La scuola italiana di allenatori è sempre una sicurezza. E se qualcuno ne vuole una dimostrazione, può…citofonare Ancelotti. Re Carlo ha prima servito il pokerissimo di grandi campionati vinti e poi ha portato al Real Madrid la quattordicesima Champions League, che in bacheca fa coppia con la Decima, già vinta coi Blancos nel 2014.

Ma non serve guardare al tecnico tricolore più importante degli ultimi trent’anni per convincersi della bontà del lavoro degli allenatori italiani. Basta gettare un occhio a est, all’Ungheria, dove la nazionale magiara è guidata ormai dal 2018 con ottimi risultati da Marco Rossi, che in terra magiara ha trovato terreno fertile per il suo calcio ed è diventato una leggenda.

Il percorso del Marcorossi calciatore

M. Rossi allenatore tra C e D

Rossi all'Honved

Marco Rossi CT dell'Ungheria

Lo stipendio di Marco Rossi

Il percorso del Marcorossi calciatore

Che il destino calcistico di Rossi fosse lontano dall’Italia, lo si era intuito già quando l’ex difensore giocava. Cresciuto nelle giovanili del Torino, il classe 1964 non sfonda immediatamente e fa esperienza prima nel Campania e poi nella Puteolana, prima di imporsi a Catanzaro e a Brescia, dove rimane per ben cinque anni conquistando la promozione in Serie A.

Lo acquista la Sampdoria, ma il periodo blucerchiato non è positivo nonostante la vittoria della Coppa Italia 1993/94.

Meglio guardare altrove. E non certo in un luogo vicino, ma in Messico. Rossi si trasferisce all’America e poi, dopo una stagione oltreoceano, torna in Europa, ma si ferma in Germania, all’Eintracht Francoforte. Poi gli ultimi anni in Italia, tra Piacenza, Ospitaleletto e Salò.

M. Rossi allenatore tra C e D

E dire che Rossi, almeno da allenatore, ci prova a rimanere in patria. Le prime esperienze sono quelle al Lumezzane, prima da tecnico della Berretti e poi della prima squadra, un’esperienza terminata con l’esonero a marzo 2006. Nella stagione successiva arriva la chiamata della Pro Patria, ma il rapporto con la società di Busto Arsizio è perlomeno complicato, visto che nelle due annate c’è spazio per un esonero e per un rientro.

Molto meglio allo Spezia, che nella stagione 2008/09 porta ai playoff nazionali di Serie D, senza però riuscire a portare i liguri nella categoria superiore. Le ultime due esperienze in Italia sono quelle che convincono definitivamente Rossi che il destino è altrove.

Alla Scafatese subentra a metà campionato, salvandola, mentre alla Cavese viene esonerato con il club destinato alla retrocessione per problemi economici.

In quel periodo, come racconterà in seguito, gli viene proposto di pagare per allenare, una situazione denunciata più volte nelle categorie inferiori. Piuttosto, però, Rossi preferisce prendersi una pausa, valutando anche di andare a lavorare con il fratello commercialista.

Rossi all'Honved

Il fato, però, ha in serbo ben altro per lui. Nel 2012 il tecnico si propone all’Honved, leggendario club ungherese che però in quegli anni è in declino. I Mighty Magyars, che hanno scritto la storia del calcio ungherese negli anni Cinquanta e Ottanta, danno fiducia all’italiano e vengono decisamente ripagati.

La prima stagione è ottima, con l’Honved che arriva terzo in campionato e si qualifica per i preliminari di Europa League. L’annata vale a Rossi la conferma, ma arrivano le prime grane: nella primavera 2014 il tecnico si dimette.

Tanto Honved nell'Ungheria!

L’effetto del suo addio sconquassa il club, che poco meno di un anno dopo ha cambiato ben 4 allenatori e rischia la retrocessione. Rossi torna a febbraio 2015, salva il club e comincia a ricostruire. La stagione successiva l’Honved è solo ottavo, ma per il trionfo non bisogna attendere troppo: a maggio 2017 la società di Budapest torna campione d’Ungheria dopo quasi 25 anni.

Una vittoria inaspettata per le scommesse sportive che vale all’allenatore classe 1964 anche la Panchina d’Oro speciale per aver vinto un campionato all’estero.

Questo risultato eccezionale non basta però per far sì che la storia d’amore abbia un lieto fine. Rossi si dimette per divergenze economiche per il club, accettando l’offerta degli slovacchi del Dunajská Streda, che porta al terzo posto in campionato, miglior risultato di sempre per i gialloblù.

Marco Rossi CT dell'Ungheria

Ma a giugno 2018 l’Ungheria chiama di nuovo, stavolta…sul serio: la federcalcio magiara gli offre la panchina della nazionale. Rossi si trova a disposizione un buon gruppo di calciatori che già hanno ottenuto la qualificazione a Euro 2016, raggiungendo gli ottavi di finale, ma hanno mancato quella ai Mondiali del 2018. Il primo obiettivo del nuovo CT è quello di qualificare di nuovo la quadra alla manifestazione continentale, raggiunto a novembre 2020 con la vittoria nello spareggio contro l’Islanda. 

Prima di giocare gli Europei, però, c’è anche la Nations League. E se nella prima edizione le cose non erano andate benissimo, in quella 2020/21 i magiari si impongono nel loro girone della Lega B, terminato al primo posto davanti a Russia, Serbia e Turchia, ottenendo la promozione nella massima divisione.

A Euro 2020 l’Ungheria fa un’ottima figura, pur ritrovandosi nel girone di ferro contro Portogallo, Germania e Francia. L’unica sconfitta arriva proprio contro i lusitani, mentre i Campioni del mondo in carica e la Mannschaft vengono fermati da grandi favoriti per le scommesse calcio sul pari, rispettivamente con un 1-1 e un 2-2.

Rossi con il CT inglese!

E anche in Nations League, dopo due promozioni consecutive, è arrivato un risultato storico: la prima partita in Lega A, contro l’Inghilterra, ha visto l’Ungheria battere i Maestri dopo 60 anni grazie a un rigore segnato dal gioiellino Szoboszlai con un chirurgico destro ad incrociare!

Oggi il tecnico Rossi meriterebbe un'ottima panchina in Serie A, non come quei tecnici che si lamentano continuamente degli acquisti Napoli...

Lo stipendio di Marco Rossi

Ma una domanda si pone: quanto guadagna Marco Rossi come CT dei magiari? Di certo, le cose gli vanno meglio di quando allenava nelle divisioni minori, considerando che nei suoi racconti di quei tempi si parla di mesi senza ricevere lo stipendio, oltre alle richieste di pagare per lavorare. Ma se qualcuno pensa di paragonare l’ingaggio del selezionatore dell’Ungheria a quelli dei colleghi che guidano nazionali più importanti, ha decisamente capito male.

Da uno studio fatto in Polonia durante Euro 2021, risulta infatti che Rossi è il diciannovesimo CT più pagato d’Europa, con uno stipendio che raggiunge i 120 milioni di fiorini ungheresi l’anno, che al cambio sono 300mila euro.

L'esultanza dei calciatori magiari!

Non esattamente cifre che possono impensierire Mancini, che con il suo nuovo contratto guadagna 4 milioni a stagione, ma anche Deschamps, che 300mila euro li incassa in un mese. Quello che può rassicurare Rossi però è che continuando così i suoi introiti non possono che aumentare.

Come ha spiegato l’influente procuratore ungherese Viktor Kövesdi, lo stipendio del CT dipende anche dai risultati raggiuti E chissà che fare bene in Nations League come la vittoria a sorpresa per i pronostici oggi misti sull'Inghilterra…non valga un meritatissimo aumento! 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.
 

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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