospitato l’ESC sono Napoli (1965), Roma (1991) e Torino (2022).
 
Per l’Italia ci sono anche tre secondi posti, quello recentissimo di Mahmood nell’edizione 2019, quello di Raphael Gualazzi nel 2011 e quello di Gigliola Cinquetti, che nel 1974 si deve accontentare del podio dietro agli ABBA e alla loro “Waterloo”. Tra gli altri artisti celebri che hanno vinto il concorso ci sono Celine Dion, che nel 1988 ha rappresentato la Svizzera, il gruppo britannico Katrina and the Waves e la “cantante scalza” Sandie Shaw.

In quanto a vittorie totali, prima a sorpresa dell’albo d’oro è l’Irlanda, che si è imposta sette volte, davanti alla Svezia (6) e a un gruppetto composto da Paesi Bassi, Regno Unito, Lussemburgo e Francia (5). Gli irlandesi sono anche gli unici ad avere un plurivincitore, Johnny Logan, che ha trionfato sia nel 1980 che nel 1987. Anche il record di vittorie consecutive va all’Irlanda, con un tris dal 1992 al 1994. E la speranza è che a maggio Mahmood e Blanco si aggiungano ai Måneskin per poi tentare la scalata al primato nel 2023!
 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. 

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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